venerdì 28 dicembre 2018

Recensione: L'ultimo sorriso


Oggi Annalisa ci racconta la sua opinione in merito alla lettura di L'ultimo sorriso di Alfonso Pistilli - Policromia

La tensione è amica dell’adrenalina: arrivano sempre insieme, e insieme ti fanno sembrare un velocista pronto a battere il record mondiale dei cento metri

L’ultimo sorriso 
Alfonso Pistilli 
Policromia
Trama
Tutti noi cerchiamo un sorriso in ogni angolo della vita, e talvolta lo troviamo laddove è impossibile. Alessandro Cocco, giovane venditore di vacanze porta a porta, l'ha trovato in Halina, escort lituana trasferitasi a Bari, con la quale ha una profonda amicizia. Quando, al telegiornale, Alessandro apprende della sua morte, non vuole crederci, soprattutto dopo essere venuto a sapere che per la Scientifica si è trattato di suicidio. Conosceva davvero così poco la sua amica? O c'è dell'altro? Alessandro sa che un'intuizione può fare la differenza, per questo dà retta al suo sesto senso e inizia a indagare sulla vita di Halina, scoprendo, pezzo dopo pezzo, i tasselli di un intricato puzzle di cui l'amica è solo un dettaglio. Che cosa nasconde Mamadi Billè, calciatore del Bari e fidanzato di Halina? E Pietro Manetti, proprietario della squadra, che sembra aver avuto anch'egli una relazione con la escort? E chi è Suela, un'amica di Halina che vuole a tutti i costi aiutare Alessandro, aggiungendo ogni giorno una pagina al mistero?


Alessandro Cocco, barese, venditore di viaggi porta a porta. Un ragazzo come tanti, che deve destreggiarsi tra un lavoro precario e una fidanzata scontenta. Come se non bastasse, arriva la morte della sua amica Halina a scombussolare e a dare uno scrollone alla sua vita.

Non mi ero mai chiesto che odore avesse la morte. Ora lo so: profuma di “Green flowers”, la fragranza che avevo regalato ad Halina per il suo ventinovesimo compleanno, meno di due mesi fa

Halina fa la escort ed è venuta in Italia dalla Lituania anni prima per cambiare vita, per sperare in una vita migliore. I due ragazzi, seppur così diversi, diventano amici, amici veri. Si conoscono bene e per questo lui non crede alla teoria secondo la quale Halina si sarebbe uccisa.

Se frequenti una escort non te ne innamori. E se la loro relazione si fosse spinta troppo oltre, al punto che Halina voleva uscire allo scoperto?

Alessandro inizia ad indagare per conto proprio sulla morte dell’amica. Con abilità e destrezza riesce a scoprire i nomi dei suoi clienti “più importanti” e questo lo porterà a rischiare la vita in prima persona.

Sento lo sfregare della rotellina dell’accendino e subito dopo uno sbuffo d’aria si amplifica nella cornetta. La immagino seduta sul davanzale della finestra, la schiena poggiata allo stipite laterale e la gamba destra sollevata […]. La mia immaginazione viene bruscamente interrotta da una voce che chiama il mio nome. Ah, sì: Suela.

Suela, amica/collega di Halina, inizia ad aiutare Alessandro nelle ricerche sulla morte della ragazza. Nemmeno lei crede si sia trattato di un suicidio. Ma chi è Suela? Perché Halina non gli ha mai parlato di questa sua “amica”?

Istintivamente allontana il viso, gli occhi spalancati nel contorno arrotondato dalle ciglia aggrottate, poi si ferma e mi fissa, immobile, senza parlare. Sembra un felino sul punto di azzannare la preda.


Il libro di Pistilli affronta temi importanti e attualissimi: il calcioscommesse, la criminalità che ruota intorno al mondo delle escort, la difficoltà che si incontra sempre più nei rapporti umani. Grazie al suo protagonista, Alessandro, conosciamo le vie della città di Bari, i suoi angoli, le sue abitudini, ma soprattutto quella “città nella città” fatta di tifosi, di giocatori, del buono e del brutto dello sport, che crea una squadra di calcio che ne porta il nome. Attorno ad essa e alle sue dinamiche, si dipana una storia che è un giallo, perché si indaga su una morte sospetta, ma è anche un romanzo di formazione, perché in tutto il suo evolversi Alessandro cresce, matura, inizia a mettere insieme il puzzle della sua vita. 

La scrittura di Pistilli è scorrevole, a volte forse un po’ ingenua in alcuni scambi tra i personaggi o in periodi troppo didascalici. I personaggi sono ben delineati, cosa non facile per uno scrittore alla sua prima opera. Non ho apprezzato troppo il personaggio di Anna Latorre (scoprirete voi di chi si tratta…), perché, per il ruolo che ricopre, mi risulta strano che possa far così affidamento su Alessandro, delegandogli anche interventi importanti.

Perché leggerlo → Perché è un romanzo che parla della nostra Italia, anche se non delle sue qualità migliori; perché è l’opera prima di uno scrittore da seguire, con buoni margini di miglioramento; perché, dopotutto, Alessandro è un tipo tosto!

Sto per sentire dolore, sono inerme contro i suoi muscoli, ma non è di quello che ho paura. Ho solo paura che il mio gesto abbia compromesso il vero motivo per cui sono qui.

- Annalisa - 

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