mercoledì 19 dicembre 2018

Recensione: Quello che non sappiamo


Due persone non s’incontrano mai per caso, soprattutto se sono due anime destinate a unirsi
Quello che non sappiamo
Annarita Briganti
Cairo Editore
Link Amazon


Trama
Un giorno Ginger riceve un’e-mail da Paulo. I due non si conoscono o, almeno, lei crede che non si conoscano. Nasce una relazione virtuale. Iniziano a scriversi e-mail nelle quali si raccontano la loro vita, le loro giornate e, attraverso le parole, il loro legame in poco tempo si rafforza sempre più. Ma c’è dell’altro, non tutto è come sembra: Paulo conosce un segreto della vita di Ginger e deve consegnarle una cosa molto importante. Quello che non sappiamo si può leggere come una lunga chat, è un romanzo-chat, un colpo di fulmine virtuale. Un amore al tempo della mail, tra nevrosi e nuove tecnologie. Ma il mistero che nasconde renderà i protagonisti più forti e la storia sorprendente. Il romanzo parla del mondo di oggi e di domani, di donne e di uomini, di amore e di sesso sul web, di amore e di sesso nella realtà, di rete, di social, di crisi economica, di famiglie, di razzismo, di verità, d’identità, di libri e di librai, di musica, di musei, di perdono, di rinascita, di spezie, di cocktail, di sogni e di speranze. Un libro per tutti quelli che credono nel potere della scrittura e delle relazioni. Reali o virtuali.
Questa è la storia di due persone come tante, con il loro passato, il loro dolore, la loro vita. Questa è la storia di come la scrittura possa, se condivisa, curare l’anima. Questa è la storia di Paulo e Ginger, che in una calda giornata di metà agosto iniziano a camminare insieme.

La cotta virtuale è il mio modo di reagire alle pressioni di questo periodo? I sentimenti nascono in questo modo assurdo, confidando la propria giornata a un estraneo, sono una valvola di sfogo o qualcosa di più reale del reale?

Ginger sta attraversando un periodo difficile: ha appena perso i genitori in un modo terribile, di cui, tra l’altro, non è per niente convinta, il suo compagno è più interessato al proprio lavoro che non a lei, si ritrova sola in una città che non sente più sua. Per vivere, scrive. Scrive, per vivere.

E pensare che non ci siamo mai visti, che ti conosco pochissimo, che non so niente di te. Potresti essere chiunque, anche qualcuno che crea dipendenza, qualcuno di pericoloso.

Paulo è un ristoratore (forse) che si è trasferito a Berlino dopo la morte, a breve distanza di tempo, di entrambi i suoi genitori addottivi, che ha profondamente amato. È un uomo in fondo soddisfatto della propria vita, nonostante la mancanza di affetti veri, di amore. Gli basta trascorrere belle serate con belle donne. Forse, o forse non più.

Perché è così facile confidarsi con un estraneo? Me lo spieghi?

A chi non è mai capitato, nell’epoca dei social, di confidare i propri pensieri ad una persona poco conosciuta, se non estranea? Ginger e Paulo sono due estranei che a causa di un equivoco (forse) iniziano a scambiarsi e-mail, in uno scambio epistolare in chiave moderna che li unisce in un vortice di emozioni (o sentimenti?) che crea dipendenza.

Ho voglia di verificare se esisti. Esisti?

Quanto si può resistere prima di volere che il virtuale diventi reale? A Ginger, ma soprattutto a Paulo, lo scambio di e-mail inizia a non bastare. Hanno voglia di ascoltare le proprie voci, di sentire l’odore della pelle l’uno dell’altra, di guardarsi davvero negli occhi. Quanto può essere difficile in questo mondo abbandonare la tastiera per gettarsi nella vita vera? Quanto può essere difficile fidarsi dell’altro?

Anche a Berlino le notti sono lunghe, soprattutto se non hai accanto nessuno con cui valga la pena stare.

Berlino, Roma, Milano, Bologna, addirittura la Cina. Nessun posto è abbastanza lontano quando due anime si sentono vicine. Nessun posto è abbastanza vicino quando la vita reale chiama, e bisogna scegliere se mettersi in gioco oppure no.

Scrivere è una forma di esposizione, di messa a nudo, un salto nel vuoto. La scrittura sono gli sguardi che ci sono mancati. La scrittura è un territorio arroccato e questo la rende così pericolosa. Scrivere è capire di cosa siamo fatti. Scrivere è decifrare tatuaggi invisibili, interpretare le cicatrici che nascondiamo. [...] Scrivere è camminare nudi per strada. [...] Si scrive sempre e solo per amore.

La scrittura è forza, è sentimento, è coraggio. La lettura è comprensione, sguardo, emozione. La scrittura può salvare chi la genera, ma può, con la stessa potenza, essere ancora di speranza per il lettore. Ogni libro arriva nella nostra vita al momento giusto.

Senza dialogo, presenza, intesa mentale non riesco neanche a farmi sfiorare. Parlare è come fare l’amore no? Noi stiamo facendo l’amore?

In una società in cui nulla è più eterno, in cui tutto corre via veloce, senza nemmeno il tempo di potersi fermare e capire, si ha la sensazione che le vere relazioni siano quelle virtuali, quelle in cui non si ha paura di esporsi, perché intanto l’altro non c’è, non può toccarci, non può guardarci negli occhi. Ma quando tutto questo non basta più? Quando si vuole oltrepassare il limite spazio/temporale?

Quello che non ho capito di me, di te, di noi, di tutto questo è: perché?

Quello che non sappiamo è un libro tanto veloce da leggere quanto lento da assimilare. La lettura scorre via rapidamente, grazie alla forma epistolare (si può dire ancora così, visto che si tratta di e-mail?). È un romanzo-chat che va dritto al punto. Ogni messaggio ha un suo perché, un suo scopo, nulla è lasciato al caso. Del resto, in questa vita frenetica non si ha più tempo per i giri di parole... Ma è anche un libro che ti entra dentro e ha la necessità di fermentare. Per i temi che tratta (en passant ma non in modo scontato): dall’amore ai tempi dei social al razzismo, dai legami sempre più deboli nelle famiglie alle difficoltà economiche di un Paese che non fa nulla per trattenere i propri figli.

Come ha scritto un suo lettore, questo libro è “il percorso di due anime tormentate verso l'incontro che potrebbe cambiare la loro vita”. Quelle due anime potremmo essere ognuno di noi.

Annarita Briganti fa emergere in questo romanzo tutto il suo amore per la scrittura: scrittura che crea, che salva, che unisce, che cambia, che fa sognare. Una scrittura, la sua, che incolla il lettore alle pagine, forse anche grazie al lato indiscreto insito in ognuno di noi. Un linguaggio semplice, diretto, che sceglie le parole giuste per arrivare al cuore del lettore, così come al cuore di Ginger e di Paulo.

P.s. Le citazioni che ho scelto sono tutte (tranne una) di Ginger. C’è un motivo. Ma lascio a voi cercare di capirlo.

Perché leggerlo → Perché è la storia di due anime che si cercano e vogliono trovarsi, perché fa sognare, perché ognuno di noi ha/ha avuto/vorrebbe avere un Paulo o una Ginger dall’altro lato dello schermo.

Vivere è più coraggioso del contrario, il che ci espone alle tempeste, ma ci prepara anche ai momenti stupendi.

- Annalisa - 

Nessun commento:

Lasciami la tua opinione