lunedì 30 maggio 2016

Le fate del Travancore

"C'era poco tempo per pensare a diatribe di carattere religioso, erano invece tutti piuttosto uniti nel sentimento di rispetto innato, non dottrina imposta, unica ricchezza in una terra in lotta incessante tra miraggi e necessità"

Le fate del Travancore
di Nicola Tenani
Panesi Edizioni

Trama
Il Travancore: una regione situata nell’India precedente l’Indipendenza del 1947, un regno a cavallo tra gli attuali confini meridionali dello stato del Kerala (allora suddiviso in tre regioni, Travancore, Kochi, Malabar) e parte del confinante Tamil Nadu. Oggi i confini sono definiti in modalità diverse, ma il Travancore esiste nella sua cultura, in cibi, usanze, aspetti naturalistici, templi, luoghi, storie di uomini e donne forgiate nei millenni al senso dell’armonia interreligiosa e alla convivenza tra caste ed etnie variegate.
Chi sono le fate del Travancore? Sono le donne di questo angolo di tropico indiano. All’interno del romanzo viaggerete in quelle terre attraverso spaccati delle loro vite, delusioni, sofferenze, sogni, disillusioni e successi. In questo percorso letterario sarete non solo viaggiatori, ma soffrirete e gioirete al fianco della vedova Subha e della sua rivincita su un karma in precedenza negativo, al fianco della giovane Sajitha, danzatrice di Mohiniyattam alla scoperta di sé e del legame con la sua insegnante, della povera Judy, cristiana sposata con un marito alcolizzato e violento, del suo dolore sulle rive del mare d’Arabia.
***


Tre donne e tre storie, di passione, amore, dolore. Tre storie di vita, che trascinano il lettore nella magia dell'India è più precisamente del Travancore, come in un tempo passato si chiamava parte del Kerala. A colpire sono i colori, i suoni, gli odori che escono prepotenti dalle pagine de "Le fate del Travancore" scritto da Nicola Tenani ed edito da Panesi Edizioni. Sono storie semplici, ma profondamente vere, che insegnano come la povertà -  anche quella più cruda -, vada a braccetto con la dignità, che i sogni vanno inseguiti e che anche se non si raggiunge il gradino più alto la vita riserva sorprese bellissime, ma anche che le seconde occasioni esistono, basta saperle cogliere.

E poi, come già ho scritto, c'è l'India - quella del sud - ci sono i suoi colori vividi, le piogge torrenziali e i sapori speziati che invadono la mente del lettore. C'è l'occidente, nei turisti visti come fonte di sostentamento, nelle persone che la vivono da "viaggiatori" (e se l'autore mi legge gli voglio dire che ho avuto la sensazione di averlo incontrato fra le pagine del libro) e in quelle che portano aiuti, concreti e pratici.

Ne "Le fate del Travancore" c'è anche la religione e la capacità di andare oltre, di vedere al di là di quello in cui si crede, per sentirsi comunque parte di una comunità, di un mondo. E trovo che in un momento storico come questo, dove il proprio dio diventa la scusa per guerre senza senso, questo sia l'insegnamento più grande e rivoluzionario: siamo tutti esseri umani.
La scrittura è evocativa e ricca: chiuderete il libro e sentirete ancora tra le dita l'odore delle spezie, il profumo della pioggia e il sapore del mare.

Bellissima lettura

2 commenti:

  1. Recensione molto suggestiva ^_^ Hai trasmesso anche a me i profumi delle spezie, della pioggia e del mare ^_^

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  2. Mi hai incuriosita moltissimo!
    Entra in lista!

    <3

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