martedì 3 settembre 2019

Review party: L'opale perduto di Lauren Kate


L'opale perduto di Lauren Kate è una di quelle storie che entrano dentro il lettore e non lo lasciano più. Ecco la mia recensione, grazie a Rizzoli per la copia del romanzo che trovate da oggi in tutte le librerie  e store online.

L'opale perduto 
Lauren Kate
Rizzoli

Trama
E Violetta si sentì meno sola. Erano due spiriti affini su un tetto. È una cupa notte di dicembre del 1725, Venezia è stretta nella morsa dell'inverno. Violetta, cinque anni, si è rifugiata nella soffitta dell'istituto per trovatelli noto come Ospedale degli Incurabili, dove vive. Oltre il vetro gelido di una finestra, con la sua bambola stretta al petto, sente il canto soave di una donna, giù in strada, e la vede abbandonare un bambino nella ruota. Dieci anni dopo, in quella stessa soffitta piena di vecchi indumenti e violini rotti dove lei continua a sognare una vita libera, Violetta incontra Mino. Violinista dell'ala maschile dell'orfanotrofio e primo essere umano capace di farle intravedere, attraverso il soffio suggestivo della musica, un orizzonte di speranza. Ma questa inaspettata magia ancora non basta: troppo urgente è il desiderio di Violetta di diventare una cantante, e potrebbe essere un desiderio maledetto… 
Dopo il successo mondiale della saga di Fallen, ecco il nuovo romanzo di Lauren Kate: la storia di un amore ostacolato, in una Venezia magnifica e crudele, città delle maschere, luogo perfetto dove nascondere, fin che si può, i trasalimenti del cuore.



Una location affascinante e misteriosa come solo Venezia è capace di essere, un gruppo di giovani orfani, regole rigide alle quali sottostare e un intricato mistero da risolvere. Ma anche sentimenti, crescita personale, amore per l'arte e intrighi tutti da scoprire. 
L’Opale perduto di Lauren Kate (edito da Rizzoli che ringrazio per la copia del romanzo) è un romanzo intenso, avventuroso è impregnato di musica. È quella che risuona grazie al talento delle ospiti dell’Ospedale degli Incurabili (un orfanotrofio) che con voci e strumenti sono l’altra faccia, quella mistica e un po' ai margini, di una Venezia dedita alle feste e ai piaceri. La lussuria del Carnevale, la mancanza di una morale comune, rendono le calle e i tanti appuntamenti mondani della Serenissima un richiamo difficile da far tacere. 

Io voglio fare musica.
Voglio cantare per raggiungere l'orizzonte

Un modo di vivere molto diverso da quello dell'Ospedale degli Incurabili: qui infatti i giovani orfani vengono cresciuti con l'obiettivo di costruirsi una professione, mentre per le ragazza la strada è diversa: o si diventa cantanti e musiciste del coro, uno tra i più apprezzati della Serenissima, sperando magari di diventare spose di un uomo facoltoso (dovendo però rinunciare per sempre all'arte) oppure si presta il proprio lavoro nell'annesso ospedale.
Qui si incontrano e si innamorano i protagonisti della storia, Violetta e Mino, lei cantante di grande talento, lui giovane uomo pronto a lasciare la struttura. Qui prende il via un’avventura che vi stupirà e terra incatenati alle pagine. Tra un passato da scoprire, personaggi di cui conoscere di più, feste e misteriose cantanti. Il tutto con la maschera a celare non solo i volti ma anche la vera natura delle persone.
Se il frammento di un’immagine e i misteri legati alla donna che ritrae sono una delle ragioni che spingono i protagonisti all’avventura, dall’altra la maschera  è un concetto chiave della storia. È  proprio infatti ciò che cela che costruisce un importante punto di riflessione. La maschera non solo può nascondere le identità ma anche i reali scopi delle persone, le pulsioni e la vera natura.



I due personaggi ci vengono presentati in maniera magistrale. Lei desiderosa di sperimentare, di scoprire cosa c’è oltre la finestra dalla quale scruta Venezia. Violetta è molto di più, va oltre la sua musica: è infatti una giovane donna che vuole trovare un'alternativa, vuole provare a camminare per le strade di Venezia, vuole scoprire la città, vuole vivere. 
Mino è un ragazzo molto più concreto, ma proprio il suo avere degli obiettivi ben chiari, lo porterà a vivere prove importanti e difficili. Lo vediamo armato di buone intenzioni, convinto di poter trovare le sue origini, innamorato e poi respinto e alla deriva.
E tra le calle di Venezia, tra sale da gioco e botteghe, in mezzo alla frenesia delle feste o nell’orfanotrofio diventiamo partecipi della magia di una storia che rimane nel cuore.
L’Opale perduto è un libro che ci parla di scoperta, di andare alla ricerca di sé di amore e di una città seducente e unica come solo Venezia sa essere.
Perché leggerlo → È il libro che fa per voi se vi piacciono i misteri, le storie per nulla scontante e se vi affascina un'epoca lontana. 
Buona lettura


1 commento:

  1. Non fremo così tanto a leggerlo, ma non nascondo nemmeno che mi incuriosisce ☺️☺️

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