giovedì 6 settembre 2018

Recensione: Fuoco resta con me

La libertà è nulla, per la nostra generazione tecnologica, senza una presa elettrica. […] Quando l’innocenza viene corrotta nel silenzio, il baratro è ancora più profondo.

Fuoco resta con me
Elena Araldi - Lara De Luna
Baldini + Castoldi

Trama
Satine è bellissima, popolare, sportiva, vincente, e sta insieme a Nico, il più desiderato del liceo. Ma dentro di sé comincia a sentire che non può fidarsi davvero di nessuno: non del suo ragazzo, non della sua presunta migliore amica e certamente non di sua madre, sempre pronta a giudicarla. Carola è introversa, sognatrice, emotiva, e fa di tutto per passare inosservata. Il suo unico amico è sempre stato suo padre, ma adesso lei ha un segreto troppo grande, inconfessabile, che la sta allontanando anche da lui. Due così non sono mai state amiche e non potranno mai esserlo, giusto? Invece, in una notte di inizio estate, mentre i compagni si scatenano per festeggiare la fine della scuola, succede qualcosa che cambia le loro vite. All’improvviso, le due ragazze si ritrovano complici e alleate: non possono e non vogliono tornare a casa, davanti a loro c’è solo la fuga. Comincia così un’incredibile avventura on the road che le porta a mettere in gioco e in discussione tutto quello che hanno e che credevano di essere. Dietro un’apparente sicurezza possono nascondersi dolcezza e fragilità; un aspetto anonimo può mascherare un’anima forte e luminosa; la vera amicizia, quella più forte di ogni cosa, può nascere nelle situazioni più inaspettate. I sogni, le paure, il desiderio d’amore, ma anche la cattiveria dei coetanei, il cyberbullismo, le difficoltà nel rapporto con gli adulti: insieme alle sue indimenticabili protagoniste, Fuoco resta con me ci porta nel viaggio intenso, emozionante e a volte terribile per diventare grandi.
Desenzano del Garda. Due ragazze come tante, belle, sportive, intelligenti, una vita normale, per quanto normale si possa definire la vita di due adolescenti in conflitto perenne con il mondo intero.

Fino all’anno scorso mi piaceva essere guardata. Ho cominciato presto a sentirmi gli occhi incollati addosso. Così ti succede se, a dodici anni, ti ritrovi a essere una donna.


È bella Satine, quanto il suo nome. È una farfalla che cammina leggera in mezzo alla gente, lasciando sguardi di desiderio (o di rancore) dietro di sé. È pienamente consapevole del potere che ha sui ragazzi e lo sfrutta in caso di bisogno. L’unica sua debolezza è l’ingenuità che le oscura la ragione quando è con Nico, il suo fidanzato, nonché il ragazzo più desiderato della scuola. La coppia perfetta.

Quattro lettere ha la mia disgrazia: Nico. Si presenta come un angelo biondo dalla bocca carnosa e le mani di velluto. Ti bacia con un veleno dolcissimo solo per il gusto di stordirti e, quando meno te lo aspetti, estrae un pugnale mortale nascosto sottopelle.

La felicità del primo amore, i primi baci, le prime carezze. La prima volta, sognata, desiderata. A volte un po’ forzata. Ma cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Nulla. E Nico, per Satine, rappresenta la felicità.

The Mother. La grande ombra. Tutto quello che faccio lo faccio per lei. Per compiacerla.

Ogni adolescente ha bisogno di qualcuno da eleggere ad antagonista e spesso questo ruolo spetta ai genitori. In particolare, alla madre di Satine, la quale ci viene descritta con gli occhi della figlia, perciò con tutti e soli i difetti, le aspettative, le prepotenze psicologiche che la ragazza subisce (o crede di subire).

È la frase cult di Twin Peaks, Fuoco resta con me, solo un po’ rimaneggiata. […] Sento che mi sono bruciata. E quando tocchi il fuoco e ne vieni scottata, i segni restano su di te per sempre. Ma il fuoco è energia, e da quei segni potresti anche succhiare linfa vitale.

Carola è l’opposto di Satine: timida, impacciata, non crede per niente nelle sue capacità. Anche lei ginnasta, forse più brava ancora della compagna, ma eternamente sconfitta, prima di tutto da se stessa. Ha preso dal padre la passione per il cinema ed è rimasta folgorata dalla famosa serie di David Linch, tanto da tatuarsene una delle frasi più importanti.

Ora che però mi rendo conto davvero che mio padre, sangue del mio sangue, colui che mi ha dato la vita, il mio idolo, il mio eroe, ha ceduto al suo lato oscuro, io non riesco ad accettarlo.

Carola ama immensamente suo padre, ancor più da quando la madre li ha lasciati dopo una brutta malattia. È il suo faro, il suo punto di riferimento. Anche adesso che ha una nuova compagna, lui è il suo amore più grande. Un po’ di gelosia, sì, per questa nuova presenza, ma passerà, crescendo. Quella che non può passare è la delusione nei confronti di chi avrebbe dovuto proteggerla contro tutto e tutti, aldilà di qualsiasi dubbio.

Prima ti guardavo e pensavo: perché lei è così stupenda e io no? Adesso ti guardo e penso: ma che spettacolo, la mia amica. Perfino così sporca, smagrita, piena di graffi.

Le vite delle due ragazze corrono su binari paralleli: nonostante frequentino la stessa palestra, non hanno null’altro in comune e nemmeno vogliono averlo. Ma come è possibile, allora, che le loro idee cambino così profondamente? Forse erano solo giudizi superficiali dovuti alla poca volontà di conoscersi?

Il mondo mi sembra solo un’immensa melma, dove tutti sguazziamo più o meno consapevolmente. C’è chi finge di nuotare in un mare chiarissimo, chi non si accorge di arrancare nel fango. Poi ci sono i pochi che, come me, hanno una visione lucida della situazione: siamo tutti sporchi. Lerci. 

Nonostante la giovane età, Carola e Satine sono due ragazze profonde, anche se i ragionamenti più intensi hanno preso vita da avventure negative e da torti subiti. Stanno crescendo e, come spesso capita, si cresce più nelle difficoltà che nei momenti di sereno.

Non puoi immaginare quanto sia soffocante, l’amore, quando si porta dietro tante aspettative. Chi non ci è passato non capirà mai, penserà che ti lamenti perché sei una bambina viziata.

Tanti sono i temi trattati o accennati in questo romanzo: il cyberbullismo primo tra tutti. È da questo che ha origine l’avventura delle due protagoniste. Il senso di inadeguatezza, che si sente opprimente da adolescenti, può portare da un lato a subire, dall’altro a commettere delle vere e proprie violenze, fisiche o psicologiche che siano. Ma i genitori, gli adulti in genere, quanto sono complici in tutto ciò? Fino a che punto sono innocenti? Perché un figlio diventa un trofeo da mostrare ad ogni buona occasione e non un essere umano da sostenere e ascoltare?

Non mi è mai successo con nessuno di sentire qualcosa di così tremendamente forte in così poco tempo. Una vicinanza che non è amore come lo intendiamo di solito, ma è tante cose simili dove l’amore c’entra alla grande: fraternità, amicizia, comunanza, voglia di stare assieme e di scoprire.

Ma c’è anche il grande potere dell’amicizia tra i temi trattati, quell’amicizia che nasce nonostante le differenze, aiutata, certo, dalla necessità di rimanere unite, ma forte perché, in fondo, Carola e Satine sono l’una l’essenza dell’altra.

Fuoco resta con me è un romanzo delicato, che inizia in modo leggero, una festa tra ragazzi “bene”, invidie e gelosie tipiche dell’adolescenza, quando si pensa di avere tutto in mano e non si ragiona sulle conseguenze delle proprie azioni. Ma, più si procede con la lettura, più si assiste ad un processo di crescita dei personaggi, di tutti, delle ragazze ma anche di chi è stato causa della loro fuga. E questo si rispecchia anche nel linguaggio utilizzato: dapprima lo slang è quello dei giovani, con parole come sciallo, pula, bimbaminkia, spoilerarti, ma poi le espressioni diventano sempre più adulte, mano a mano che si compie il percorso di crescita.

Mi piace concludere con la dedica che le due autrici scrivono all’inizio del libro, dedicata alle giovani ragazze di oggi, ma che mi sento di poter estendere a tutti gli adolescenti che stanno cercando di crescere in un’epoca che li vuole perfetti, già adulti, che dà loro tutto l’inutile e li priva dell’essenziale, senza pensare, invece, che a volte è solo di una silenziosa mano tesa che hanno bisogno.

A tutte le ragazze che sono scivolate o che si sono sentite prese in giro. Eppure, per rialzarsi, ci sarebbero dei modi. Danzare leggere sul ciglio di un prato. Accogliere, tesa, la mano di qualcuno e ubriacarsi di stelle, anche se è vietato.

Buona lettura!
- Annalisa - 

Nessun commento:

Lasciami la tua opinione