mercoledì 6 marzo 2019

Recensione: Vittima innocente di Winnie M Li


Una storia vera, da due punti vista diversi: sul blog oggi vi parlo di un libro duro, forte, ma tutto da leggere: "Vittima innocente" di Winnie M Li edito da Newton Compton.

L'hanno stuprata. È stata stuprata. Sono stata stuprata.
Una coniugazione da incubo che fa riecheggiare in tutti i tempi verbali senza avere l'idea di dove quel verbo la porterà. Cosa succede usando il futuro?
Verrò stuprata. Sarò stuprata. 

Vittima innocente
Winnie M Li
Newton Compton 

Trama
Vivian, una ragazza di origini asiatiche, vive a Londra ma si allontana dal caos cittadino ogni volta che può. Girare il mondo la appassiona. Johnny è un quindicenne irlandese, socialmente emarginato e con un passato difficile. È cresciuto in una famiglia nella quale la violenza era all'ordine del giorno ed è l'unico modo che conosce di relazionarsi agli altri. Vivian ama esplorare luoghi a lei sconosciuti, venire a contatto con culture diverse dalla sua. È giovane ed è abituata a cavarsela da sola. Ma tutto cambia quando, in un luminoso pomeriggio primaverile, a Belfast, la strada di Vivian incrocia quella di Johnny: il loro incontro culmina in un orribile atto di violenza. Dopo quel terribile episodio, le vite di Johnny e Vivian non saranno mai più le stesse. Perché le conseguenze di quello che è successo avranno inevitabili ripercussioni sugli anni che verranno. E sono inimmaginabili.

Essere vittima ed essere carnefice: in Vittima Innocente di Winnie M Li edito da Newton Compton si possono scoprire i due punti di vista di una storia che prende spunto da un evento vero accaduto all'autrice.
Tutto questo rende il romanzo molto di più di mera fiction trasformandolo anche in una riflessione sul quello che accade in un caso di violenza sessuale.
Cosa pensa il carnefice? Come reagisce la vittima? 
Come sono il prima e il dopo?
Quello che risulta evidente è lo spartiacque tra il prima e il dopo per entrambi i personaggi. Quel momento di violenza cambia completamente i connotati della loro vita. Modifica le aspettative, gli obiettivi, il modo di guardare alle cose e alle persone.

"Mi immagino che a volte le cose vadano così e basta"
La forma delle nostre vite.
Può essere modellata da gente che conosci a malapena. 

Johnny e Vivian due esistenze diverse. Una nomade, costruita sul filo che distingue ciò che è legale da quello che non lo è. Una vita violenta, con poco amore.
L'altra fatta di esperienze, viaggi, scoperte, successi.
E tutto, però, si stravolge. A un certo punto accade qualcosa che modifica completamente la vita di entrambi.
Winnie M Li ci, mostra senza giri di parole, l'orrore che eventi improvvisi e terribili possono portare nelle nostre vite. Ci fa vedere come il mantra di un'esistenza diventi improvvisamente l'analizzare a lungo i momenti prima per cercare di capire se si poteva fare diversamente qualcosa.
Ci mostra anche una donna che viene risucchiata da questa esperienza, ma non perde l'indole battagliera.
Al tempo stesso ci fa vedere l'altro. Quello che il crimine l'ha commesso. Onestamente non c'è empatia, almeno da parte mia non è scattata, c'è la comprensione per una vita difficile, ma anche l'orrore nel percepire il poco conto che ha, per alcuni individui, l'esistenza di un'altra persona.
Nella tragedia il testimone che ci lascia l'autrice è la speranza.
La speranza che la vita possa tornare a scorrere.
La speranza di ritrovarsi.
La speranza perché finché si è vivi c'è anche quella.

Lo stile narrativo è diretto, senza abbellimenti, ma al tempo stesso molto introspettivo. Si percepisce l'essere di entrambi i personaggi, il lettore ne riesce a sentire l'anima, le sensazioni, i desideri.
Questo stile narrativo, pur essendo in terza persona, è come una presa diretta sulla vita delle due voci narranti  e fa entrare il lettore nella storia.
Perché leggerlo → Perché è una storia vera, che ci fa comprendere molto, che ci sprona a guardare le vittime con il giusto sguardo e a pretendere che la giustizia faccia le giuste scelte. Sempre. 


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