venerdì 17 febbraio 2017

Parola all'editore #3: Un po’ di punteggiatura




Nelle ultime lezioni del Laboratorio di Scrittura Creativa, che abbiamo organizzato insieme all’Associazione Nati per Scrivere, si è parlato dell’uso della punteggiatura. 
In effetti si tratta di un argomento che a volte si dà per scontato perché, certo, siamo andati tutti a scuola, abbiamo tutti imparato come si usano le virgole e i punti. Sì. E no. A scuola ci è stato insegnato che alla fine di una frase compiuta si mette il punto e che la parola successiva deve avere l’iniziale maiuscola. Ma difficilmente ci viene detto che tra il punto e la parola stessa bisogna lasciare uno spazio bianco. Così come dopo tutti i segni di interpunzione (di virgolette e trattini si parlerà un’altra volta). Sempre dopo, mai prima. Non a caso i programmi di telescrittura (che cito spesso) se scriviamo parola.parola sottolineano in rosso quest’agglomerato di lettere, sia per il mancato spazio dopo il punto, sia per la seconda p minuscola. 



Vediamo allora, molto brevemente, l’utilizzo della punteggiatura più frequente. 
Il punto fermo: corrisponde ad una pausa lunga, serve a separare due frasi o due periodi autoconcludenti. 
• La virgola: corrisponde ad una pausa più breve e serve a dare un po’ di “respiro” alla lettura (che sia ad alta voce o mentale). Per l’uso della virgola servirà un post dedicato. 
• I due punti: si usano per introdurre una frase che spiega il significato della precedente, un elenco o il discorso diretto. 
• Il punto e virgola: rappresenta una pausa medio-lunga ed è il segno di interpunzione più difficile da usare e, quindi, meno utilizzato. Indica da una parte la fine di un concetto, ma allo stesso tempo, dopo di esso, il discorso può continuare sullo stesso binario senza la necessità della chiusura rappresentata dal punto fermo. 
• I tre puntini di sospensione: segnalano una sospensione della frase o di una parola (magari una parolaccia) o la continuazione di un elenco, principalmente numerico (1, 2, 3, …, n). Sono 3, non 2, non 4, non 10. E i programmi di scrittura hanno un apposito simbolo da utilizzare. A seconda dell’uso, vogliono o meno la maiuscola dopo. 
• Il punto interrogativo e il punto esclamativo: come spiegano bene i loro nomi, si usano alla fine di frasi che contengono una domanda o un’esclamazione. 



Questi alcuni degli errori più frequenti che si possono trovare in un manoscritto: • spazio prima della punteggiatura • spazio mancante dopo la punteggiatura • iniziale minuscola dopo il punto fermo • i tre puntini di sospensione vogliono uno spazio, o prima o dopo • se i tre puntini sono a fine frase, non serve mettere il punto fermo 


Voi, utilizzate correttamente la punteggiatura? Alla prossima!

- Annalisa - 

2 commenti: