martedì 20 agosto 2019

Recensione: Non so perché ti amo di Mariana Zapata


Passione per lo sport, due personaggi con la lingua tagliente e lo stile di una regina dei romanzi d'amore: ecco la mia recensione di Non so perché ti amo di Mariana Zapata, Newton Compton Editori.

Non so perché ti amo
Mariana Zapata
Newton Compton Editori

Trama
Jasmine Santos ha trascorso quasi tutta la sua vita sul ghiaccio: è una campionessa di pattinaggio in coppia. Ma ora che il suo partner l'ha scaricata, non ha molte opzioni: per quanto sia talentuosa, il suo caratteraccio è un vero ostacolo a trovare qualcuno disposto a fare coppia con lei. Forse è arrivato il momento di dire addio ai pattini? Quando il campione del mondo in carica, Ivan Lukov, le chiede di diventare la sua nuova partner, Jasmine sa che potrebbe essere un'occasione unica e irripetibile. Il problema è che lei e Ivan non si sopportano e non fanno che litigare da quando sono adolescenti. Se vogliono che la coppia funzioni, devono provare ad andare d'accordo... o almeno a cercare di non uccidersi durante gli allenamenti. Perché il pattinaggio è una questione di fiducia ed è impensabile vincere una gara senza fidarsi l'una dell'altro. Se Jasmine vuole davvero tornare in pista, dovrà rimettere tutto in discussione. Persino il suo odio per Ivan.


Se c'è una cosa che apprezzo molto nelle altre persone è la passione per quello che si fa. Stimo molto chi vive mettendo il massimo impegno in ogni cosa che si fa. Una stima che cresce per chi lo fa nello sport, perché trovo che sfidare ogni giorno i propri limiti e quelli del proprio corpo sia una cosa davvero difficile e che la tenacia debba essere maggiore e costante. Soprattutto se non si vincono medaglie, ma si arriva in quinta posizione, in quarta o si è eterni secondi.
Questa lunga premessa per dire che Non so perché ti amo di Mariana Zapata mi è piaciuto in particolare per l'ambientazione sportiva, per avermi fatto vedere anche al di là delle medaglie.  
Siamo in un mondo che mi ha sempre affascinata quello del pattinaggio artistico.

Una delle peculiarità di questa autrice è quella di scrivere romanzi molto approfonditi, realistici. 
Così ci permette di conoscere in profondità ciò di cui ci parla. In questo caso è il pattinaggio, la fatica che si fa ogni giorno per superare gli ostacoli, il dolore che si prova nelle cadute, le tante figure che ruotano attorno a uno sportivo di livello. Il sudore, le ore interminabili di lavoro, la dieta perenne a cui si deve sottoporre chi partecipa alle gare.
Jasmine ha sempre avuto un grande talento, ma non è mai riuscita del tutto a brillare. Il pattinaggio però è la sua passione, la sua forza, la sua strada. Di questo personaggio così pieno di sfaccettature mi sono piaciute la grinta e il suo essere caparbia. Jasmine Santos non molla, non lo fa mai del tutto. Il partner delle gare l'ha lasciata ma lei ha continuato ad allenarsi, a ogni caduta si è sempre rialzata e quando le capita una seconda opportunità non se la lascia sfuggire. A costo di dormire tre ore a notte, allenarsi con la sua nemesi e nel tempo libero lavorare per non pesare sulla famiglia. 
 È lei la voce narrante ed è sempre lei che il lettore ama molto e un po' odia pure. Ma questo è il talento di Mariana Zapata: i suoi protagonisti non sono mai meri personaggi letterari, ma sono uomini e donne (di carta) con pregi e difetti, con spigoli e lati bellissimi e tutti da scoprire. Sono personaggi inventanti, ma così pieni di sfaccettature da apparire reali.

Io volevo vincere. Lo volevo. L'avevo sempre desiderato. Negli anni avevo pianto, avevo accettato i lividi, le ossa rotte, i traumi cranici, i muscoli stirati, la mancanza di amici, la lontananza da suola, avevo rinunciato all'amore, avevo ignorato la mia famiglia. Tutto per questo. Per questa passione che era più grande di tutto il resto. Per questo sport che mi aveva insegnato a rialzarmi dopo ogni caduta

Jasmine ha tanti difetti, ma anche tante qualità e una di queste è una lingua tagliente e arguta. La sua ironia va di pari passo con un'innata capacità di rispondere sempre a tono. La sua vittima preferita, del quale lei si sente a sua volta vittima, è Ivan Lukov, più volte campione nel pattinaggio in coppia, fratello della sua migliore e unica amica e suo acerrimo nemico.
Sarà molto divertente vederli destreggiare in allenamenti ed estenuanti sessioni di prove, quando non riescono neppure a stare nella stessa stanza per più di un minuto senza passare al turpiloquio.
Ma tutti noi siamo cresciute con la certezza che se qualcuno ci prende costantemente di mira tenta di attirare la nostra attenzione su di sé, giusto?
Ecco questa è la premessa su cui si fonda Non so perché ti amo.
Non aspettatevi instant love, sesso sconvolgente o drammi sentimentali sul ghiaccio. Perché la Zapata è un'autrice che sa perfettamente quello che fa e quindi ci regala due veri sportivi, che si allenano duramente e piano piano abbassano le difese diventando prima di tutto amici.


Fra un triplo lutz e acrobazie che solo a leggerle ci fanno battere il cuore, lo stile narrativo di Mariana Zapata inchioda il lettore alle pagine.
Complici anche i secondari di alto livello che compongono la storia. In particolare la famiglia Santos, che tra figlie e figli e rispettivi compagni sembra un vero e proprio clan. Chiassosi, innamorati di Jasmine, divertenti, fanno tutti il tifo per lei. 
Una pagina dopo l'altra sentiremo il freddo del ghiaccio nelle ossa, l'energia sferzante dell'amore di uno sportivo per quello che fa, l'impegno e la dedizione per dare il massimo. 
Ma ci sentiremo anche avvolte nella coperta calda della famiglia, di un sentimento che cresce ogni giorno di più, di stima e affetto che prendono il posto di sguardi torvi e poca fiducia.
E non potremo fare a meno di innamorarci anche un po' noi, di una storia delicata e piena di passione sportiva.
Perché leggerlo → Perché è un romanzo che ci fa battere il cuore.

Buona lettura!

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