martedì 4 dicembre 2018

Recensione: Dizionario inesistente


Un romanzo particolare e un lettore appassionato. Cosa ne penserà Emanuele della lettura di "Dizionario inesistente" di Stefano Massini - Mondadori?
Ecco la sua recensione.
Dizionario inesistente
Stefano Massini
Mondadori

Trama
"Attacismo", "caransèbico", "quèstico", "zeissiano"... sono solo alcune delle parole che costellano questo dizionario. Ma non affrettatevi a cercarne altrove il significato: non lo troverete, per il semplice fatto che non esistono. Viceversa, esistono eccome gli stati d'animo che queste nuove parole definiscono: un sorprendente catalogo di umanissime sfumature delle nostre emozioni. Ed è proprio per dar voce a questa variopinta tavolozza che Stefano Massini si è inventato un "Dizionario inesistente", che dalla A alla Z ci accompagna in un meraviglioso viaggio letterario, in un rincorrersi di racconti straordinari. Da una carrellata di personaggi reali Massini crea un ventaglio di nuovissimi sostantivi, verbi, aggettivi, talmente efficaci da farti venir subito voglia di usarli nel parlare quotidiano. Ed ecco dunque sfilare l'inventore della penna a sfera Làszló Biró (da cui "birismo"), i tenaci guerriglieri cileni Mapuche (che porteranno al verbo "mapuchare"), ma anche mostri sacri come Leonardo e Galileo, Leopardi e Kafka, passando per nobili del Seicento e miniere sudafricane, instancabili bugiardi e scienziati camerieri.

Stefano Massini, con “Dizionario inesistente”, prolunga la sua grande capacità di raccontare storie in TV.

Lo fa con un espediente letterario, quello di farci credere che la lingua italiana abbia ulteriore bisogno di neologismi per riuscire a spiegare situazioni e modi di vivere che altrimenti ora rimarrebbero inespressi. L’autore decide quindi di inventare una appendice del normale vocabolario, raccontando storie e plasmando tali neologismi su vite o vicende talvolta incredibili, talvolta avvincenti.



Come un vestito cucito a misura, ogni lingua riproduce quello che una civiltà crede giusto o sbagliato. A partire dagli stati d’animo. Anzi: forse innanzitutto quelli.


Così impariamo che per esprimere la sensazione di essere così vicini a un traguardo senza mai raggiungerlo d’ora in poi si potrà utilizzare la parola Birismo, sostantivo nato dalla narrazione delle vicende dei fratelli Birò, i creatori della moderna penna a sfera. 

(Birismo – Sostantivo maschile. Derivato da László József Biró (1899-1985) – Indica lo stato d’animo di chi si sente vicinissimo a ottenere la vita che meritava e voleva. Ma nonostante questo, rimarrà sempre come una nave fuori dal porto.)

Oppure l’aggettivo Hearstiano, (Hearstiano – Aggettivo – Derivato da William Randolph Hearst (1863-1951) – Definisce il comportamento contraddittorio di chi nella vita si trovi ad agire in modo totalmente opposto ai propri principi, valori e più salde opinioni. In funzione sostantivata, l’hearstiano è colui che non concilia le idee con le azioni, sdoppiandosi in un incontrollabile dualismo.) si potrà d’ora in poi utilizzare come completamento, ad esempio, di ipocrita.


Le parole sono un ponte fra noi e gli altri, steso sopra il fiume delle cose.


Massini, dopo il clamoroso successo del romanzo “Qualcosa su Lehman”, costruisce un’opera che è una perla, che ci rende più ricchi dentro. Molte storie narrate sono passate dietro le quinte della storia, inosservate agli occhi di chi non si è mai occupato, ad esempio, della guerra di Caransebeș, o della vita dello scienziato Faraday.
Con una velata ironia e una penna che scorre come acqua sulla roccia, Massini fa scorrere le duecentosessanta pagine della sua opera tra una risata e lo stupore di aver da sempre ignorato una storia così incredibile come quella che Stefano ci sta regalando.
Perché leggerlo → Per ridere, riflettere e stupirci.
Buona lettura!

-  Emanuele - 

Per leggere di più su Emanuele trovate QUI il suo blog.

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