mercoledì 30 maggio 2018

Blogtour Marina - Intervista all'autrice


Marina Abramovic è un'artista straordinaria, capace di scavare a fondo nelle proprie paure e nel modo di essere di una società. In questo bellissimo (è il caso di dirlo) blogtour abbiamo approfondito la vita, le performance, abbiamo dato una colonna sonora a questo picture book a lei dedicato. Oggi conosciamo l'artista che l'ha raccontata per Hop!: Giulia Rosa. 

Marina
Giulia Rosa
Hop!

Trama
Marina Abramovic, la nonna della performance, come lei stessa ama definirsi, è ancora oggi, a più di settant'anni, la più nota e la migliore performance artist del mondo, la più convincente per coerenza di pensiero e metodo. Dagli inizi difficili nella ex Jugoslavia, in un contesto familiare problematico quanto fondamentale per la formazione dei suoi principi professionali, Marina ha condotto un percorso tanto unitario per significato quanto sfaccettato nelle esperienze. Decisa a dimostrare come sia possibile affrontare la paura e superare i propri limiti con la forza della mente, è passata da performance vicine alla body art a prove che attingono tutta la loro intensità dalla meditazione tibetana o dalla tradizione culturale degli aborigeni Pintupi. Marina ha dimostrato a tutti come la vulnerabilità sia una condizione umana da mettere alla prova e da vincere. Giulia Rosa ne interpreta l'intensità e il carisma utilizzando una simbologia personale. Settima uscita della collana "Per aspera ad astra".

INTERVISTA A GIULIA ROSA


Marina Abramovic è una delle più grandi perfomance artist del mondo: com'è stato cercare di raccontarla facendo emergere tutte le sue sfaccettature? 
Raccontare Marina non è un’impresa facile, è una di quelle donne che per descriverle ti si arrotola la lingua tante sono le cose da dire. Non è facile nemmeno disegnarla! E’ una di quelle figure che definisco “mutevoli”, quelle che quasi cambiano fisionomia in base a come le osservi. 

Cosa ti ha attirato particolarmente di questa artista? 
Questo suo smodato amore per “l’arte”, Arte vista come unico modo di vivere.
Una vita che vuole elevarsi allo stato di purezza artistica, che cerca di spazzare via tutti quei meccanismi umani (come l’amore, la gelosia...) perché visti come banali e sporchi, senza però riuscirci. Ecco, il “non riuscirci”. Questo è forse quello che mi ha attirato - e intenerito - di più. Un’artista fortissima che a volte si dimentica di essere una persona, prima di tutto.
E come tutte le persone non è immune all’amore e alle sue conseguenze. 

Senti che c'è qualche elemento che vi accomuna? 
Usare la creatività come prima valvola di sfogo. Sei felice? Crea.
Sei triste? Crea. 

Qual è stata la parte più interessante da approfondire? 
Lei è interessante da approfondire! E’ così piena di contraddizioni che una pagina la ami e una pagina la odi. Ma essendo una fondamentalmente romantica lo ammetto... non vedevo l’ora di arrivare al capitolo della sua storia d’amore con Ulay. 

Marina usa la sua arte per raccontare se stessa, il mondo, ma anche per spingersi oltre i limiti. Quali sono i tuoi di limiti?
Vorrei rispondere con qualcosa di filosofico ed intenso... ma penso che in realtà il mio principale limite sia il disordine. Sono estremamente disordinata! Non ho un ordine preciso né fuori né dentro e non so se questo sia da considerarsi un limite, ma sicuramente mi rende più difficile una vita già caotica di suo. 
Poi forse ho qualche problema nel comunicare verbalmente le mie emozioni, non riesco tanto a dire quando sto bene e quando sto male. Piuttosto lo disegno, ecco. 


Quello di Marina e Ulay è un amore intenso, totale che li spinge a scelte particolari: come hai immaginato la loro vita nomade? 
Come le rose.
Bellissime, dolorose e di vita breve. 

Introspezione totale, difficile e portata (ancora una volta) ai limiti: qual è la performance di Marina che ti ha colpito di più? 
Beh... Davanti a performance come Rest Energy non puoi rimanere impassibile.
Rappresenta alla perfezione l’amore più totale.
Non solo mettere la tua vita nelle mani dell’altro, ma addirittura armandolo del potere di spezzarti. 
Spingo il mio petto verso la tua freccia tesa e spero (solo come sperano gli innamorati) che non scocchi mai.
Ovviamente, sempre rimanendo sul classico, anche The Artist is present ha una potenza nucleare. 
Lei non è quasi più umana, diventa un involucro che raccoglie - ed accoglie - tutte le tue energie, le tue emozioni, i tuoi dolori.
Una cosa del genere ti deve svuotare. 

Colpisce - anche - che nella vita di questa donna ci siano state cadute e risalite, la differenza con quelle che possono capitare a tutti noi è che sono state straordinarie: perché secondo te? 
Perché non è che tutti siamo straordinari, diciamocelo!
Io quando sto male per amore piango, mi compro qualcosa, mangio, ascolto musica triste, disegno...
Mica attraverso la muraglia cinese a piedi.
Al massimo prendo su la bici e vado a bermi le birrette in centro! 

Parliamo di te: quali sono i tuoi prossimi lavori? 
Sono una un bel po’ impegnata, mi piace fare tante cose!
Mi piacerebbe molto realizzare un cortometraggio con le mie illustrazioni e sempre con queste realizzare un nuovo libro. Chi lo sa!

Ringrazio di cuore Giulia Rosa per averci raccontato qualcosa di più di Marina Abramovic e di se stessa! Non lasciatevi sfuggire questo picture book, perché è straordinario!
Tra l'altro una copia cerca casa:

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2 commenti:

  1. Ciao cara voglio un corso per fare domande intelligenti nelle interviste ahahah
    Bella bella complimenti ;-)

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  2. Bello e intrigante. Ho letto con piacere l'intervista 😊

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