martedì 22 aprile 2014

I cento colori del blu

"E' inutile cercare di scappare dal proprio passato. Non possiamo gettarlo via o fingere che non sia mai esistito, signorina Echohawk. Ma forse possiamo imparare qualcosa"



Blue e Wilson, ma anche Tiffa sono personaggi che rimarranno per sempre nel mio cuore. I cento colori del blu è un libro emozionante dalla prima all'ultima pagina.
Lo inizi e pensi subito che sia la solita storia, ti lasci ingannare dagli steriotipi, non vai oltre all'apparenza. Poi pagina dopo pagina noti i dettagli e capisci che presto i personaggi si spoglieranno dei "costumi di scena" e aspetti. Ed è lì che inizia il bello.
I cento colori del blu è il libro che non ti aspetti. Ed è proprio perché ti sa stupire. Ho riso, riflettuto e anche pianto. Blue è forte, bella, creativa e sola. Wilson è profondo, buono e intelligente. Ma nei modi sembrerebbero incompatibili, il condizionale è d'obbligo perché si scopriranno più simili di quanto si possa immaginare. Invidio a Blue la sua capacità di creare, il riuscire ad esprimersi con l'arte, trovo che sia una grande fonte di sollievo, di sfogo e di soddisfazione. Di Wilson invece vorrei avere la capacità di andare oltre le apparenze, di cogliere il bello e non solo, anche di saperlo coltivare, stimolare.
Mi fermo qui, perché la bellezza di questo libro è quella di saperti sorprendere e non voglio rovinare la sorpresa a nessuno.

"Mio padre diceva sempre che scolpire significa vedere al di là di ciò che è evidente per individuare ciò che è possibile"

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