giovedì 1 febbraio 2018

Recensione: La cercatrice di corallo

Di tutto il Mediterraneo il corallo rosso di Sardegna è il più pregiato, per foggia armoniosa e colore intenso come il sangue. Antiche leggende raccontano che il prezioso ramoscello nacque dal sangue di Medusa […]. Crederci è un puro atto di fede, poiché nulla di ciò che è leggenda può essere detto vero o falso con certezza.

La cercatrice di corallo
Vanessa Roggeri
Rizzoli


Trama 
Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell'estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l'onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami. Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l'amore per cambiare un destino che sembra già scritto. Ma l'unico modo di scoprirlo è provarci, fino all'ultimo… Vanessa Roggeri ci racconta una terra densa di tradizioni con una scrittura traboccante della forza e della determinazione di chi in quell'isola ci è nato. Il ritorno di un'autrice che con le sue storie di passioni ha emozionato migliaia di lettrici.

Sardegna, Riviera del Corallo, inizio Novecento. In La cercatrice di corallo di Vanesa Roggeri - Rizzoli (QUI l'intervista all'autrice) veniamo subito catapultati in un’atmosfera magica, fatta di acqua, salsedine, rametti che brillano ad ogni raggio di sole che riesce a raggiungerli scalfendo le onde del mare.

Si accorse già al primo sguardo che non era affatto come le altre ragazze della sua età, che un’aura di specialità la rendeva avulsa da tutto ciò che era banale e ordinario. Non l’aveva immaginata così graziosa, le dicerie di paese avevano concentrato sulla sua figura quanto di più estraneo e imprevedibile il mondo degli abissi marini potesse rivelare all’essere umano.

Regina Derosas è figlia illegittima e prediletta di Fortunato, ricco pescatore di coralli, nata dal grande amore con Argeta. Dopo la morte di quest’ultima, va a vivere con la famiglia di Fortunato e mostra fin da subito il suo legame con il mare e il corallo.

Era fatto così il suo Achille: quando gli nasceva un sentimento, di qualunque natura esso fosse, gli si aggrappava alla carne come l’edera e cresceva, diventando difficile da estirpare se non dopo una lunga tribolazione che coinvolgeva corpo e anima in eguale misura. Tenebra o luce, morte o vita, odio o amore: per Achille Derosas non esistevano mezze misure.

Achille Derosas, stesso cognome di Regina. È figlio di Dolores Siddi e Attilio Derosas, cugino di Fortunato, morto qualche mese prima a causa della febbre spagnola. Achille è fatto di estremi, non ha mezze misure, soprattutto nei sentimenti: nell’amore, in particolare, per la madre prima e per Regina poi.

Quel giorno, prima di abbandonare la Rocca delle Tre Palme, Dolores si voltò indietro verso la casa bianca, e dal ciglio della strada maestra formulò la sua promessa di vendetta: non sapeva come, non sapeva quando, ma prima o poi Fortunato Derosas avrebbe pagato per la sua superbia e spietatezza.

Le due famiglie Derosas sono legate, oltre che dal sangue, da un odio e da una sete di vendetta che scava nelle loro vite per anni, fino a sfociare nell’impensabile. Regina e Achille si ritrovano a vivere, in questa atmosfera, un amore impossibile, osteggiato, ma carico di speranza come un fiore che sta per sbocciare, o come un corallo che sta per luccicare.

Fortunato accentuò il sorrisetto che gli errava sulle labbra e fece un cenno con la testa corvina. Del resto, come dimenticare un viso così insolito? I tratti di Dolores erano a tal punto particolari che sembravano giungere da un tempo antico. […] Fortunato non avrebbe saputo giudicare se Dolores fosse bella […]. Sapeva tuttavia che, in ogni caso, era difficile saziarsi della sua visione.

La vita e la sorte di Fortunato e Dolores si intrecciano come in un saliscendi reciproco durante tutti gli anni del racconto: quando la fortuna sorride a uno, deride l’altra, e viceversa. Non basta nemmeno l’amore nato tra i loro figli per seppellire una volta per tutte l’ascia di guerra. E questo null’altro può portare se non dolore.

Attratta da un richiamo irresistibile, Regina camminò a piedi nudi sul ponte, assecondando il rollio dell’imbarcazione e fermandosi in equilibrio sul bompresso, la punta estrema della corallina. Vestita come un qualunque pescatore della riviera, la ragazza, con la sua figura sottile protesa sulla prua, sembrava una polena della buona sorte soffusa di turchino sbiadito

Tanti altri personaggi incontriamo nella storia: da Miracolina, la sorellina più piccola di Achille, a Josto Caria, fidato aiutante di una vita di Dolores, a Venturino, amico e dipendente di Fortunato, fino alla moglie di quest’ultimo, Rafaela, che ha accolto e cresciuto Regina non per sua volontà.

Una sterna dalle bianche ali e la testolina mora, guardando dall’alto del cielo il mare increspato, seguiva il volo a pelo d’acqua della vela latina rigonfia di vento. Cadendo giù in picchiata, sfiorò l’antenna, la lunghissima asta che tagliava di traverso l’albero svettante, volteggiò sulla coda spumosa che la corallina tracciava al suo passaggio e, per pochi istanti, planò a fianco della prora dove campeggiava rosso cinabro la scritta MEDUSA.

È la Sardegna a far da padrona, poi, con le sue acque floride e il suo entroterra arido. Da Borutta alla Riviera del Corallo, fin giù all’Isola di San Pietro. Terra che sa dare e sa togliere, terra che rende ruvidi gli animi di chi la vive ma che sa anche amare e ricompensare i suoi uomini.

La storia raccontata dall’autrice è carica di emozioni, di speranze, illuse o esaudite, di dolore ma anche di amore. I suoi personaggi sono vivi, carichi, legati l’uno all’altro da sentimenti forti, che siano buoni o cattivi. Il linguaggio usato li caratterizza uno ad uno, modellandoli secondo linee ben definite. In più, Vanessa ci fa conoscere una parte della storia della sua Terra, quella che vede come protagonisti i cercatori di corallo di inizio secolo, le loro fortune e le loro difficoltà, la loro vita in mare e per il mare.

Un libro da leggere per chi ha voglia di vivere emozioni forti raccontato con uno stile non scontato e di visitare col la mente la magnifica terra di Sardegna e il suo mare.


Regina bramava il corallo bianco con tutte le sue forze. Era il sogno di una bambina che ancora sopravviveva nel cuore di una giovane donna, la ferma convinzione che l’imponderabile potesse diventare possibile.

Buona lettura!

- Annalisa - 

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