giovedì 17 ottobre 2019

Recensione: Blake Deshawn - Il cerchio perfetto di Katherine L. Frye



Ci ho messo un paio di mesi a trovare il coraggio di mettere nero su bianco le emozioni che mi ha suscitato la lettura di Blake Deshawn - Il cerchio perfetto di  Katherine L. Frye - Cigno nero. Ecco la mia recensione.

 Blake Deshawn - Il cerchio perfetto
Katherine L. Frye
Il Cigno Nero

Trama
La sorte è stata particolarmente generosa con Adrianne Morrison: unica figlia di un facoltoso imprenditore londinese, è bella, ricca e raffinata, ha un fidanzato che la adora e con cui sta organizzando il matrimonio dei suoi sogni. Niente potrebbe incrinare il suo cerchio perfetto.
Ma un pomeriggio, un uomo si introduce in casa sua. Adrianne è sotto la doccia, non si rende conto di nulla. Non sente i passi pesanti che si aggirano per il suo salotto, percorrono il corridoio ed entrano in bagno. Si accorge di lui solo quando la raggiunge sotto il getto dell’acqua.
Non è uno sconosciuto.
Adrianne sa chi è, ha già avuto modo di incontrarlo.
Blake Deshawn ha ventotto anni, il sorriso crudele e lo sguardo magnetico, il volto segnato da una tragedia mai dimenticata e il corpo ricoperto di tatuaggi.
È eccessivo, sregolato, anarchico, abituato a ottenere ciò che vuole, senza preoccuparsi delle conseguenze.
E ha deciso di prendersi Adrianne - quella bionda viziata che nasconde l’attrazione che ha per lui dietro una cortina di disprezzo – nella sua stessa casa, nel luogo in cui si sente al sicuro. Doveva essere solo un colpo di testa, un gesto folle e sconsiderato da dimenticare in fretta. Ma da quel momento, la vita di entrambi cambia, acquista velocità, minaccia di deragliare per schiantarsi in un inferno da cui sarà difficile risalire.
Per Blake, Adrianne è un veleno mai assaggiato prima: potente, incantatore, irrinunciabile. E Blake possiede qualcosa che Adrianne non conosce: la possibilità di vivere fuori dal cerchio perfetto, senza regole, senza paure, senza imposizioni.
Perché Blake Deshawn non giudica. Mai.
Un romanzo spietato e ipnotico sui mille volti e sulle perversioni dell’amore. Due protagonisti imperfetti e indimenticabili, da odiare e da amare con tutto il cuore.


Ci sono vini che per essere assaporati al meglio hanno bisogno di decantare, lo stesso succede con i romanzi, con alcuni romanzi. 
In questa categoria c'è sicuramente Blake Deshawn - Il cerchio perfetto di  Katherine L. Frye.
Una storia torbida, difficile, spesso disturbante. 
Un libro penetrante e doloroso, non per tutti.
A fare la differenza tra parole che vogliono solo offendere e quelle che invece ci entrano sotto pelle è l'autrice, la sua bravura, lo stile unico, la capacità di andare in profondità nell'animo dei suoi personaggi, di scavare a fondo senza alcuna remora. 
Leggendo Blake Deshawn - Il cerchio perfetto di  Katherine L. Frye si entra in mondo cupo, privo di regole. Un mondo al di fuori di quel cerchio perfetto, dove il dolore è sordo, quello che accade orribile e l'amore una chimera. Un mondo dove accadono cose terribili e per sopravvivere a ogni giornata, per avere il coraggio di andare avanti, si deve usare la chimica per dimenticare.
L'autrice gioca sugli opposti nel tratteggiare due personaggi che difficilmente dimenticherete.
Bella, algida, ricca e sprezzante. Questa è Adrianne. Lo è prima, prima di incontrare l'uomo (o meglio la furia) che gli cambia la vita. 
Blake.
Se dobbiamo dargli un volto, lo possiamo facilmente immaginare con i tratti di un angelo senza pietà: bellissimo, ma cattivo. Non ha scrupoli e non ha regole. Lui è il pericolo, prende quello che vuole e non si fa alcuna remora e gettare persone, sentimenti, idee nella spazzatura.
Dopo Blake per Adrianne non ci sarà più altro. Neppure sé stessa.

La libertà è madre
Madre?
Sì, madre. La madre per eccellenza. Quella che partorisce ideali, sogni, ambizioni, concezioni e regala una nuova vita. E l'una non può esistere senza l'altra, le due cose non  si possono scindere. Sono annodate

Katherine L. Frye scrive un romanzo come se fosse un flusso di coscienza interiore e credo che non potesse scegliere stile migliore per raccontare una storia così dolorosa come quella di Blake Deshawn - Il cerchio perfetto. Perché al di là dell'incontro sconvolgente tra i due, al di là del sesso, entrambi i protagonisti del romanzo ci mettono ogni briciola del loro essere in questa storia. In particolare è Blake a doverci raccontare la parte più dura, quella che lo vede perdere improvvisamente ogni cosa e fare il salto della barricata, diventando un uomo che prende quello che vuole senza chiedere. Compresa la sua vendetta.
E se apparentemente sembra coraggioso, in realtà ha paura. Una paura viscerale e atavica di farsi del male, di soffrire ancora. 
E quindi oltre alla famiglia che ha, fatta di amici, non vuole nulla se non trovare finalmente pace da un passato che lo ha privato di ogni cosa, compresa la possibilità di essere felice.
È carismatico Blake, tanto che il suo dolore diventa la molla per smuovere le persone, per creare una coscienza diversa, anarchica della vita.

Ma questo non vuol dire niente, Adrianne, perché amo un casino di gente. Di Soraya, per esempio, amo le mani. Dovresti vederla quando racconta della sua vita. Lei non lo fa mai con le labbra, lo fa con le dita. Ti senti toccare, ti sposta gli organi, ti trascina dovunque vuole, ti afferra per i capelli e ti obbliga a tendere le orecchie e" e amo il tuo smalto rosso "amo il ventre di Grace perché non è arido ed è l'unica donna al mondo con cui farei un figlio" e amo i tuoi occhi lucidi e feriti, così come li hai adesso "Amo i piedi di Valery perché non si fermavano mai e..."  i tuoi tacci maledetti che mi fanno venire l'emicrania "Amo il vestito a fiori di mia madre perché è l'ultimo ricordo che ho e..." e la mia maglietta addosso a te "Amo le mani di mio padre perché sono sporche come me" e come te "E riguardo a te credo..."
Tamburello con le dita sulla superficie del tavolo
Tic-tac
"Amo il modo in cui ti sei inginocchiata davanti al cesso. Eri senza difese. Eri in mio potere. Avrei potuto farti di tutto"

Ci sono libri che vanno fatti decantare, che devono sedimentare. Ci sono emozioni che restano vive nella memoria, più dei dettagli. 
Blake Deshawn - Il cerchio perfetto di  Katherine L. Frye è un romanzo che su di me ha avuto quell'effetto lì. 
Ci sono state pagine che vorrei non aver letto, altre che mi hanno fatta piangere, altre ancora che mi hanno emozionata profondamente. Vi consiglio di leggerlo e, anche se non è per tutti, provateci.
Perché leggerlo → Perché grazie alla penna unica dell'autrice vi sembrerà di essere dentro la storia, di pensare con i suoi protagonisti, di stare male con loro.
E starete male parecchio, ma alla fine ne sarà valsa la pena, perché questo libro è bellissimo.
Buona lettura!

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