venerdì 21 dicembre 2018

Parola all'editore: Il linguaggio nei libri

Quando leggiamo un libro, il linguaggio usato è quello della vita di ogni giorno?
Naturalmente no, deve essere molto più strutturato, ricercato e chiaro.
Ecco le differenze tra quello che diciamo e come dovremmo scriverlo.





#30 Parole dette vs parole scritte: il linguaggio nei libri

Grazie al mio lavoro, mi passano sotto gli occhi molti manoscritti. A qualunque genere appartengano, che siano scritti da penne femminili o maschili, da ragazzi o da autori più grandi, laureati o no, hanno tutti (o quasi) in comune lo stesso fattore: l’uso erroneo del linguaggio.

Il linguaggio è fondamentale nella vita dell’Uomo perché è attraverso l’uso delle parole (ma non solo) che si comunica con il resto del mondo. Ancor di più, se vogliamo comunicare attraverso un testo scritto.

Ma attenzione! “Scrivere” è diverso da “parlare”. Il linguaggio che usiamo (o dovremmo usre) in un testo scritto deve essere molto più strutturato rispetto a quello che usiamo tutti i giorni parlando con la mamma, un amico o il barista sotto casa.

Vediamo alcune differenze fondamentali:




Il linguaggio, quindi, è formato da parole che disponiamo secondo un certo ordine grammaticale e sintattico, creando frasi che abbiano forma corretta e senso compiuto. Ma spesso, ciò che “ha senso” nel parlato, stona terribilmente sulla carta.

È importante, perciò, fare molta attenzione al linguaggio che si usa in un testo scritto (e, per testo scritto, non intendo sms e messaggi istantanei).

Alcuni consigli utili:

- Non usate troppe frasi fatte e modi di dire;

- Non usate troppi morfemi del tipo ehm, uhm, mmm, ecc.;

- L’uso eccessivo di ???!!! non aggiunge enfasi all’espressione di stupore che vorreste rendere. Bastano ?! o ?!?;

- Non abusate delle maiuscole per indicare un urlo: basta “raccontarlo”;

- Le parolacce lasciatele ai film e agli accidenti di tutti i giorni: abusarne non rende il vostro testo più “vero”;

- Valutate bene le parole che utilizzate e chiedetevi se in un romanzo possono andare bene o se sono solamente proprie del vostro modo di parlare;

- Non ripetete gli stessi concetti o le stesse descrizioni venti volte (tre sono già troppe): se li avrete spiegati in modo efficace, il lettore li ricorderà;

Un aiuto potrebbe essere quello di leggere ad alta voce il proprio elaborato e, soprattutto, farlo leggere ad altre persone, possibilmente abituate ad aver a che fare con le parole (per dire, l’amica o la zia di turno, non fanno testo...).

Buone scritture e buone feste!

- Annalisa - 

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