venerdì 5 dicembre 2014

Il morso del ramarro - Due chiacchiere con Valeria Corciolani

"È da un bel po' che non gli importa del tempo che passa. Dopo una vita trascorsa tra albe lattiginose e notti alle lampare, a scrutare il fondo, a gettare reti, a studiare le correnti. Ad aspettare, aspettare, aspettare, il tempo perde spessore e significato, diventi parte di un altro ingranaggio, più insondabile e ordinato delle banali rotelline di un orologio. Così il trascorrere delle ore non ti scalfisce, ti segnano il tempo le rughe che aggiungono solchi, gli acciacchi che aumentano, i denti che ballano…"



Il morso del ramarro
di Valeria Corciolani
Emma Books

Trama
Tre ricchi rampolli annoiati che scelgono il furto d’appartamento per dare un guizzo d’adrenalina alle loro giornate vuote. Un professore raffinato e burbero, un farmacista latin lover, un capitano in pensione e un vispo pescatore decisi a portare a termine la loro impresa in barba all’età. Una badante peruviana che non sa più quale sia su casa. Un giovane medico del pronto soccorso alle prese con un inquietante mistero. Una mamma single alle prese con ex marito fedifrago, suocera complice, zia anziana, nuovi amori, figlia adolescente e due gemellini terribili.Persone diverse, ma con una cosa, anzi un luogo, in comune: la palazzina liberty in cui vivono, in una cittadina di mare. Lì prendono vita e si snodano le loro storie, i personaggi si annodano, i sentimenti si chiariscono e ci accompagnano con gustosa ironia alla soluzione dell’enigma. Che era partito da un semplice ciondolo. A forma di ramarro.

***
Il sogno di ogni lettore è quello di poter fare due chiacchiere con l'autore di un libro che ha amato. Io sono riuscita a realizzarlo prendendomi un caffè con Valeria Corciolani scrittrice de "Il morso del ramarro", romanzo bellissimo per le mille ragioni che ora vi elencherò facendomi aiutare proprio da lei.


Una caratteristica dei tuoi libri è la presenza di molti personaggi, li ami tutti?
In genere parto con un'idea di inizio e fine. Poi, mano a mano che scrivo, deraglio e le figure negative o quelle marginali mi diventano simpatiche, finché alla fine voglio bene a tutti e, come per i protagonisti, mi affeziono anche a loro.

I tuoi libri sono ambientati a Chiavari, la cittadina in cui vivi. I personaggi sono persone che esistono o sono frutto della tua fantasia?
Non c'è una sola persona, ma caratteristiche di quelli che ho incontrato nella mia vita.

Qualche esempio?
Per Giovanni, che nel libro è un docente universitario d'arte in pensione,  ho attinto anche da due insegnanti che ho incontrato nella mia carriera accademica. Uno di questi (Ruggero Pierantoni) mi ha portato ad osservare l'arte con uno sguardo diverso, a 360 gradi. L'arte è immensa, devi avere strumenti per trovarti davanti ad un'opera e riuscire ad inquadrarla. E poi diventa un modo di guardare che applichi a tutto.

Fra i protagonisti de Il morso del ramarro ci sono quattro arzilli vecchietti, speciali, colti. Il lettore se ne innamora.
Vorrei che venisse fuori la ricchezza che custodiscono le persone di una certa età, loro si sentono un peso, ma in realtà hanno tantissimo da dare

C'è un passaggio del libro che lo spiega benissimo: "A volte penso che la natura lo faccia apposta a indebolire il loro fisico: pensa a un cervello e un'esperienza come la loro in un corpo come il mio"

Gli scrittori non sono onniscienti, come si fa a scrivere di argomenti che non si conoscono?
È piuttosto difficile, faccio un sacco di ricerche e poi a volte gli spunti "ti vengono addosso" nella vita reale. Comunque mi documento a fondo, su internet ad esempio ho paura di trovarmi di fronte a notizie non veritiere, allora procedo con una ricerca incrociata.

Come nasce e si sviluppa il processo creativo?
Non sono molto dettagliata, come già detto ho in testa un inizio e una fine e un bel po' di personaggi. Il lettore si deve abituare ai protagonisti di un libro, e visto che a me piace inserirne tanti ho seguito una regola: non faccio passare più di tre capitoli senza parlare di uno di loro, è l'unico schema che mi impongo. In genere scrivo in un mese, un mese e mezzo, perché voglio andare avanti e vedere come va a finire.

Altre curiosità su come e quando scrivi?
Solitamente quando i miei figli sono a scuola, mai di notte perché quello è il tempo che dedico alla lettura e le idee migliori mi vengono proprio quando leggo. Poi, mentre scrivo un libro, giro sempre con un quaderno per prendere appunti quando mi arrivano degli spunti.

Tante cose che Valeria ed io ci siamo dette, però, non ve le posso riportare per paura di rovinarvi la sorpresa nel leggere questo bellissimo libro. Vi aggiungo, volentieri, qualche riflessione mia.
I personaggi: alcuni mi resteranno nel cuore. Giovanni: ascoltarlo parlare d'arte non stanca mai, perché lui te la fa vivere facendoti assaporare un'esperienza unica e a 360 gradi. Vorrei poterlo conoscere e trascorrere ore nella sua sala ricca di pezzi che celano delle storie a farmele raccontare, magari ascoltando un vinile di musica classica. Virginia: dolce, con il cuore grande, vera e forse anche un po' testarda. Ha in se la debolezza della donna tradita e la forza della madre. Splendida. E poi si chiama come me e questa è stata una bellissima sorpresa. Anna un'adolescente, intelligente, col naso nei libri, diversa, ma anche bella pur non sapendo di esserlo. Fa venir voglia di tornare a quell'età, desiderio assolutamente inaspettato.
Le descrizioni: poetiche. Chiavari viene raccontata benissimo, ne emerge una cittadina piena di luoghi affascinanti e scorci stupendi. E quando ti ritrovi a camminare per quelle strade ti accorgi un po' di più di che posto stupendo è la tua casa.
La cucina: se non avete mai assaggiato il pesto, quando leggerete della sua preparazione vi sembrerà di assaporarlo.

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