sabato 16 novembre 2019

Review Party: Le ricamatrici della regina di Jennifer Robson


Continua il viaggio dedicato al romanzo di Jennifer Robson: Le ricamatrici della regina edito da Harper Collins che ringrazio per la copia cartacea. Ecco la mia recensione in occasione del review party e del blog tour, grazie a Susy de I miei magici mondi e a Ely de Il regno dei libri per il coinvolgimento.

Le ricamatrici della regina 
di Jennifer Robson
Harper Collins

Trama
Mentre osserva affascinata i deliziosi ricami che la nonna le ha lasciato in eredità, Heather Mackenzie nota che sono identici a quelli dello straordinario abito che la Regina Elisabetta ha indossato al suo matrimonio, quasi settant'anni prima. Le sono arrivati in una vecchia scatola insieme a una fotografia di nonna Ann con Miriam Dassin, celebre artista sopravvissuta all'Olocausto. Che legame c'è tra le due donne? Da dove arrivano quei preziosi ricami? Quella che a poco a poco emerge dalle pieghe del tempo è la storia di due giovani ricamatrici che lavorano presso la nota casa di moda Hartnell a Mayfair: Ann, ragazza inglese della classe operaia, e Miriam, immigrata francese sfuggita ai Nazisti. E proprio a loro, prima coinquiline, poi amiche, viene offerta un'opportunità eccezionale: realizzare lo squisito, complicatissimo ricamo che ornerà l'abito nuziale della futura Regina. Lo stesso ricamo che, dopo aver attraversato il tempo e l'oceano, condurrà Heather incontro al proprio destino.


Ci sono periodi storici che mi affascinano particolarmente. Uno di questi  è indubbiamente quello della Seconda Guerra Mondiale e degli anni immediatamente successivi. Un'epoca che porta ancora addosso evidenti i segni di un passato terribile, di un conflitto non solo tra potenze ma di un periodo buio dove erano venuti a mancare i più elementari valori umani.
Siamo nell'Inghilterra del 1947, in un inverno gelido fatto di razionamenti e stenti. Ma siamo anche all'alba dell'annuncio delle nozze tra la principessa Elisabetta e il duca Filippo che avvennero il 20 novembre del 1947. In quel periodo di sofferenza, quando le ferite della guerra sembrano piano piano essere state curate, ma restano indelebili quelle dell'anima, conosciamo Anne e Miriam due giovani donne con un grande talento per il ricamo e un compito importante: quello di lavorare all'abito nuziale.
Al tempo stesso conosciamo la loro vita e anche i segreti che tentanto di non svelare a nessuno.

La nonna non era mai stata propensa a rispondere alle domande; quello era un dato di fatto. Ma forse, e solo forse, non le sarebbe dispiaciuto se Heather fosse andata in cerca delle risposte

Miriam ed Anne sono due donne diverse. La prima è un'ebrea francese e  la troviamo ancora impaurita dalla possibilità che qualcuno possa riconoscere la vera identità. L'altra, invece, ormai sola, appassionata del suo lavoro, combatte ogni giorno per vivere con il poco che ha. Quello che le accomuna è lo spirito forte e fiero, è la capacità di non soccombere di fronte alle problematiche più complesse. Anne e Miriam sono due donne forti, caparbie e tenaci. Due donne che riescono ad andare oltre e a costruirsi il futuro che sognano.
Heather, la terza voce di questa storia che si intreccia tra passato e presente,  è una donna moderna, una giornalista, una nipote affettuosa che ha amato profondamente la nonna. Tanto da decidere di partire dal Canada per l'Inghilterra per far luce su un passato che la compianta Anne non ha voluto condividere con la sua famiglia.

Quello che facciamo richiede molta competenza ed esercizio, ma quasi tutte ci riuscirebbero con un po' di pratica. Questo però... È diverso. È il genere di cosa che le persone faranno la fila per ammirare e che cambierà il loro modo di guardare il mondo, imprimendosi per sempre nella loro memoria

L'autrice in Le ricamatrici della regina tratteggia una storia al femminile di coraggio ed emancipazione.
Al tempo stesso ci mostra la devozione che hanno i sudditi per Sua Maestà. Questa parte, ammetto, mi ha incuriosita molto e mi ha fatto ragionare sul fatto che alcune cose non cambiano: nel 1947 come oggi un matrimonio reale muove stuoli di paparazzi, proprio a partire dalle supposizioni sull'abito. Ed è bello immaginare come dietro a vestiti indimenticabili  ci siano anche  anonime artiste di talento le cui storie sono altrettanto potenti e affascinanti.
Lo stile dell'autrice è scorrevole e lei è capace di destreggiarsi con talento tra le varie voci che compongono questa storia.
Perché leggerlo → Perché è un romanzo che ci mostra il dietro le quinte, le supposizioni e anche le bassezze a cui possono arrivare le persone pur di scoprire di più sull'abito da sposa di una futura regina e al tempo stesso perché è un romanzo storico che parla con delicatezza e onestà di un periodo difficile come quello del dopo guerra.
Buona lettura!

Domani trovate un interessante Crossover su The Crown su Il regno dei libri.

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