mercoledì 23 dicembre 2015

Segnalazione: prima traduzione italiana di "The white people" di Frances Hodgson Burnett

Ultima uscita dell'anno per Panesi Edizioni. Si tratta di un ebook molto particolare perché è  la prima traduzione italiana di "The white people" di Frances Hodgson Burnett, "Le anime bianche", con la traduzione della giovanissima Annarita Tranfici.
Se volete saperne di più ecco il link alla presentazione che Annarita ha fatto per il blog della casa editrice: cliccate QUI

"The white people" "Le anime bianche"
 di Frances Hodgson Burnett
Traduzione di Annarita Tranfici
Panesi edizioni

formati: epub e mobi
Lunghezza: stimata 70 pagine
Prezzo: € 2,99 (in offerta a €0,99 fino al 9/01)


Trama
Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un particolare “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. Le anime bianche (The White People nella versione originale) è un romanzo breve in cui la celebre autrice dei ben più conosciuti Il piccolo Lord (1886) e Il giardino segreto (1911) presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici, di verità e saggezza, in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito e con la religione.

Breve estratto:
Nessuno eccetto me sarebbe in grado di descrivere quanto fossi felice. Sembrava così naturale che fosse lui l’uomo che aveva colto la profondità del dolore di una povera donna sconosciuta. Quanto avevo amato quel suo modo pacato di mettersi a nudo! Ad un tratto mi resi conto che non avrei dovuto avere paura di lui. Avrebbe capito che non potevo fare a meno di essere timida, che era solo la mia natura, e che se mi esprimevo in modo maldestro, le mie intenzioni erano sicuramente migliori delle mie parole. Forse avrei dovuto provare a dirgli quanto i suoi libri fossero stati importanti per me. Lanciai un’occhiata attraverso i fiori ancora una volta e vidi che mi stava guardando. Riuscii a malapena a crederlo per un secondo, ma lo stava facendo. I suoi occhi – i suoi splendidi occhi – incontrarono i miei. Non riesco a spiegare perché fossero tanto meravigliosi. Penso fosse per la loro chiarezza, e perché scorgevo in loro una sorta di grande interesse e comprensione. A volte le persone mi guardano spinte dalla curiosità, non perché siano veramente interessate.



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