mercoledì 22 gennaio 2020

Recensione: 52Hertz – Manuale d'istruzioni per anima danneggiata di Elena C. Patacchini



Cosa accade dopo un addio? Ce lo racconta Elena C. Patacchini in 52Hertz – Manuale d’istruzioni per anima danneggiata edito da Blonk che ringrazio per la copia digitale del romanzo. Ecco la recensione.

52Hertz – Manuale d’istruzioni per anima danneggiata
Elena Contenta Patacchini
Blonk 
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Trama
Una giovane donna, a Milano, cerca il proprio posto nel mondo. Deve combattere contro se stessa, contro un amore crudele, finito, che ne facevamo anche a meno. Contro la Tenebra, che l’accompagna in ogni momento, angariandola. Ha come alleati degli spampanatissimi compari, i grandi scrittori del passato (e del presente). Che di momento in momento l’accompagnano nel suo peregrinare. Una storia a lieto fine che ci insegna che nulla è perduto, e Milano, quando accoglie, è molto più che magica.




Più passano gli anni e più abbiamo bisogno di cose che non esistono più; più passano gli anni e più i pezzi si perdono, e tutte le volte che capita che ti perdi un pezzo e scopri che non ne esiste il ricambio, ti tocca inventarti dei modi assurdi per far comunque funzionare la macchina. Si diventa scemi veramente a furia di dover pensare – tutte le sante volte – a come farsi funzionare lo stesso, anche se i pezzi che ti facevano andare non ce li hai più.


Venticinque anni, un lavoro lasciato, un amore finito. E una vita da ricostruire. Da sola, o meglio, insieme ad un gruppo ben assortito di compagni di viaggio: la Tenebra, lo Spigolo, i Morti e una selezione di autori che va da Dino Buzzati a Wislawa Szymborska, da Ennio Flaiano a Jean-Paul Sartre.

Mi manchi. F5. Se tu fossi qui la Tenebra sarebbe divisa in due, sparirebbero anche tutte le cazzate che dice, e noi faremmo quelle cose piccoline fatte di solletico, che due persone fanno perché la Tenebra se ne stia sempre spaccata, e le due metà non si incontrino mai, mai, mai e poi mai.

La molla che fa scattare la rinascita della protagonista è l’abbandono da parte del fidanzato, con tanto di borse Ikea da riempire e ricordi da traslocare. Ma l’abbiamo detto, non è sola, e la sua amica più fedele è la Tenebra, suo alter ego un po’ saccente, sicuramente scomoda, ma che le dice quello che non vuol sentire e così la fa andare avanti.

Mi sono domandata, in questi mesi, come abbia fatto poi il tempo a continuare senza di te. Come abbia fatto il giorno a svegliarsi senza di noi.

Un’esistenza messa in discussione che le fa mettere in dubbio tutto, che la porta ad andare a sedersi al bar sotto casa dell’ex fidanzato, a ripercorrere i tratti di metro che percorrevano insieme, con la speranza di poterlo incontrare.


Vedi, il problema non eri tanto tu, va detto; tu non c’entri più già da un po’ di tempio. Non eri tu il punto; il punto era la tua ombra. Era la tua assenza che dava un significato, che mi faceva compagnia, l’ho capito solo adesso. Mi svegliava al mattino perché quello poteva essere il giorno che tornavi. 

Dove va la vita dopo un addio? Come si va avanti dopo un abbandono? Quanto tempo occorre per tornare alla normalità? 
Questi sono i temi trattati da questo libro, 52Hertz – Manuale d’istruzioni per anima danneggiata di
Elena Contenta Patacchini edito da Blonk
che ringrazio per la copia digitale del romanzo. Argomenti affrontati non palesemente, ma sono le domande che il lettore si pone leggendo la storia di questa ragazza che, seppur avvolta da una Milano affascinante e fascinosa, ha bisogno di ritrovare il proprio equilibrio interiore e capire che per andare avanti occorre dire addio al passato e ai suoi strascichi.
Una scrittura diversa dal solito quella di Elisa C. Patacchini, che può stranire inizialmente, fino a quando non si imparano a conoscere i vari personaggi, per lo più immaginari, e non si entra in sintonia con lo stile della scrittrice.


Senza buio non c’è niente da cercare, niente da smascherare: senza buio non ci sono proprio le storie, perché tutto è come deve essere: una noia.

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