giovedì 16 maggio 2019

Recensione: Absence - La memoria che resta di Chiara Panzuti


Siamo arrivati alla fine di Absence, la bellissima trilogia di Chiara Panzuti. Oggi vi parlo di La memoria che resta, un romanzo che vi resterà nel cuore. Ecco la mia recensione.
(Per i volumi precedenti vi rimando QUI con la recensione di Il gioco dei quattro, e QUI con quella di L'altro volto del cielo).

Absence - La memoria che resta
di Chiara Panzuti
Fazi editore

Trama
In questo episodio conclusivo della serie di Absence, la squadra Gamma è di nuovo riunita, ma i rapporti sono tesi e le liti frequenti: Jared e Christabel non si fidano più di Faith, dopo il periodo che ha trascorso con gli Alfa sull'isola di Bintan; Scott è l'unico a non dubitare della sua lealtà. Decisa a proteggere i suoi amici e a conoscere il vero scopo del gioco spietato che li ha resi invisibili al mondo, Faith segue le indicazioni della mappa lasciatale da Ephraim, prima dell'ultima prova a Clyde River. Raggiunge così la squadra Alfa a Iqaluit, Canada, dove la ragazza comincia a scoprire la vera identità di Davon ? l'uomo in nero ?, i fantasmi che abitano l'impetuosa Abigail e la natura della sua attrazione verso Ephraim. A poco a poco tutti i tasselli andranno finalmente al loro posto, componendo il disegno crudele congegnato dall'Illusionista, un uomo ossessionato dal proprio passato e divorato dal desiderio di vendetta. Nella prova finale, il suo piano perverso condurrà Faith e i suoi amici a scontrarsi con i propri limiti, il dolore e la morte, ma soprattutto svelerà loro il valore dell'amicizia e la forza interiore maturata da ciascuno durante quell'atroce esperienza. Tornare a essere visibili è davvero essenziale per realizzare se stessi? Fino a che punto l'essere riconosciuti dagli altri determina la nostra esistenza?

Non è mai semplice arrivare alla fine di un lungo viaggio letterario che si ha amato.
Il timore è quello di rimanere delusi, di non apprezzare le scelte dell'autore, di trovare delle pecche nella narrazione.
Dopo le primissime pagine di Absence  - La memoria che resta di Chiara Panzuti - Fazi Editore ho capito che non sarebbe stato il caso di questo libro.
Intenso tanto da obbligare il lettore a una tirata unica per finirlo, a tratti doloroso come un pugno nello stomaco, bello come solo i libri scritti con passione e cura sanno essere.
Non è stata una lettura facile, troppo grandi le emozioni che ci regalano i personaggi -  a proposito QUI vi parlo della loro crescita nel corso della storia -  ragazze ragazzi che si trovano a dover fare i conti con qualcosa di molto più grande di loro: l'invisibilità.
E ognuno di loro vive questa esperienza dal proprio personalissimo punto di vista, con le proprie emozioni a fare da traino, con un vissuto unico e individuale a segnarne il cammino.
Me li ricorderò sempre i personaggi straordinari che mi hanno accompagnato in questo percorso. Soprattutto Faith che con la sua grinta riesce dove altri falliscono, ma anche Ephraim e Scott per la loro capacità di guardare oltre.

Tornare indietro non era la soluzione, perché nella vita non esiste indietro. Si può solo andare avanti e diventare chi siamo

Nel corso del Salone del Libro di Torino ho avuto il piacere di parlare con Chiara, poco dopo aver terminato la lettura del romanzo, e non c'è nulla di più bello e appagante per un lettore, che disquisire del suo lavoro con un'autrice che si stima molto.
Questo per confessarvi che ho stalkerato Chiara a lungo.
Abbiamo parlato delle scelte coraggiose, ma giuste, che ha fatto nel corso della stesura di questo ultimo capitolo, di come io abbia apprezzato questo libro più degli altri, ma anche di come sia stata capace di dare una risposta a tutte le domande e al tempo stesso farci vedere le cose da tutto un altro punto di vista.
Chiara Panzuti ci ha portato su una strada tortuoso, da cui però l'epilogo sembrava già essere tracciato, salvo poi mettere a posto i tasselli del puzzle dandoci una lettura completamente diversa.
Un'operazione che riesce a fare solo un autore di grande talento, che sa come destreggiarsi nella narrazione senza intoppi, credibile sino alla parola fine.

È nei momenti di confine che ci si trova a dirsi le cose più importanti

A voi che leggerete questa storia posso solo dire di prepararvi, perché le emozioni saranno incredibili e diversissime. Passerete dall'euforia alla paura, dal dolore alla speranza, dalla passione all'apatia e arriverete anche lì, in quel punto perfetto, in cui capirete che a volte i libri sono un po' come la vita e non esiste il bianco o il nero, ma mille sfumature dalle quali attingere per amarli un po' di più.
Absence La memoria che resta è un libro da sottolineare, da capire e -  per certi versi - da perdonare.
In tutto questo la splendida penna di Chiara fa la magia con il lettore, lo accoglie con uno stile musicale, ricco di spunti di riflessione, emozionale e lo cattura.
Perché leggerlo → Perché quando arrivi alla parola fine di una trilogia e nonostante tutto non cambieresti una virgola, allora l'autrice è riuscita nell'intento di regalarti una storia perfetta.
Buona lettura!

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