giovedì 28 novembre 2019

Recensione: Noi contro di voi di Fredrick Backman


Avevamo scoperto di più Noi contro di voi di Fredrik Backman (Mondadori, che ringrazio per la copia cartacea) grazie al blog tour in cui sul blog avevamo approfondito la location del romanzo (trovate il post QUI). Oggi Annalisa ci offre la sua opinione. 
Ecco la recensione. 
Noi contro di voi
Fredrick Backman
Mondadori

Trama
Björnstad – la città degli orsi – è piccola e sperduta in mezzo ai boschi della Svezia: al centro della vita dura e monotona della comunità c’è la passione per la locale squadra di hockey. Per questo è davvero un colpo bruttissimo quando il team viene smantellato e i giocatori passano nelle file dei rivali di Hed. Il club sembra destinato al fallimento, ma grazie alle oscure manovre di un politico abile e senza scrupoli, rinasce. Viene ingaggiato un inatteso e sorprendente allenatore, e a mano a mano prende forma una nuova squadra, costruita attorno a giovani promesse come il velocissimo Amat, Benji il lupo solitario e Vidar il piantagrane. È inevitabile che i vecchi legami dentro e fuori dal team si rompano e se ne formino altri, imprevedibili, mentre la rivalità con Hed diventa sempre più aspra. Ma prima che finalmente venga giocata la partita più attesa, quella che vale un’intera stagione, più di un abitante di Björnstad sarà morto, e la gente di entrambe le città si vedrà costretta a chiedersi se, dopo tutto quello che è successo, il gioco che amano potrà mai tornare a essere qualcosa di semplice e innocente.


Hai mai visto crollare una città? Alla nostra è successo. Diremo che la violenza è arrivata a Björnstad quest’estate, ma è una menzogna: era già qui. Perché a volte è talmente facile odiarsi a vicenda che ci sembra inconcepibile fare diversamente. 

Una cittadina come tante, incastonata tra i boschi e i ghiacci svedesi, dove tutto sembra avere un inizio e una fine in quei pochi chilometri, dove tutto è amplificato fino all’esasperazione.

Le persone che attraversano Björnstad vivono per l’hockey, e certi giorni forse hanno ragione. A volte bisogna vivere per qualcosa per sopravvivere al resto. 

Abitanti in crisi, con i loro problemi e le loro vite sottosopra
. Ma una grande passione in comune: la squadra di hockey della città. Quel qualcosa in cui incanalare tutte le ansie e lo stress che reprimono ogni giorno, per una vita che non va come si vorrebbe.

Qui ci sono persone gentili, umili, lavoratrici, che amano la natura e lo sport, un pubblico che riempie gli spalti indipendentemente dal campionato in cui milita la squadra, pensionati che si dipingono la faccia di verde per andare alle partite. Cacciatori responsabili, pescatori competenti, persone dure come il bosco e testarde come il ghiaccio e vicini che aiutano chi ha bisogno. 

C’è Kevin, ma in realtà non c’è più. Da lui tutto ha inizio, da quando, campione della prima squadra, violenta Maya, la figlia del direttore sportivo. Ci sono Maya e Ana, migliori amiche e sopravvissute, al dolore, alla vita, a soli sedici anni. C’è Leo, che a dodici anni cerca il suo posto in città. Ci sono Peter e Mira, genitori di Maya e Leo, che non riescono ad affrontare quanto accaduto alla figlia, si sono persi, fuori e dentro. 

Ogni cosa ha un punto di rottura, e nonostante dicano sempre che “una gioia condivisa è una gioia doppia”, sembriamo intestardirci a credere che il dolore funzioni al contrario. Forse non è vero. Due persone che annegano con dei pesi di piombo ai piedi forse non sono la salvezza l’una per l’altra, affondano due volte più in fretta. Alla fine diventa intollerabile sopportare il cuore in frantumi dell’altro. 

C’è Benji, che diventerà un grande campione e un grande uomo. C’è Ramona, l’oste della città, che nonostante la ruvidezza, è punto di riferimento di tanti. C’è Elisabeth Zackell, nuovo allenatore della squadra, mal vista perché donna e senza sentimenti, ma che sarà la fortuna della squadra. C’è Vidar, che viene fatto uscire in anticipo dal centro di recupero in cui è finito perché è il miglior portiere che il Björnstad Hockey potrà mai avere. C’è il Gruppo, i tifosi più spinti della squadra, ma che sono molto più di questo, sono fratelli. 

Cosa ci fa gridare di gioia? Per cosa piangiamo? Quali sono i nostri ricordi più felici, i nostri giorni peggiori, le nostre delusioni più profonde? A chi siamo stati accanto? Cos’è una famiglia? Cos’è una squadra? Quante volte in una vita siamo felici fino in fondo? Quante possibilità abbiamo di amare qualcosa in modo irrazionale e incondizionato? 

Noi contro di voi non è un libro semplice, né da leggere né da interiorizzare.
Non è semplice da leggere perché è scritto a periodi brevi, spezzettati, che cambiano prospettiva e protagonisti dall’uno all’altro. È un ritmo sincopato che a volte fa sentire in gola l’ansia e la fretta, come se stessimo per perdere il treno. 

“Ci sono solo tre tipi di persone. Quelli che vincono, quelli che perdono e quelli che stanno a guardare.” 

Non è semplice da interiorizzare perché gli argomenti toccati sono diversi e anche molto crudi. Non è facile immaginare che nostro figlio abusi di una sua amica, come non è facile pensare che nostra figlia possa subire una violenza simile. Non è facile immaginarsi alle prese con la crisi identitaria di una comunità intera, con una rivalità che porta tutti ad azioni estreme. 
Le difficoltà di una cittadina intera, che sembrano più forti di tutto il buono che invece c’è a Björnstad, perché qualcosa di buono c’è sempre in ognuno di noi. Nel vicino con cui litighiamo, nel rivale nello sport contro cui giochiamo, nel compagno di scuola che non possiamo vedere. Ed è proprio quando tutto sembra perduto che un gesto, senza alcuna parola, può fare la differenza, per tutti. 
I continui rimandi al futuro, a quello che diventeranno i personaggi dopo qualche anno, rendono il tutto meno cupo e con un filo di speranza in più.

Perché leggerlo → perché è una lettura che mette a nudo la parte più buia dell’essere umano, ma con la certezza che c’è sempre una luce ad aspettarci. 

Perché è un gioco semplice, se si elimina tutta la merda intorno e si tengono solo i motivi per cui all’inizio ce ne siamo innamorati. Un bastone a testa. Due porte. Due squadre. Noi contro di voi.

- Annalisa - 

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