venerdì 4 novembre 2016

Ninni, mio padre

«Queste scelte sono le immagini simboliche della tua vita, papà. Da una parte c'è il destino, che ti presenta puntualmente un conto salatissimo, e dall'altra la tua capacità di reagire alle avversità secondo i tuoi desideri e il tuo modo di vivere»

Ninni, mio padre
Roberto Sapienza con Vittorio De Argò

Trama
In una serata di novembre, Roberto è davanti al computer, cercando di iniziare a scrivere un libro su suo padre Carmelo, deceduto vent'anni prima. Improvvisamente, sotto forma di un' entità incorporea, il padre gli si palesa con l'intento di mostrargli il proprio passato nei minimi dettagli: dall'infanzia, segnata da una tragedia familiare, dai successi e delusioni nello studio, in politica e in famiglia, fino al termine della sua vita, a causa di un male incurabile. Da quelle immagini, tra Roberto e suo padre, nasce un confronto dialettico segnato da forti emozioni e da animati contrasti che rivelano visioni discordi e sedimentate incomprensioni. Dopo il serrato dialogo che li coinvolge fino all'alba, Carmelo tornerà nella sua dimensione con una maggior consapevolezza riguardo alle conseguenze dei suoi atteggiamenti nella vita terrena? E Roberto, dopo quell'intensa e straordinaria chiacchierata notturna, riuscirà a scrivere quel libro su suo padre?

Un sistema narrativo molto interessante, una storia narrata grazie a un dialogo fra padre e figlio che - in una notte - ripercorrono le tappe salienti della vita del genitore.
"Ninni, mio padre" di Roberto Sapienza è una storia vera, che scorre veloce pagina dopo pagina, ricostruendo, non solo la storia della sua famiglia attraverso le parole del padre e le incursioni nel suo passato, ma mostrandoci anche con chiarezza uno spaccato dell'Italia, da prima della Seconda Guerra Mondiale a oggi. 

Quello che emerge è un libro piacevole, un tributo a un padre, ma anche una storia che coinvolge il lettore che si trova ad affrontare insieme a Carmelo Sapienza i momenti difficili, le gioie, le tragedie…
E l'autore riesce ad alternare dialoghi che hanno una parvenza reale, in cui non mancano battibecchi che sono il pretesto per andare più a fondo nella storia, a descrizioni di un passato che appare a portata di mano. Tratto distintivo è quello di saper mutare codice linguistico in base alle occasioni e ai momenti storici.

Il senso del romanzo è quello di far pace con la figura paterna, rendere giustizia a un genitore sia sotto il profilo privato che in quello pubblico. Un romanzo che riesce a commuovere perché mette nero su bianco quello che molti di noi vorrebbero avere la possibilità di fare con le persone importanti della nostra vita che non ci sono più.

La scrittura dell'autore è maturata e più fluida rispetto ai lavori precedenti

Buona lettura






2 commenti:

  1. Eccomi sono passata a leggere il tuo pensiero, mi fa piacere ti sia piaciuto il libro come a me. <3

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