giovedì 2 novembre 2017

Recensione: Istruzioni di fuga per principianti

Un giorno, quando leggerete questa storia […] e sarete arrivati alle ultime righe, con ancora la musica che vi balla in testa, anche voi sarete pieni di domande e vi chiederete, con molta probabilità, perché siete ancora lì a pensarci, perché state ancora aspettando.

Istruzioni di fuga per principianti
di Mirko Tondi
Caffèorchidea
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Trama
Piccolo romanzo on the road, manuale sentimentale di classici rock, retrospettiva appassionata di cinematografia. Nella breve fuga improvvisata di un giovane impiegato di un mobilificio, si compongono i tasselli di una società schizofrenica, governata dalla iper-razionalità dei numeri e da un utilitarismo sfrenato. Partendo da un pretesto prettamente cinematografico - il furto di una valigetta presumibilmente piena di soldi - si dipanano disavventure e inseguimenti rocamboleschi. Sullo sfondo, lungi dai grandi spazi western, le strade e i dirupi della maremma toscana si prestano a un'odissea minimal, mentre Radio Maremma Rock passa i pezzi che hanno fatto la storia della musica internazionale. Con la sua fuga poco convenzionale, Giacomo, donchisciotte moderno, si fa beffe delle regole di tutti i giorni per concedersi al sogno più coraggioso: quello di rendere felici chi ci è accanto.


Istruzioni di fuga per principianti di Mirko Tondi edito da Caffèorchidea è un romanzo molto piacevole che sa tenere incollato alle pagine il lettore.

Quindi ripenso per forza ai numeri e dico che mia nonna ha novant’anni, mio padre sessanta e io trenta e mi dico anche che nei numeri dev’esserci qualcosa di strano o di magico o semplicemente saggio.

In questa frase troviamo tutto: i protagonisti della storia, i numeri e il pazzo ragionar di Giacomo, il rapitore di nonne!




«L’unica cosa bella del nome Giacomo è che è composto da sette lettere, e la G è la settima lettera dell’alfabeto… e il sette, lo sai, è il mio numero preferito.»

Giacomo, oltre ad essere ossessionato dai numeri, dal 7 in particolare, è un montatore di mobili con una vita abbastanza normale, se non monotona, un padre, due nonni e un’amica, Mavi, con la quale è talmente in disaccordo che di lei non potrebbe mai fare a meno.

Io invece ho rubato una valigetta, e in più ho rapito mia nonna: non è proprio la stessa cosa ma dovete ammettere che sono due scelte molto cinematografiche.

È proprio questo che smuove la sua vita: senza pensarci troppo, ruba una valigetta e rapisce la nonna! Che poi, “rapisce” è una parola grossa. Semplicemente la “preleva” da una panchina nella piazza del paese e la porta a scoprire il mare e i monti, che lei, nei suoi novant’anni di vita, mai ha visto, nemmeno una volta, perché mai si è allontanata da Pari, il paesino della maremma in cui è nata, cresciuta e vissuta.

Il fatto che non fossi una vera mente criminale fu chiaro fin dall’inizio, quando, per un eccesso di zelo, andai a riconsegnare il furgone della ditta.

Ed inizia la loro fuga: fuga da chi?, da che cosa? Sicuramente dai due proprietari della valigetta, non proprio simpaticoni con il senso dell’umorismo, da una vita monotona, da una sentenza inappellabile, da quel sette che non ne vuole sapere di lasciarlo in pace. Verso i monti prima e il mare poi, verso quell’alba che fa nascere lacrime di gioia.

Allora capisco che tutto ha avuto un senso, doveva andare così e basta perché la nonna arrivasse fin qui.

Da lì in poi è tutta una bobina che gira e gira, tra le sgommate alla Steve McQueen di Giacomo, i silenzi tombali della nonna – che ha sì novant’anni, ma è più sveglia di quanto la famiglia creda –, con Radio Maremma Rock che passa brani che sembrano incitare il protagonista a continuare il suo viaggio, in un sottofondo che, incessantemente, accompagna la lettura, e i film visti e rivisti che gli tornano alla memoria.

Lei si gira verso di me e mi guarda con un volto disteso […] non dice più che sono un perfetto imbecille, e poi c’è questo sorriso solare che non può essere più trattenuto. «Il mare è bellissimo», mi dice.

Era da un po’ di tempo che desideravo leggere questo libro, incuriosita dal titolo e dalla copertina, e anche dalla fama all’interno del mio gruppo di amici e colleghi, dell’autore. Non mi ha delusa. Un racconto che ti avvince, non solo per i continui sproloqui mentali del protagonista (che poi, chi di noi non se li fa?), ma anche per l’immagine di questa nonnina che a novant’anni sale sul Monte Amiata e va a vedere il mare per la prima volta, per il rapporto che si intuisce esserci con Mavi, per le risate che nascono leggendo dell’inseguimento.
Mirko è insegnante di scrittura creativa, per cui sapevo già di potermi fidare: sa come tener stretto il lettore alle sue pagine, sa come rendere la scrittura scorrevole e piacevole.

Leggetelo!

-  Annalisa - 


2 commenti:

  1. Bel libro, scorrevole e piacevole! :)

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  2. Ha tenuto incollata anche me finchè non l'ho finito. Da tempo non ridevo a voce alta da sola pienamente! Mi ha divertito e commosso, mi ha tenuta rannicchiata sotto coperta con la Lucina accesa del cellulare a notte fonda, essendo in quei giorni ospite è condividendo la camera. Sono orgogliosa di aver avuto Mirko come insegnante, è davvero speciale!

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