mercoledì 19 febbraio 2020

Recensione: Contagiati di Andrea Mauri


Dodici racconti sulla vita e le sue difficoltà, sulla solitudine e la paura. Oggi Annalisa nella sua recensione ci parla di Contagiati di Andrea Mauri Edizioni Ensemble.
Un libro che invita alla riflessione e a una profonda analisi.
Grazie per la copia digitale della raccolta.


Contagiati
Andrea Mauri
Edizioni Ensemble 


Trama
La quarantena è il periodo di segregazione cui è sottoposto il contagiato, il diverso, una fase probatoria necessaria a smascherare la malattia, un luogo di isolamento in cui la salute è sospetta, spiata da dietro un vetro di diffidenza. Fino al momento della diagnosi, la condanna alla solitudine forzata è preventiva, perché la salute degli uomini è troppo precaria per rischiare, e l’untore va isolato. Il virus fa tanto più paura quanto più viene da lontano, perché le vie sconosciute percorse dal diverso non possono che essere strade pericolose, terre infette. Così, lo spauracchio del contagio separa mariti da mogli, genitori contagiosi da figli deludenti; i seni nutrienti delle madri divengono ricettacolo di batteri, il latte veleno trasmesso con l’inganno della vita. Perno l’amore diventa un sospetto episodio virale, quando l’inverno lo spoglia dei suoi fiori e ne rivela i frutti guasti. In dodici storie inquietanti e visionarie, Andrea Mauri ci racconta la sua ossessione per la malattia e il disagio del vivere moderno, proponendoci la scrittura come unica terapia efficace contro le infezioni della vita. 




La libertà della trasgressione, la libertà di infrangere l’isolamento, la strada che mi apre un varco come per incanto. Un miracolo, anche se sono consapevole di costruire la mia condanna.

Un virus letale che sta contagiando la popolazione, la necessità di porre in isolamento i malati e di ridurre in quarantena tutti coloro che vi hanno avuto contatto. Ma cosa significa davvero essere obbligati alla quarantena? Come ci si sente costretti a stare lontani dai propri affetti, dal lavoro, dalla vita di tutti i giorni?

Un disagio fisico ma anche emotivo, mentale. In un mondo in cui si è sempre “in mezzo a qualcosa”, cosa significa trovarsi all’improvviso soli con se stessi e con i propri silenzi? Situazioni di isolamento totale che possono condurre alla pazzia.

La nostra Pietà di fine primavera, che mi aveva rovesciato addosso il peso di un male contagioso, probabilmente fu la stessa di quella di seicento anni prima, quando il Cristo rinascimentale aveva le tue stesse fattezze. Il dolore attraverso i secoli non cambia, anzi si rinnova, sembra rinvigorirsi per mezzo di nuovi virus che mettono alla prova promesse di amore.

Mariti separati da mogli, madri separate dai figli. Nel primo racconto il protagonista, riferendosi alla moglie malata, si chiede: “Gliel’avranno spiegato ad Anna il motivo della mia assenza?”.L’impossibilità di spiegare e di spiegarsi.

La paura del contatto con l’altro. La paura di farsi contagiare non solo fisicamente, ma anche nelle idee. La paura di avvicinarsi a chi è diverso. 
Non è già tutto questo una malattia?

Tutto questo troverete nei dodici racconti proposti all'interno della raccolta Contagiati di Andrea Mauri, edita da Edizioni Ensemble. A voi il compito di trovarne il significato profondo. Alla vostra lettura evocarne il lato da voi più sentito in quel momento.

Perché leggerlo → Per la scrittura di Andrea Mauri, che punta dritta all’animo del lettore.

Il cervello è in corto circuito. Mi viene da pensare se la solitudine sia poi così differente dalla morte. Nessuno ti parla. Per gli altri non esisti. Da vivo sei pure d’intralcio. Una persona scomoda. Un untore. Il capro espiatorio perfetto per ripulirsi la coscienza. Un uomo solo è peggio di un morto.

- Annalisa - 

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