Review Party: Il cuore è un organo di Francesca Michielin



La recensione di Il cuore è un organo di Francesca Michielin - Mondadori. Potete leggere le altre recensioni su Bookspedia, A spasso coi libri, Esmeralda Viaggi e Libri. 

Ecco la recensione di Annalisa.



Titolo: Il cuore è un organo
Autore: Francesca Michielin
Editore: Mondadori



TRAMA

Non cerco nulla. Non ho bisogno di nulla. Non penso quasi a nulla. È uno di quei periodi in cui vago nella mia vita come potrebbe fare un passante, un turista, un cavaliere errante, un personaggio secondario, sicuramente non come la protagonista della mia avventura, quale dovrei essere fino in fondo e, in fondo, sono. Questa è la storia di Verde, cantautrice poco più che ventenne all'apice del successo con un'innata propensione a sezionare con cura i sentimenti; ma è anche la storia di Regina, vecchia gloria della musica leggera con una naturale predisposizione all'eccentricità; e sì, è anche la storia di Anna, che senza saperlo le ha fatte entrare l'una nella vita dell'altra. Ma soprattutto, è la storia di un incontro tra donne apparentemente molto diverse tra loro, accomunate però da una stessa, viscerale passione per la musica e da uno stesso e profondo dolore, uno di quelli che ti premono sul petto fino a spezzarti la voce e ti fanno desiderare di sparire. Un'amicizia nata un po' per caso e che si trasforma, giorno dopo giorno, in una rivoluzione sotterranea lenta ma inarrestabile destinata a cambiarle per sempre. E a far accettare il fatto che talvolta, proprio quando nulla si spiega più, quando nulla è più incasellabile e ordinato, proprio allora, tutto inizia ad avere improvvisamente senso. Con Il cuore è un organo , Francesca Michielin ci regala una storia tutta al femminile che apre una nuova finestra sul suo mondo, che in parte conosciamo già grazie alle sue canzoni ma che qui, di pagina in pagina, raggiunge un'intensità e una profondità inedite e toccanti.




RECENSIONE


Sono stanca di sentirmi inadeguata.
Sono stanca di sentirmi giudicata.
Sono stanca di fingere che mi vada bene essere qualcuno che non riconosco.
Sono stanca di versare lacrime per tutto questo.


Quanto è difficile essere sempre chi gli altri si aspettano che tu sia? Quanto è difficile essere sempre la versione migliore di noi stessi? A Veridiana cade il mondo addosso in un caldo pomeriggio di fine giugno. E da allora i suoi occhi cambiano irrimediabilmente prospettiva.

Non è giusto continuare a fare le cose tanto per farle. Non è giusto dovermi scontrare ogni giorno con un’immagine allo specchio che non sono io e che in fondo non voglio essere mai più. Non è giusto prendermi in giro, non è giusto fingere che vada sempre tutto bene quando non è così. Ho il diritto di fallire anch’io, ogni tanto.

Veridiana, per tutti Verde, è una giovane ventenne alle prese con un successo scoppiato all’improvviso: da un video caricato online ai dischi e ai concerti è stato un attimo. In quella sera di giugno dove tutto inizia o tutto finisce, deve suonare a Valnadia, un paese che conosce bene perché vi abita Anna, una ragazza conosciuta per caso tempo prima, un’amicizia nata tra gli scaffali di una libreria e, chissà perché (Perché sono una scema, sono una scema, cazzo), lasciata andare.

Quando abiti a Calle, Calle è il centro del mondo. Mica ti impegni troppo: ti piace quello che fai, lo fai a modo tuo, e stai a posto. Non sei esposto più di tanto, nessuno ti dice niente, perciò puoi sempre farti i cazzi tuoi.

La vita prima del successo per Verde è la vita di tutti i ragazzi che abitano fuori dalle grandi metropoli: tutto è ridimensionato, la propria cameretta è il centro del mondo, un mondo all’interno del quale far entrare pochi prescelti. È un mondo “protetto”.

A lei non piaceva Claudio. Non le è mai piaciuto. Diceva che l’amore non ha critiche, amore è supporto. Non fare costantemente le pulci all’altro.

Claudio è il fidanzato di Verde da qualche anno. Ha vissuto con lei l’arrivo del successo (suonavano insieme in un band giovanile) e l’ha seguita, con il resto del gruppo, anche negli anni post MySpace, la canzone che l’ha resa famosa. Forse è invidioso, forse è insoddisfatto, forse è solo se stesso, ma non è sicuramente la persona giusta per Verde, non più. Non è più amore, non è più sostegno, non è più niente, solo uno dei tenti pesi da togliersi dalle spalle per poter andare avanti e ricominciare.

Capelli biondi, biondi quasi bianchi. Un biondo platino molto chiaro. Occhi molto scuri. La pelle olivastra e piena di lentiggini. Dei colori stranissimi messi tutti assieme, un gran casino di cose.

Anna è così: un gran casino di cose. Cresciuta in India e tornata in Italia da ragazzina, insieme ad alcuni appartenenti alla comunità in cui è cresciuta. Ambientalista, animalista e tutto ciò che il suo attivismo la portava a essere. Anna e Verde si sono trovate e riconosciute l’una nell’altra, l’una nella solitudine dell’altra, anche se in realtà non si conoscevano affatto. Anna, però, è la scintilla che fa accendere Verde, che dà una scossa alla sua vita, che la mette davanti a un bivio: essere per gli altri o essere per se stessa.

Certe affinità le riconosci a pelle e ti chiedi, tra l’altro, come sia possibile sentire un filo rosso teso tra te e un’altra persona che va al di là del tempo, delle esperienze e della mera età anagrafica.

Anna è anche il punto di incontro tra Verde e Regina Palmas, una ex stella della musica pop italiana, ora settantenne, che ha deciso di lasciare quel mondo, all’apice del successo, perché non vi si riconosceva più, e ritirarsi a Valnadia, in una casa di campagna costruita vicino a una pieve. Le due donne si conoscono in un momento doloroso, in cui si scoprono poter essere l’una forza per l’altra. A legarle, non solo l’affetto per Anna, ma anche l’amore per la musica, per quella vera e profonda, che non si piega alle mode del momento e alle regole del mercato. Quella che fa vibrare la pelle, e chi se ne frega se non diventerà il tormentone della prossima estate. Mai, come in questo caso, il cuore è davvero un organo.

“Verde, fregatene di cosa funziona adesso, perché potrebbe non funzionare tra tre mesi. Lavora su di te, su quello che hai da raccontare. Non giocare mai di furbizia, non dire per forza quello che gli altri vogliono sentire, portali nel tuo racconto e lascia che si perdano con te nel mare di Calle e in tutti i luoghi che ami. Non conta solo il successo, conta il percorso.”


Sono tante le prospettive da cui si può leggere questo libro, tanti gli spunti su cui riflettere. Essere o mostrarsi, il coraggio dei propri sentimenti, la forza di prendere decisioni “fuori dal coro”, lottare per i propri ideali. Anna, Verde e Regina sono tutto questo, sono tre donne che a modo loro e in anni diversi hanno lottato per quello in cui credono e per non tradire se stesse (o hanno iniziato, nel caso di Veridiana).

Non esiste paura senza sogno, non esistono sogni senza paura. Son figli della stessa madre.

Non aspettatevi fuochi d’artificio, non aspettatevi colpi di scena in cui il principe azzurro arriva a cavallo, non aspettatevi risate a crepapelle. Ma aspettatevi brividi sulla pelle, aspettatevi di addormentarvi con mille domande, anche sulla vostra vita, perché no. Aspettatevi di immergervi in una bolla color ottanio dalla quale non sarà semplice uscire. Aspettatevi tutta la forza che solo il coraggio di essere se stessi può donare. O forse non aspettatevi nulla, perché, alla fine, un libro lascia sempre qualcosa di diverso a ognuno di noi.
Perché leggerlo → Per provare a scoprirsi o a riscoprirsi.

“Qualsiasi sia la tua strada, traccia il tuo percorso. È tuo e puoi segnarlo solo tu. L’esperienza è sorella dell’errore. La nostra vita non è una collezione di vicende entusiasmanti, la nostra vita è un grande tentativo.”

Buona lettura!
- Annalisa - 

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