mercoledì 25 settembre 2019

Cinema e serie TV: Intervista ad Alice su The OA - analisi, teorie e il mistero della terza stagione

The OA è stata cancellata? O è tutto un esperimento (geniale)?
Non ve ne parlo mai, ma ho una passione sfrenata anche per tutto ciò che riguarda cinema, serie tv e musica. Naturalmente ho i miei personalissimi gusti, le cose che adoro e quelle che - invece - non fanno proprio per me.
Oggi voglio inaugurare questo nuovo spazio con Alice, espertissima in maniera, che ho intervistato su una serie che mi ha coinvolta tantissimo: The OA, le cui due stagioni sono visibili su Netflix. Recentemente la doccia fredda: la serie è stata cancellata, non ci sarà una terza stagione.
O forse no?
Ne parliamo con Alice.

The OA

Sette anni dopo la sua improvvisa scomparsa, una donna ritorna con nuovi misteriosi poteri e affida una missione segreta a cinque estranei.

Con: Brit Marling, Jason Isaacs, Emory Cohen
Creato da: Brit Marling, Zal Batmanglij
Visibile su Netflix



Ciao Alice, prima di entrare nel merito di The OA ci racconti qualcosa di te? 
Ciao Virginia, intanto grazie per avermi invitato qua nel tuo spazio a parlare di questi argomenti bellissimi. Che dire di me, sono toscana, di Livorno, ho una passione sfrenata per la scrittura, che è nata quando ero una bambina ed è cresciuta con me fino a portarmi a intraprendere un percorso lavorativo in cui potessi viverla tutti i giorni. Di mestiere infatti faccio la sceneggiatrice cinematografica (scrivo ed edito sceneggiature di film, cortometraggi, serie tv); ho studiato a Roma, vissuto e lavorato per un po' a Londra, poi quattro anni fa sono tornata in patria ma adesso sto per ripartire. Oltre a scrivere per il cinema, scrivo anche altri tipi di storie, collaboro con un blog letterario e ho pubblicato il mio primo romanzo lo scorso anno

A che progetti stai lavorando? 
Al momento sto lavorando al secondo volume di una serie romance che si chiama Hearts on Fire, e che dovrebbe vedere la luce entro pochi mesi. Mentre per quanto riguarda il cinema, a maggio di quest'anno ho firmato un contratto al Festival di Cannes con una produzione esecutiva americana per produrre un film di fantascienza da me scritto, che s'intitola Memoria e che gireremo negli Stati Uniti nel 2020. 

Cinque serie che ti hanno cambiato la vita? 
Se devo essere sincera, nessuna serie mi aveva mai davvero cambiato la vita fino a quando non ho visto Breaking Bad. Credo che se anche ne vedessi un altro centinaio, nessuna potrebbe mai eguagliarla per struttura della storia ed evoluzione dei personaggi. Walter White è il mio mito e uno dei miei sogni sarebbe entrare in un ristorante della catena Los Pollos Hermanos e parlare con Gus Fring. Tornando poi indietro nel tempo, ci sono due serie che per me sono pietre miliari e la prima è Dawson's Creek, perché sono cresciuta con lei e non è esagerato dire che abbia segnato una tappa importante nella mia adolescenza. Poi c'é Fringe e giuro, giuro che è stata una delle pochissime serie per cui ho provato la depressione da finale dell'ultima stagione. Non volevo che finisse, speravo in un epico ritorno di Olivia, Peter e Walter ma niente... ho dovuto accettarlo. Infine, per citarne qualcuna più recente, ti dico La casa de papel (e mi riferisco alle prime due stagioni, che secondo me erano perfette così) e poi ovviamente... The OA

E cinque film? 
Soltanto cinque? Scherzi a parte, non è facile rispondere a questa domanda ma ci proviamo. Dunque, nella mia top five non può assolutamente mancare Rocky. Il primo Rocky, quello del 1976, con uno Stallone agli esordi come scrittore e interprete, che in quel film ha investito proprio tutto ciò che aveva. Ci ha creduto fino in fondo e non solo è riuscito a portarlo sullo schermo, ma quella pellicola si è aggiudicata ben tre Oscar come miglior film, miglior regia e miglior montaggio. Al secondo posto invece c'è lui, Avatar. È un film che indubbiamente ha fatto molto parlare di sé per la sua maestosità e per le tecniche avanzate utilizzate durante le riprese con gli attori, ma io l'ho trovato talmente emozionante che sono andata a vederlo al cinema due volte e dopo lo avrò riguardato qualche altra decina. Il lavoro che c'è poi dietro a ogni dettaglio è minuzioso e potremmo fare notte a parlare di tutto quello che adoro di questo film, quindi passiamo oltre. Con il terzo posto torno un po' bambina... Hook - Capitano Uncino. Spielberg dietro alla macchina da presa e un immenso Robin Williams come protagonista. Questo film mi fa riflettere ancora oggi, mi fa sorridere, mi fa commuovere. È un viaggio verso l'isola dentro noi stessi e c'insegna una cosa fondamentale: che nonostante tutto non dobbiamo mai perdere il nostro pensiero felice. Al quarto posto, non per scelta ma per necessità di elenco, la trilogia de Il Signore degli anelli. A mio parere è uno dei pochi casi in cui l'adattamento cinematografico superi la bellezza dei libri da cui è tratto. Amo Tolkien, ma qui secondo me Peter Jackson ha fatto davvero il miracolo. Io e mio marito abbiamo anche una tradizione riguardo questa trilogia: ce la guardiamo ogni Natale in versione extended... da ben tredici anni. E, last but not least, un film che per me è genialità, adrenalina, innovazione dal primo all'ultimo minuto: Matrix. L'anno era il 1999 e gli allora “fratelli” Wachowski hanno non solo rivoluzionato lo storytelling, ma anche il modo di fare cinema. Dire che ne sono innamorata è riduttivo. Lo definirei pura fantascienza, quella che entra sotto pelle e che porta alla conoscenza, oltre che all'avventura.



Parliamo ora di The OA, com'è stata strutturata questa serie? 
The OA è una serie tv che nasce da un'idea di Brit Marling (attrice che interpreta il ruolo da protagonista) e Zal Batmanglij che ne è regista. Distribuita da Netflix, conta due stagioni da otto episodi ciascuna, di cui la prima è uscita nel 2016 e la seconda nella primavera del 2019. È la storia di Prairie Johnson, una ragazza adottata e affetta da cecità fin da bambina, che scompare per sette anni finché un giorno viene ritrovata. Prairie però non è più la stessa, i suoi occhi infatti sono tornati miracolosamente sani, ma soprattutto adesso si fa chiamare OA. OA è una creatura a conoscenza di un modo per aprire un portale verso altre dimensioni, ma per farlo ha bisogno dell'aiuto di altre cinque persone, cinque volontari a cui insegnare “i movimenti” necessari per poter andare dall'altra parte, dove i suoi amici la stanno già aspettando.




via GIPHY

Quali sono le sue caratteristiche più peculiari?
The OA è un viaggio attraverso i mondi, quelli che conosciamo ma su cui non ci soffermiamo, come il potere della nostra mente e quanto sia davvero capace d'influenzare la nostra quotidianità e anche le nostre capacità, e i mondi di cui invece abbiamo paura e che cerchiamo di allontanare, come l'aldilà, gli universi paralleli e le esperienze pre-morte. Altre serie tv si sono occupate di questi temi, una l'ho citata poco più sopra ed è Fringe (consiglio a tutti di vederla), ma il modo con cui vi si approccia The OA è, a mio parere, unico, perché lo fa sì attraverso il linguaggio del sogno - come non farsi venire in mente a questo punto Lynch e la sua Twin Peaks - ma in modo veramente empatico, guidando lo spettatore attraverso un viaggio che appare surreale all'inizio, ma che man mano possiamo toccare con mano avvicinandoci ai personaggi e alle loro storie. 

Ci dici la tua sui personaggi? 
Personalmente, mi piace paragonare Prairie a Dorothy Gale. C'è molto di lei in questo personaggio, così aperto a mondi “magici” di cui fino a poco tempo prima ignorava l'esistenza. C'è anche la stessa voglia di mettersi in gioco, lo stesso essere propositiva nei confronti degli eventi che accadono nel corso delle due stagioni. Prairie è la bambina dentro il corpo della più matura Nina Azarova, e OA è l'alter ego di entrambe. E come Dorothy si trova improvvisamente catapultata nel regno di Oz, così anche Prairie scopre una realtà potente e tangibile, e lo fa poiché priva di quei pregiudizi che affliggono invece la maggior parte degli adulti. La storia si regge molto su di lei e sull'antagonista maschile Hap, un crudele scienziato interpretato da un magistrale Jason Isaacs. Hap è un uomo ossessionato dallo scoprire che cosa si celi al di là del velo, e per i suoi esperimenti estremi rapisce un gruppo di ragazze e ragazzi rinchiudendoli in gabbie di plexiglass all'interno di un sotterraneo. Hap è un uomo totalmente incapace di empatia, nei cui occhi si può leggere la passione per una sola e unica cosa: la conoscenza. Non ci sono limiti oltre ai quali non si spingerebbe per continuare il suo viaggio attraverso le dimensioni, e anche se la crudeltà di questo personaggio è molto marcata, l'ho trovato davvero incredibile. Homer invece è un uomo che compie un viaggio all'interno di se stesso, come se ogni dimensione lo spingesse più a fondo dentro il suo subconscio, alla scoperta dell'amore che prova per Prairie e di ciò che è disposto a fare per difenderlo. L'ho apprezzato di più nella prima stagione, mentre nella seconda l'ho trovato più marginalizzato rispetto al resto del gruppo e mi è un po' dispiaciuto. Personalmente poi, ho molto amato anche Steve, questo ragazzo ribelle che nella vicenda di OA ritrova se stesso e il suo posto nel mondo; è anche un po' il motore del gruppo quando gli animi si stemperano ed è un lato di lui che ho apprezzato sia nella prima che nella seconda stagione. In generale comunque possiamo dire che ogni personaggio, sia principale che secondario, è ben studiato e ha un suo spessore nella catena degli eventi principali della serie. 

Sarei anche curiosa di sapere se esistono progetti simili e quali sono. 
Personalmente, non ho mai visto altre serie con un plot simile e con una concatenazione degli eventi così congegnata. Mi torna forse un po' alla mente Fringe, perché anche lì si parla di subconscio, ma più che di dimensioni ci si concentrava sugli universi paralleli, che è un concetto ancora diverso. Ci sono alcune analogie con Lynch e il surrealismo del sogno, ma anche qui OA si distingue perché niente è troppo enfatizzato o portato all'estremo, come invece a volte accade in Twin Peaks. Qualche puntata poi mi ha fatto pensare a Inception, film di Christopher Nolan in cui i protagonisti compiono un viaggio all'interno della mente umana attraverso lo studio e la concatenazione dei sogni. Anche lì, a un certo punto si perde di vista il reale dall'immaginario e si va alla deriva pur sapendo che qualsiasi cosa succeda, in qualsiasi dimensione accada, sarà comunque vera. La trovo quindi una serie unica nel suo genere e un esperimento cinematografico brillantemente riuscito. Voglio citare a questo proposito un film del 2012, sempre della coppia artistica Marling – Batmanglij, che si chiama Sound of my voice e che può essere considerato senza esagerare la fonte d'ispirazione primaria che ha poi portato il duo alla creazione di The OA. È un film a cui loro stessi hanno fatto molto riferimento, come hanno più volte dichiarato, per scrivere la serie. Ecco il link del trailer per darvi un'idea: 



Tu sai che io ho amato The OA, ma a livello generale com'è stata accolta questa serie? 
La prima stagione è stata accolta bene sia dal pubblico che dalla critica. Su Rotten Tomatoes ha totalizzato un 77 % e un punteggio medio di 7.52 su 10 e ricevuto apprezzamenti su tutte le principali riviste di cinema. Ma è con la seconda stagione che si è aggiudicata un 94% su Rotten Tomatoes e un 7.7 su 10 come punteggio, affermandosi come una delle serie più apprezzate dalla critica. Questa seconda parte ha visto invece il pubblico dividersi tra chi ne ha compreso ed apprezzato tutti i risvolti, anche quelli più surrealistici, e chi invece l'ha trovata esagerata definendo alcuni snodi “privi di senso” o addirittura “grotteschi”. Personalmente la trovo bellissima, sia nella psicologia dei personaggi che nella trama, e anche nelle scelte registiche di montaggio e fotografia. 

La cancellazione della serie ha creato non pochi malumori (io sono disperata, ad esempio) ma c'è chi dice che la terza stagione si farà. Tu cosa ne pensi? 
SPOILER ALERT 

Purtroppo, non posso rispondere a questa domanda senza fare degli spoiler sul finale di seconda stagione, quindi chi non l'ha ancora vista è stato avvisato :-D Premetto che l'annuncio Netflix della sua cancellazione abbia creato non poco scompiglio nel mondo dei fan della serie, suscitando dei veri e propri movimenti di protesta e anche dei flash mob in diverse città americane in cui le persone eseguivano in gruppo i cinque movimenti in segno di supporto ai creatori, chiedendo in massa che The OA non morisse in questo modo. 
Vi lascio il link di uno dei flash mob fatti di fronte al Trump International Hotel di New York nel 2017, quando ancora la seconda stagione non era uscita, per darvi comunque un'idea di che cosa si tratta e di come la serie avesse già un nutrito gruppo di fan:



Venendo al nocciolo, cerchiamo di spiegare cosa potrebbe essere successo nel caso che la notizia della cancellazione sia in realtà un'eventuale manovra pubblicitaria in attesa della terza stagione. Come abbiamo visto, la seconda stagione si conclude con un ennesimo salto dimensionale in cui ci ritroviamo con i personaggi della serie all'interno di uno studio televisivo, in cui apprendiamo si stia girando effettivamente la serie The OA. I personaggi Prairie, Hap e company sono tutti sul set quando Brit (OA, Prairie) è vittima di una caduta e deve perciò essere trasportata in ospedale. Quando ad Hap viene chiesto dal medico dell'ambulanza chi lui sia, lui risponde: “Sono Jason Isaacs, sono suo marito.” Ad assistere alla vicenda, da una dimensione parallela cui ha avuto accesso grazie alla casa - che nient'altro è che un portale fra le dimensioni - è Karim, che in quel momento rappresenta il nostro punto di vista come osservatori. I personaggi che abbiamo seguito per due stagioni sono a questo punto “usciti” dal ruolo che interpretavano, scomparendo dalla dimensione televisiva e finendo invece nella nostra, sfondando un'ennesima barriera. L'unico modo per fermare Hap, a questo punto, potrebbe forse essere quello di interrompere la serie, o forse la caduta dell'attrice Brit Marling è stata così grave che adesso lei non ricorda più nulla, e quindi la serie deve subire per forza un rallentamento. O ancora, più semplicemente, avendo sfondato una barriera del genere, quei personaggi hanno cessato la loro esistenza e adesso un'altra versione di loro si aggira in questa dimensione e noi potremmo già star vivendo la terza stagione... senza neanche rendercene conto. Ci sono incongruenze anche per quanto riguarda le dichiarazioni fatte da Jason Isaacs, che poco tempo prima della cancellazione aveva affermato in un'intervista che The OA aveva ottenuto il “full tapestry”, ovvero le cinque stagioni, notizia confermata anche dalla supervisor di contenuti Cindy Holland, che alla luce della cancellazione ha poi redatto un comunicato che si conclude con questa frase: “vogliamo davvero lavorare di nuovo con loro in futuro, in questa dimensione e, probabilmente, in molte altre.” Infine, altro dettaglio da non sottovalutare è l'arco di tempo intercorso tra l'uscita della prima e della seconda stagione - ben tre anni - che potrebbe perciò essere servito a girare due stagioni contemporaneamente, quindi anche la misteriosa terza che sembrerebbe essere stata cancellata. Mi sento quindi di affermare con abbastanza sicurezza che la terza stagione ci sarà, e che forse - dato che in The OA nulla è lasciato al caso - potrebbe già essere iniziata con questi messaggi provenienti dagli attori e dagli stessi creatori, dato che tutto è spostato adesso nella nostra dimensione. Del resto, nelle mura della casa di San Francisco è scritta questa bellissima e stimolante frase di Thomas Eliot: 
"Non cesseremo mai di esplorare, e alla fine dell'esplorazione arriveremo là dove abbiamo cominciato. E per la prima volta conosceremo il luogo". 

Quindi, non ci resta che tenere gli occhi aperti, perché The OA potrebbe aver oltrepassato la barriera televisiva e vivere adesso proprio in mezzo a noi.



Che dire? Intanto un gigantesco grazie ad Alice: è stato davvero un enorme piacere ospitarti e leggerti qui sul blog.

E domani la ritroverete qui nelle vesti di scrittrice con il cover reveal del suo nuovo romanzo: il seguito di Magnolia (cliccate sul titolo per andare a sbirciare la trama su Amazon).

2 commenti:

  1. Io amo le serie TV , ma ormai sono rimasta indietro e non sono aggiornata...questa rubrica fa proprio al mio caso, non vedo l'ora di scoprire nuove pellicole :D

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  2. Probabilmente ora mi togliere l'amicizia... ma io non so neanche di cosa state parlando ahahah non ho mai visto questa serie TV....Comunque bellissima questa rubrica io sto per aprire AcchiappaVIP :-)

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