martedì 21 febbraio 2017

I martedì della ragazze: citazioni e tazze di tè

Come ogni martedì ecco l'appuntamento con le citazioni della settimana scelte da me, Deb di Leggendo Romance e Isa del Bosco dei Sogni Fantastici

Fateci sapere la vostra frase del cuore




Deb - Leggendo Romance «È proprio vero che ci rendiamo conto di quanto valga la luce quando il buio ci avvolge, quanto calore possa darci il sole solo quando piove, quanto ci servisse un oggetto che abbiamo buttato via reputandolo inutile».
“Homeless” di Maria Claudia Sarritzu – Triskell Edizioni
Una triste verità quella espressa in queste righe. Forse è nell’animo umano cercare sempre qualcosa di diverso, anelare ad altro da ciò che abbiamo, spesso non assaporando ciò che già è nella nostra vita e, altrettanto spesso accorgendoci solo nel momento in cui perdiamo qualcosa o qualcuno di quanto fossero importanti per noi. Magari se ogni giorno ci raccogliessimo qualche minuto in noi stessi ricordando facendo una lista di tutto ciò per cui dovremmo essere grati, allora ci renderemmo conto della bellezza e dell’affetto che ci circonda…ma siamo sinceri, davvero troppo poche e ammirevoli persone lo fanno, dovremmo tutti prenderne esempio.






Isa - Bosco dei sogni Fantastici «"Ti parlava del suo lavoro?"Il giovane sollevò le spalle. "Un
Era un lavoro, eccolo il mantra di questi tempi, pensò Paolo. Hai un lavoro, taci e ringrazia, taci e crepa».
lavoro di merda ma era un lavoro ed i suoi padroni gli avevano assicurato che l'avrebbero tenuto fisso. Adesso di fisso avrà il posto al cimitero"."Asti Ceneri Sepolte" di Fabrizio Borgio - Fratelli Frilli Editore
Ho scelto questo frammento perché è terribilmente attuale e agghiacciante al tempo stesso.
Da una parte c'è il problema del non lavoro. Dall'altra del lavoro mal pagato, mal fatto, mal vissuto, sfruttato, pericoloso e non denunciabile. Dall'altra ancora c'è il lavoro superpagato, dove ci sono i lassismi, i lacché, i paraculi e quant'altro..
Chi ci rimette? Chi si fa in quattro per pochi euro, perché non riesce a ottenere di meglio, perché si deve accontentare, costi quel che costi.









Virgi -  Le Recensioni della Libraia «Voglio essere una persona forte e abbastanza coraggiosa da essere in grado di compiere scelte dure. Ma voglio essere onesta e con abbastanza amore da compiere quelle giuste»
Forever - The Ivy Series #1 Amy Engel - Newton Compton
Le scelte che ci troviamo a prendere ogni giorno indicano la strada che percorreremo dopo. Ogni scelta è un bivio che ci farà incontrare altre domande, altre possibilità... Così tutti i giorni della nostra vita. Uno dei miei libri del cuore è Uno di Richard Bach, un romanzo che racconta proprio di questa infinita varietà di possibilità che possiamo incontrare nella nostra vita e come una, piuttosto che un'altra, possa determinare il futuro in maniera totale. Questa frase mi colpita perché mi ha fatto riflettere sul fatto che le scelte possano essere di diverso tipo: dure e avere bisogno di coraggio e piene d'amore per essere quelle giuste. E una non esclude l'altra.

Recensione: Il buio ha il suo odore

«Chi era Alisa prima che il buio le facesse paura?»


Il buio ha il suo odore
di Cinzia La Commare

Trama
Alisa è una ragazza disillusa dalla vita, impaurita dalle ombre del passato e poco disposta a fidarsi del prossimo. Approdata tra le montagne della Valle d’Aosta, ha deciso di dedicarsi unicamente al suo lavoro dietro al bancone di un bar, evitando categoricamente qualsiasi individuo di sesso maschile. Fatta eccezione per Daniele, l’unica persona capace di distrarla dall'angoscia che da anni l’attanaglia.
Le sue resistenze però sono destinate a subire un duro colpo, quando Andrea Corti, e i suoi indisponenti occhi blu, si materializzano dal nulla dall'altra parte del bancone. Un uomo assolutamente deciso a non voler demordere, e per nulla spaventato dall'apparente corazza impenetrabile che Alisa ha costruito a fatica nel tempo. Andrea farà di tutto per dimostrare ad Alisa che quella freddezza è solo apparenza, che il desiderio che lui sente per lei non è affatto a senso unico, e per farlo, si avvarrà delle più astute strategie di seduzione.
Alisa cederà al fascino indiscusso di Andrea, o il passato che nasconde finirà per mettersi di mezzo ancora una volta?
Una storia di intrecci, inganni e segreti. Un passato burrascoso da celare e quella bruciante passione difficile da tenere a freno. 


Se un romanzo ti lascia con la voglia matta di leggere il seguito è un ottimo libro, perché significa che in quella storia ci sei entrata dentro anima e corpo, che quei personaggi sono diventati tuoi amici (o nemici), che gli eventi ti hanno coinvolta al cento per cento.
Così è accaduto con Il buio ha il suo odore primo volume di una duologia firmata da Cinzia La Commare, che riesce ancora una volta a superare se stessa e a raccontarci una storia che mescola elementi importanti e a suscitare spunti di riflessione: come la tratta di donne bianche attirate con la promessa di un lavoro e poi fatte prostituire, come i danni psicologici che lascia la violenza, come la paura e gli attacchi di panico, mali che opprimono quelli che devono fare i conti con la Sindrome Post Traumatica da Stress. 



Cinzia ci dipinge un mondo fatto di violenza, dove il sesso è sottomissione e degradazione per Alisa, la protagonista di questo romanzo. Una storia a tratti cruda, come quando racconta dello stupro, di rapporti a cui la protagonista si sottopone per paura e dovere. Una storia che ci fa guardare in faccia il dolore e le sue tantissime sfumature. Ma che ci regala anche il briciolo di speranza che, nonostante il dolore, si possa e si debba rinascere.

Mentre Alisa è una donna che mostra al lettore tutti i pezzi in cui è stato frantumato il suo cuore, che si nasconde dietro una corazza apparentemente solida, Andrea è un mistero e lo rimane fino all'ultimo. Un mistero affascinante, impacchettato in un corpo e in un fisico stupendi, ma comunque un enigma da risolvere.



Cinzia ha uno stile poliedrico: passa da momenti di grande emotività, alla tensione della violenza, fino all'analisi psicologica con grande capacità e senza intoppi. Tutto questo rende Il buio ha il suo odore un libo scorrevole, dove tutto fila liscio e veloce verso l'ultima pagina. E poi si resta lì ad attendere di avere tra le mani il prossimo volume e far luce sulle tante domande...


Buona lettura

lunedì 20 febbraio 2017

Recensione: Forever #1

«Voglio essere una persona forte e abbastanza coraggiosa da essere in grado  di compiere scelte dure. 
Ma voglio essere onesta e con abbastanza amore da compiere quelle giuste»

Forever  - The Ivy Series #1
Amy Engel
Newton Compton

Trama
Dopo una guerra nucleare senza precedenti, la popolazione degli Stati Uniti è decimata.
Un piccolo gruppo di sopravvissuti entra in conflitto per decidere quale famiglia andrà al governo del nuovo mondo. Il clan dei Westfall perde lo scontro con quello dei Lattimer. Passano cinquant’anni e la comunità è ancora in pace, ma il prezzo è alto: ogni anno un rito assicura l’equilibrio forzato tra le famiglie e così una delle figlie dei perdenti deve andare in sposa a uno dei figli di quella vincente. Quest’anno, è il mio turno.
Il mio nome è Ivy Westfall, e la mia missione è semplice: uccidere il figlio del capo dei Lattimer, Bishop, il mio promesso sposo, e restituire il potere alla mia famiglia.
Ma Bishop sembra molto scaltro oppure non è il ragazzo spietato e senza cuore che mi avevano detto. Sembra anche essere l’unica persona in questo mondo che veramente mi capisce, ma non posso sottrarmi al destino, io sono l’unica che può riportare i Westfall al potere.
E perché questo accada, Bishop deve morire per mano mia... Il mio nome è Ivy Westfall, e la mia missione è semplice: uccidere il mio promesso sposo


«Mi sto rendendo conto che la vita è uno scherzo perverso dopo l'altro, 
perché non mi sembra granché giusto che mi faccia così male ottenere esattamente ciò che volevo»

Ultimamente ho la fortuna sfacciata di leggere libri che mi piacciono parecchio.

Ad esempio Forever. Un distopico molto interessante che ci porta in un mondo post guerra nucleare. Un luogo molto piccolo, una comunità ristretta circondata da un confine, dove i matrimoni sono combinati e mescolano le classi sociali: ragazzi ricchi con ragazze di bassa estrazione e viceversa, e il potere è in mano a una sola famiglia. In un contesto così particolare, dove il mondo è stato praticamente distrutto dalla razza umana e dove il "fuori" è un'incognita pericolosa e una minaccia per i trasgressori, incontriamo Ivy, in procinto di sposare Bishop. Lei è la figlia della famiglia che ha perso il potere, lui è il figlio di quelli che comandano. Mai visti prima, mai una parola e proprio all'inizio del libro convolano a nozze.

Una situazione difficile per due ragazzini, che Amy Engel gestisce molto bene.
L'autrice riesce a farci essere Ivy: nessun uomo mai, nessuna relazione, un matrimonio che non desiderava, il timore di cosa accadrà e la consapevolezza di doverlo uccidere. Una tensione psicologica costante, che passa dal senso del dovere al tentennamento in un continuo confondersi. "Farlo o non farlo?" diventa la domanda che non lascia scampo alla protagonista dilaniata da dubbi e incertezze su cosa sia giusto o sbagliato, su chi abbia ragione e chi torto.

Mi sono piaciuti i due protagonisti. Di Ivy conosciamo ogni pensiero, le scandagliamo la mente e comprendiamo la profondità delle sue paure. Di Bishop possiamo apprezzare ciò che ci mostra la protagonista: la premura, il senso di protezione e di giustizia. Una coppia librosa ben assortita che sono certa saprà catturare il cuore di molti di voi.

Un libro scritto con grande bravura, in cui la scrittrice mantiene sempre alta la tensione. Fino a un finale che lascia letteralmente senza fiato e con un milione di domande in testa. Ma sapete qual è la notizia bella? Che giovedì uscirà il nuovo volume della serie.

Buona lettura

Viaggi da poltrona #66

Ecco che inizia anche questa settimana e per darci la grinta giusta, perché non sogniamo i luoghi che abbiamo visitato grazie ai libri?
Io e Deb di Leggendo Romance vi invitiamo a scoprirli grazie alla nostra rubrica Viaggi da Poltrona



1) Dove eravate?
2) Dove siete?
3) Dove andrete?

Deb - Leggendo Romance

1. Ero in America con Amore e Gael in “Romantics” di Leah Konen – Mondadori Chrysalide
2. Sono a Midgard con Kara in “The last Valkyrie” di Jennifer Sage – Dunwich Edizioni
3. Starò accanto a Juliette nella sua cella in “Shatter me” di Tahereh Mafi – Rizzoli



Virgi - Le Recensioni della Libraia


1. Ero a La Thuile con Alisa e Andrea di Il buio ha il suo odore di Cinzia La Commare - Self publishing
2. Sono in Liguria e Calabria con Chanel di All'improvviso... L'amore di Vanessa Pullo - Panesi Edizioni
3. Andrò nel mondo distopico di Forever #2 - Solamente io e te con Ivy e Bishop di Amy Engel - Newton Compton

venerdì 17 febbraio 2017

Segnalazione: Il Pellegrinaggio

Per ora solo in formato cartaceo, ma presto in ebook oggi vi segnalo una storia particolare. Si tratta de Il Pellegrinaggio di Laura Radiconcini edito da Il Ciliegio, un romanzo storico popolato da creature soprannaturali, amore e morte sulla Via Francigena.

Intanto segnatevi anche queste due date: Roma il 3 marzo e Milano il 7 aprile, per le presentazioni con l'autrice.
Il Pellegrinaggio
di Laura Radiconcini
Il Ciliegio

Trama
È il 1353 e la Peste Nera ha devastato l’Italia e l’Europa intera. Col cessare del morbo, numerosi sopravvissuti si recano in pellegrinaggio, per ringraziare Dio della propria salvezza e in suffragio dell’anima dei propri cari defunti. Adso, un vampiro che si fa passare per monaco, guida un gruppo di devoti al santuario di San Sertorio, dove li attendono affamati i membri della sua potente congrega, immortali di origine bizantina. Tra i penitenti, tuttavia, c’è chi suscita in Adso sentimenti completamente nuovi, fino a farlo innamorare perdutamente e mettere in dubbio la sua stessa natura e la missione di morte che deve portare a compimento. In questo romanzo corale, la tormentata storia d’amore tra i protagonisti è accompagnata dalle vicende degli altri pellegrini, molti dei quali nascondono colpevoli segreti.


Laura Radiconcini, romana ma con ascendenze statunitensi, è ormai nonna. È stata per oltre trent’anni dirigente di un’organizzazione ambientalista internazionale e, da giovane, attiva partecipante ai movimenti per i diritti civili, in particolare divorzio, aborto e obiezione di coscienza.
La passione per le storie di vampiri risale all’adolescenza. «Tuttavia», racconta, «la cotta per Dracula mi passò quando mi resi conto che era malvagio in modo irrecuperabile.»  Poi, dopo vari decenni, scoprì casualmente la saga di Twilight. Ecco finalmente i vampiri che aveva sognato da ragazzina, capaci di scelte etiche e di redenzione. E capaci anche di amare. L’entusiasmo la spinse a frequentare siti e blog americani, contribuendovi con racconti soprannaturali, che ebbero buona accoglienza. Man mano che li scriveva, li traduceva anche in italiano per amici e parenti. Il pellegrinaggio è nato dal loro incoraggiamento e da un viaggio in Toscana nei luoghi dove passava la Via Francigena.
Abituata a postare sui blog e al dialogo con i lettori, ogni commento inviato a laura.radiconcini@gmail.com sarà molto gradito.


Breve Estratto
Lei gli allacciò le braccia intorno al collo; le mani di Adso si persero prima tra le ciocche scure, poi presero a carezzarle le spalle, a cingerle la vita…
Alina lo guardò. Gli occhi grigi erano tempestosi come il mare d’inverno. «Ci ho provato, ma non ho potuto starti lontana, sono troppo debole, e ora sono dannata, lo siamo entrambi. Tu sei un monaco e…»
Adso la interruppe. «Io sono sicuramente dannato, Alina, molto più di quanto tu possa mai concepire, ma ti giuro che non sono un monaco».
«Non appartieni alla Chiesa, non hai pronunciato i voti?»
«No.»
Alina si strinse nuovamente a lui, cercandogli le labbra.

Segnalazione: Per mia figlia

Dopo il successo di "Land Grabbing", Luca Bortone torna con un thriller ricco di suspense, adrenalina e colpi di scena, in cui i protagonisti sono costretti a fare i conti con la crudeltà della vita e con le ombre nascoste nel profondo del loro animo.

L'e-book è disponibile in tutti gli store online, italiani e internazionali, e a breve sarà disponibile anche l'edizione cartacea direttamente sul sito dell'autore: www.lucabortone.ch

Per mia figlia
di Luca Bortone
Panesi Edizioni

Trama
Il dovere di un buon padre è proteggere la famiglia dall’orrore. Cosa succede quando fallisce? Per mia figlia è un thriller crudo, che si sviluppa attorno a una semplice domanda: fin dove può spingersi l’amore di un padre davanti allo stupro subito dalla figlia, che avrebbe solo voluto tenere nascosta ogni cosa?


Breve estratto
Nel cono di luce polveroso di una lampada da cantiere, Giulio Magni raccolse una puntina e infilzò con rabbia la fotografia sulla lavagna di sughero, dopodiché, con un pennarello, tracciò un ovale attorno al ragazzo in secondo piano. Lo osservò. La visiera curva di un berretto da baseball gli copriva parte del volto. Sui vent'anni, appariva intimidito, in disparte, quasi si fosse imbucato alla festa senza davvero volerlo.
In un'altra occasione non lo avrebbe degnato di uno sguardo. Eppure, quel piccolo particolare…
Possibile?, si domandò Giulio.
Indietreggiò di un passo e scrutò il resto della lavagna. Pur apparendo assai poco minaccioso, il ragazzo – per lunghi tratti – corrispondeva al profilo. Al pari degli altri cinque.
L'espressione di Magni s'indurì. Con determinazione, passò in rapida rassegna tutte le stampe prima di concentrarsi sulla più recente. La sera dello scatto, il locale doveva essere molto caldo, come suggerivano i visi sudati e le macchie umide sugli indumenti dei partecipanti.
Proprio quell'ultimo aspetto aveva catturato la sua attenzione. Nonostante le maniche arrotolate ben oltre i gomiti e le chiazze scure sotto le ascelle, il ragazzo teneva la camicia abbottonata sul collo fino all'ultima asola.
Magni calò un pugno sul tavolo. Nel silenzio del piccolo ambiente, il colpo rimbombò indisturbato.
Cosa diamine cerchi di nascondere? La tua ributtante voglia violacea, per caso?








Parola all'editore #3: Un po’ di punteggiatura




Nelle ultime lezioni del Laboratorio di Scrittura Creativa, che abbiamo organizzato insieme all’Associazione Nati per Scrivere, si è parlato dell’uso della punteggiatura. 
In effetti si tratta di un argomento che a volte si dà per scontato perché, certo, siamo andati tutti a scuola, abbiamo tutti imparato come si usano le virgole e i punti. Sì. E no. A scuola ci è stato insegnato che alla fine di una frase compiuta si mette il punto e che la parola successiva deve avere l’iniziale maiuscola. Ma difficilmente ci viene detto che tra il punto e la parola stessa bisogna lasciare uno spazio bianco. Così come dopo tutti i segni di interpunzione (di virgolette e trattini si parlerà un’altra volta). Sempre dopo, mai prima. Non a caso i programmi di telescrittura (che cito spesso) se scriviamo parola.parola sottolineano in rosso quest’agglomerato di lettere, sia per il mancato spazio dopo il punto, sia per la seconda p minuscola. 



Vediamo allora, molto brevemente, l’utilizzo della punteggiatura più frequente. 
Il punto fermo: corrisponde ad una pausa lunga, serve a separare due frasi o due periodi autoconcludenti. 
• La virgola: corrisponde ad una pausa più breve e serve a dare un po’ di “respiro” alla lettura (che sia ad alta voce o mentale). Per l’uso della virgola servirà un post dedicato. 
• I due punti: si usano per introdurre una frase che spiega il significato della precedente, un elenco o il discorso diretto. 
• Il punto e virgola: rappresenta una pausa medio-lunga ed è il segno di interpunzione più difficile da usare e, quindi, meno utilizzato. Indica da una parte la fine di un concetto, ma allo stesso tempo, dopo di esso, il discorso può continuare sullo stesso binario senza la necessità della chiusura rappresentata dal punto fermo. 
• I tre puntini di sospensione: segnalano una sospensione della frase o di una parola (magari una parolaccia) o la continuazione di un elenco, principalmente numerico (1, 2, 3, …, n). Sono 3, non 2, non 4, non 10. E i programmi di scrittura hanno un apposito simbolo da utilizzare. A seconda dell’uso, vogliono o meno la maiuscola dopo. 
• Il punto interrogativo e il punto esclamativo: come spiegano bene i loro nomi, si usano alla fine di frasi che contengono una domanda o un’esclamazione. 



Questi alcuni degli errori più frequenti che si possono trovare in un manoscritto: • spazio prima della punteggiatura • spazio mancante dopo la punteggiatura • iniziale minuscola dopo il punto fermo • i tre puntini di sospensione vogliono uno spazio, o prima o dopo • se i tre puntini sono a fine frase, non serve mettere il punto fermo 


Voi, utilizzate correttamente la punteggiatura? Alla prossima!

- Annalisa -