giovedì 25 ottobre 2018

Review party: Tutta colpa mia


Una storia di dipendenze e sentimenti: oggi recensione di Tutta colpa mia di Juno Dawson edito da Newton Compton Editori. Non perdevi tutte le recensioni che trovate nei blog elencati nell'immagine sopra.

Tutta colpa mia
Juno Dawson
Newton Compton Editori

Trama
Dopo un'overdose, la ricca e viziata diciassettenne Lexi Volkov finisce in una lussuosissima clinica di riabilitazione Quando si sveglia sul sedile posteriore di un'auto di lusso, Lexi non capisce cosa le sia successo. Possibile che qualcuno l'abbia rapita? Mentre tenta di articolare qualche parola, riconosce la voce di suo fratello Nik. Le sta dicendo che va tutto bene, che presto tornerà a stare bene. Ed ecco che i primi ricordi della notte precedente cominciano a farsi più nitidi. Il suo vestito da diecimila sterline, le luci, la festa, lo sballo... La sensazione di milioni di glitter iniettati nelle vene. E poi il buio. Quando la macchina si ferma, non ha bisogno di guardare fuori per capire dove l'ha portata Nik. Lexie pensava di aver toccato il fondo con la droga, ma si sbagliava. Il fondo è la Clarity Clinic, un lussuoso centro di riabilitazione. La terapia è durissima, medici e infermieri sono premurosi ma inflessibili: l'unica speranza di uscire dal tunnel è stringere amicizia con gli altri pazienti. E forse c'è spazio anche per qualcosa di più. Perché non c'è danno che non si possa riparare e la droga più potente di tutte è l'amore.


Tutta colpa mia di Juno Dawson è molto di più di una storia di una ragazza ricca che ha scelto una strada sbagliata. È la storia di come si possa risalire dall'inferno e tornare a vivere.
È un libro che secondo me dovrebbero leggere i ragazzi giovani, perché mostra senza troppa fiction l'altra faccia della medaglia. Cosa succede dopo che ti sei fatto una dose? Dieci, cento? Cosa accade se cerchi di salvare te stesso dal baratro? E cosa succede se non sei nemmeno tu troppo convinto di volerlo farle?
La droga è uno schifo, ed è uno schifo perché per stare bene ne serve sempre un di più, perché anestetizza, perché trasforma in quello che non siamo. Perché non è vita. E tornare a "respirare" è ancora più difficile e complicato di quanto si possa immaginare.

«Non eravamo né sante, né peccatrici, nessuna delle due. Penso che entrambe accendessimo fuochi per vedere se bruciavano»

Lo sa bene Lexi, 16 anni, protagonista e voce narrante di Tutta colpa mia di Juno Dawson, un romanzo che è come un pugno nella pancia. Una storia che fa riflettere sulla solitudine, su come spesso i problemi vengano ignorati prima di tutto da quelli che ce li hanno. Ma anche una storia di amicizia, delusioni e sentimenti.
Lexie è ricca e sola, vive una sorta di gabbia dorata, in un mondo privilegiato, dove può concedersi tutto. Anche di dimenticare, anche di anestetizzare la vita.
Fino a quando tutto questo non rischia di diventare fatale.
Lexie è anche quella che si ritrova alla Clarity Clinic contro la sua volontà a cercare di fare i conti con sé stessa e con la propria dipendenza. Lexi è viziata, un po' arrogante, ma anche il contrario di tutto questo. L'autrice è riuscita nell'intento di creare un personaggio palpabile, tridimensionale, che esce quasi dalle pagine, rendendo la storia molto più reale.
E così ha fatto con tutti i personaggi di questa storia, ai quali possiamo dare dei connotanti ben precisi.
Juno Dawson ha uno stile diretto, che fa entrare il lettore in empatia con i suoi personaggi. Sembra di essere lì con loro, di vederli vivere, sbagliare, fare una cosa giusta, sbagliare, sbagliare, sbagliare... e poi tornare sulla strada principale. Perché la vita è fatta così per tutti, si sbaglia, si cerca di imparare qualcosa, di fare la cosa giusta, ma non è detto che non sbaglieremo ancora.
Perché leggerlo → Perché è un romanzo molto formativo, capace di farci vedere le cose da un altro punto di vista.
Buona lettura!

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