giovedì 3 maggio 2018

Recensione: Volevamo andare lontano

«Non esiste una verità oggettiva: ognuno è prigioniero della sua storia»

Volevamo andare lontano
di Daniel Speck
Sperling & Kupfer

Trama
Milano, 2014. Julia, giovane e brillante stilista tedesca, sta per affrontare la sfilata che potrebbe finalmente coronare i suoi sogni. Ma, proprio mentre guarda al futuro, il passato torna a cercarla nei panni di uno sconosciuto che sostiene di essere suo nonno. Dice di essere il padre di quel padre che lei ha sempre creduto morto, e le mostra la foto di una ragazza che potrebbe essere Julia stessa, tanto le somiglia, se solo quel ritratto non fosse stato scattato sessant'anni prima. Milano, 1954. Vincent, promettente ingegnere tedesco, arriva da Monaco con il compito di testare una piccola automobile italiana che potrebbe risollevare le sorti della BMW. È così che conosce Giulietta, incaricata di fargli da interprete, e se ne innamora. Lei è una ragazza piena di vita e di sogni - ama disegnare e cucire vestiti - ma è frenata dalla sua famiglia, emigrata dalla Sicilia, e da una promessa che già la lega a un altro uomo. Si ritroverà a scegliere tra amore e dovere, libertà e tradizione, e quella scelta segnerà il destino di tutte le generazioni a venire. Fino a Julia. Proprio a lei, oggi, viene chiesto da quel perfetto estraneo di ricucire uno strappo doloroso, di ricomporre una famiglia che non ha mai conosciuto. Ma che ha sempre desiderato avere. Se accetta, l'attende un viaggio alla ricerca della verità, un tuffo nel passato alla scoperta delle sue radici. L'attendono bugie e segreti che potrebbero ferirla: il prezzo da pagare per riavere un mondo di affetti che le è sempre mancato. L'attende la scoperta emozionante di un amore incancellabile a cui va resa giustizia e di una donna luminosa che, all'insaputa di Julia, vive da sempre dentro di lei e dentro i suoi sogni.

Volevamo andare lontano di Daniel Speck è un romanzo straordinario: 540 pagine che scorrono veloci tra passato e presente, tra Italia e Germania, tra grandi amori e questioni di famiglia.
Volevamo andare lontano è un romanzo ricco, che contiene tante cose.
C'è la storia di una famiglia, che si dipana sotto gli occhi dei lettori. Lentamente riusciamo a costruire quello che è stato e quello che è. 
È una storia di progresso, di immigrazione, di battaglie interiori tra quello che desideriamo e quello che - invece - deve essere
È una storia che scava nei segreti di una famiglia, nei suoi dolori, nelle opportunità mancate e nelle regole di un passato molto vicino a noi.

«Ci sono solo pochi momenti nella vita  in cui ci si sente al tempo stesso liberi e al sicuro, e di solito una cosa esclude l'altra. Ma per Giulietta, quello, fu uno dei momenti che si vorrebbe non finissero mai»

Daniel Speck ci fa conoscere tantissimi personaggi, ma tutto parte da Julia da questa donna  che improvvisamente si trova a dover fare i conti con una vita che non si aspettava, col passato di nonni perduti e ritrovati. Julia scopre così le sue origini e le ragioni di segreti e  bugie disseminati anche nella sua esistenza. A partire dalla nonna Giulietta una ragazza che ha avuto sogni immensi e un amore speciale, che si sono entrambi infranti contro i limiti di un'epoca. Giulietta che ha cercato la felicità, ha cercato di dar voce al suo talento, ma forse le è mancato il coraggio. E quando è arrivato...
Vincent che si lascia ingarbugliare in una storia di famiglia che non è la sua, ma che lo obbliga a farsi da parte nel momento più sbagliato. Vincent che vuole essere un padre, ma è costretto a rimanere nell'ombra. Enzo uomo coriaceo e tutto d'un pezzo. Giovanni in bilico fra le radici e la voglia di riscatto in Germania. E Vincenzo, che è la grande incognita e al tempo stesso immensa scoperta del romanzo, che ha il talento per diventare ciò che sogna, ma che la vita colpisce più volte nelle sue debolezze.

«La storia di mio padre era la mia storia. Su un palcoscenico diverso, aveva interpretato la mia stessa parte»

Volevamo andare lontano è un libro sulle bugie e sulle seconde opportunità. È un libro sull'amore e sugli errori. È un libro che parla della famiglia che hai e di quella che ti costruisci. È un romanzo che parla di radici e di come spiccare il volo.
Daniel Speck firma un'epopea familiare che porta il lettore a muoversi nello spazio e nel tempo: dal boom economico, alla crisi. Dalle manifestazioni studentesche al terrorismo. Dall'Italia alla Germania andata e ritorno più e più volte. Se volete scoprire di più sui luoghi del romanzo trovate QUI un mio post. 
Volevamo andare lontano è un libro raro, di quelli che consigli con entusiasmo agli amici, di quelli che permettono di perdersi nelle pagine, di quelli che ti fanno amare i personaggi in maniera viscerale e totale. Volevamo andare lontano è una ricostruzione fedele della vita.
Buona lettura!

2 commenti:

  1. UNA STORIA DI SENTIMENTI, VERI PROFONDI, CHE VANNO DALL'AMORE TRA UOMO E DONNA FORTE DURATURO NEL TEMPO E CHE TUTTI NOI IN QUALCHE MODO ABBIAMO SEMPRE SOGNATO GIOVANI E MENO GIOVANI, AI RAPPORTI DI UN AMORE FILIALE MATERNO E PATERNO ANCHE QUESTO CHE ATTRAVERSO IL RACCONTO L'AUTORE MAGISTRALMENTE COINVOLGE IL LETTORE LASCIANDO IL PROPRIO SEGNO, LA STORIA DI UN ITALIA CHE DOPO LA GUERRA RISORGE PRESTANDO I PROPRI FIGLI AD UNA GERMANIA CHE UN TEMPO FU ANCHE CARNEFICE NON SOLO DELLA STESSA ITALIA MA DEL MONDO INTERO, MARCHI ITALIANI PRESTIGIOSI , ARTIGIANALITA' ITALIANA E STILE DI VITA SANO COSTRUTTIVO NEI RAPPORTI FAMILIARI E NON DI UN ITALIA CHE A STENTO RIESCO A RICONOSCERE OGGI, IL TUTTO FARCITO DA UNA STORIA D'AMORE CLASSICA MA FORTE E ATRUGGENYO ALLO STESSO TEMPO

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  2. È stato avvincente e col finale a sorpresa.
    Sarebbe interessante farne un film con un cast italiano :-)

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