mercoledì 21 gennaio 2015

Essere Melvin

"Se oggi sono qui è per dirti che questa storia non ha ancora una fine. La tua storia è appena agli inizi"


Essere Melvin, tra finzione e realtà
di Vittorio De Argò
Calvinato Editore


Trama
Essere Melvin è per un verso la storia di un cavaliere temerario che deriva la sua audacia da un rapporto con la realtà tutto trasfigurato dalla finzione; per altro verso è la storia di una vendetta lungamente preparata. Dirò di più: il libro stesso è una gigantesca rivalsa (&..) contro una vita che somiglia troppo poco a quella sognata. Un romanzo d'avventure, dunque? Certo. Purché il lettore sia avvertito che le terre di conquiste sono tutte interiori, e che l'eroe era ben poco equipaggiato ad affrontare i mostri, i draghi, gli stregoni e i briganti che non sospettava di nascondere in sé. Melvin è una storia vera. (Dalla prefazione di Guido Vitiello)

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Melvin è vecchio, anzi no Melvin è giovane ma si comporta come un uomo d'altri tempi. Melvin è malato, no mi sto sbagliando, fisicamente sta benissimo. Potrei andare avanti così molto a lungo. Perché per "Essere Melvin" bisogna interpretare tante persone diverse: quello che vorrebbe essere intrepido con le donne che poi non lo è per nulla, quello studioso e in procinto di laurearsi che in realtà non è iscritto a nessuna facoltà, quello che ha chiaro cosa vuole nella vita, ma che nel profondo sta chiedendosi ancora "che ci faccio al mondo".
La storia di Melvin è la storia di un ragazzo che da un certo momento in poi viene sopraffatto dalle sue bugie e deve iniziare a combattere contro quello che ha fatto, contro i sensi di colpa e le scelte sbagliate. E lo fa grazie a uno psicologo, lo Splendente; saranno i loro incontri a scandire l'evolversi della storia, che in realtà è il racconto della sua vita anno dopo anno, errore dopo errore, amore platonico dopo amore platonico, sconfitta dopo sconfitta.
La storia di Melvin ci porta tutti a scavare un po' nel nostro intimo per cercare di capire cos'ha sbagliato, come sia arrivato addirittura a dimenticare parte della sua esistenza, come abbia potuto diventare schiavo di se stesso. E ci mette davanti alle nostre stesse paure, ai nostri demoni.
"Essere Melvin" mi è piaciuto perché è un libro che ti accompagna alla scoperta di cosa significhi essere prigioniero della propria mente, ma lo fa con delicatezza e in punta di penna. Ti affezioni al protagonista, lo vorresti aiutare, capisci chi gli sta accanto, perché non solo Melvin è vittima di se stesso, ma vuole anche guarire e, soprattutto, è un buono.
La domanda: è ci riuscirà?

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