mercoledì 20 giugno 2018

Recensione: Follia

«La vita era uno squallido baratto, soldi contro tempo. Coi soldi potevano comprarsi un po' di tempo, va bene, ma col tempo che cosa si sarebbero comprati? La possibilità di vedere il loro amore trasformarsi in cenere? Sentire che tutto si svuotava di significato era spaventoso».

Follia
Patrick McGrath
Adelphi

Trama
Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.

Fin dove si può spingere la mente umana ossessionata da ciò che crede di amare? 
"Follia" di Patrick McGrath racconta la storia di Stella, la moglie di un importante direttore di un manicomio criminale nell'Inghilterra del 1959. 
Premettendo che McGrath è figlio di uno psichiatra ed è cresciuto a stretto contatto con gli ambienti che racconta, ha uno stile di scrittura davvero notevole
Curioso il suo modo di narrare le sue storie, solitamente tramite diari, o amici e colleghi dei protagonisti che narrano in terza persona una vicenda vissuta in prima persona. L'autore riesce a trasporre su carta certe ossessioni morbose che solo un serio disturbo mentale può far concepire ad un essere umano. 

Stella, la protagonista, è una donna che ha tutto. Suo marito è un esimio professore e gestisce il manicomio con grande cura dei pazienti, persino quelli più pericolosi. Ed è di uno di loro che, improvvisamente, Stella si innamora, trascurando e condannando il figlio con una semplicità disarmante e fuggendo dal marito che più volte tenterà di riportarla a casa, perdonandola ed aiutandola a guarire. 
Ma il passato truce ed abominevole e il lato selvatico di Edgar sono un'attrattiva inarrestabile per la donna, la quale decide di raggiungere il suo amante che, precedentemente, riuscendo a rubare i vestiti di Max (il marito di Stella), era riuscito a fuggire dalla clinica. 
Stella non si rende conto del pericolo che corre, ma sopratutto non si rende conto delle sue gesta, spinte fino allo stremo dalla follia che l'ha rapita. Accetta qualsiasi trattamento dal suo amante, percosse, abusi e persino di dormire al freddo in una fabbrica dismessa, in compagnia di altri rifiuti della società, rinunciando così ad ogni sorta di comodità nella quale si era sempre crogiolata. Forse era proprio quella vita di agi e di noia ad avergli fatto scattare la molla della follia?
Buona lettura!

- Emanuele - 

1 commento:

  1. Ormai tutti stanno leggendo questo libro e, fino a questo momento, non avevo letto la trama. Adesso posso onestamente dire che capisco perchè è così popolare: la trama mi ispira tantissimo e l'adelphi è nota per l'alta qualità delle sue letture! Bellissima recensione, ma anche bellissimo blog! Ti seguo subito **
    Se ti va di passare anche nel mio, sei ben accetta <3
    A presto!
    https://bookishbrains.wordpress.com/

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