venerdì 30 ottobre 2015

L'invito

"Via via che la notte si avvicinava, la casa faceva sempre di più l'effetto di una gabbia di vetro che spandeva ciecamente la sua luce nel crepuscolo, o di una lanterna in mezzo alle tenebre. Immaginai un migliaio di falene che le giravano attorno, intirizzite e inesorabilmente attratte dal suo chiarore, salvo poi finire schiantate contro il vento freddo e inospitale".

L'invito
di Ruth Ware
Corbaccio

Trama
Giovane scrittrice, Nora era stata invitata all’addio al nubilato di una vecchia compagna di scuola: Clare. Nora non vuole andare, non ha voluto tenere i contatti ed è evidente che è successo qualcosa di brutto allora, ma poi si convince e insieme ad un’altra amica del liceo, Nina, con cui è rimasta in amicizia, parte per la casa nei boschi che li ospiterà nel weekend.
Ma qualcosa va storto: durante un gioco di società in cui tutti bevono troppo, vengono rivelati segreti e rancori del passato; durante un temporale salta la corrente e in una seduta spiritica emerge un oscuro avvertimento: nella casa c’è un assassino…

***
Oggi vi parlo di un libro che non solo mi è piaciuto tantissimo, ma che è riuscito anche a togliermi il sonno. Si tratta del thriller L'invito scritto da Ruth Ware ed edito da Corbaccio.
Un libro ben congegnato, con un'ottima architettura, che credo possa piacere anche a chi non è amante del genere.
A me aveva conquistata già dalla trama, poi avevo letto una bellissima recensione di Elisa del blog Viaggiatrice Pigra (QUI) e, un paio di giorni dopo, il libro era mio.
Copertina accattivante, ambientazione da brividi e personaggi molto enigmatici, sono gli elementi che di più mi hanno colpita.
La copertina la lascio giudicare a voi, mentre voglio fare due parole sulla scenografia. 
L'autrice punta molto sul luogo dove si svolgono le vicende: una villa di vetro nel bel mezzo di una foresta, una casa che fa sentire gli ospiti attori su un palco con un pubblico ad osservarli. Piuttosto inquietante, non trovate? Se c'è una cosa che mi ha sempre messo i brividi è l'idea di essere spiata e una casa che non nasconde nulla è proprio il posto ideale dove sentirsi scoperti e vulnerabili.
Parte della trama si svolge qui, un'altra parte nell'ospedale dove la protagonista è stata ricoverata dopo un evento molto traumatico che non riesce a ricordare. In entrambi i casi si parla di luoghi freddi, privi di personalità, inospitali. La Ware sottolinea spesso questa cosa dando a chi legge una sensazione di posti sgradevoli, che aiuta ad immergersi ancora di più nella trama.
I personaggi sono tutti piuttosto ambigui, sembrano nascondere qualcosa, hanno atteggiamenti che mettono i brividi. Questo mantiene una tensione costante nel lettore, perché non si sa mai chi e perché , si sa solamente che sta per accadere qualche cosa di terribile.
Brevemente vi spiego chi incontrerete. Nora la protagonista, scrittrice di libri gialli, piuttosto insicura e sola. Nina medico, amica di Nora e della futura sposa dai tempi delle superiori. La festeggiata è Clare, l'unica che ha un legame con tutte le persone che incontrerete nel libro. Flo l'organizzatrice del fine settimana. Tom scrittore di teatro e Melanie avvocato e neo mamma.
Intorno a questi personaggi gira la storia, in un luogo piuttosto claustrofobico.
Il romanzo è altalenante fra il prima e il dopo, con uno stile chiaro però, capace di tenere il lettore sempre sulle spine. Fino a quando gli eventi non cominciano a precipitare e allora da lì sono unghie rosicchiate e tachicardia.
Io, dopo averlo finito, mi sono addormentata con la luce accesa… che non si sa mai.
Buona lettura

5 commenti:

  1. Se mi toglie il sonno non ce la faccio a leggerlo..tu sai bene perché 💓

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  2. ... una villa di vetro... particolare! anche angosciante, vero o.O

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  3. ecco mi hai convinto, approfitto del mio periodo "pro-gialli/thriller" e lo metto in lista. Baci

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  4. Questo mi ispira proprio, GIURAMI che non è una chiavica come una famiglia quasi perfetta!
    Giuramelo

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  5. Questo mi ispira proprio, GIURAMI che non è una chiavica come una famiglia quasi perfetta!
    Giuramelo

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