mercoledì 4 aprile 2018

Recensione: Uomini che restano

«Quando temiamo di scoprire qualcosa che potrebbe infastidirci, dovremmo chiederci cosa accadrebbe se ci cambiasse la vita»

Uomini che restano
Sara Rattaro
Sperling & Kupfer

Trama
All'inizio non si accorgono nemmeno l'una dell'altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell'uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un'amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà.

"Uomini che restano" è un libro che mi ha catturata e riempito il cuore. Il nuovo romanzo di Sara Rattaro parla di emozioni e sentimenti, racconta i rapporti, le delusioni, i segreti. Mostra gli sgambetti e i regali della vita. Ci fa assaporare il senso di amicizia, perdono e amore. Ci mostra che possiamo scegliere di percorrere tante strade diverse, che possiamo avere paura o gettarci a capofitto nelle cose.



Sara ci fa conoscere due donne in un momento difficile della loro vita. A partire dall'amore, che ha teso a entrambe un tranello talmente doloroso da lasciarle basite. Le unisce il fatto di aver perso tanto, ma nella reazione a tutto questo si mostrano al lettore molto diverse.
L'empatia è scattata subito con Valeria. Coraggiosa oltre ogni misura. Non ha paura di affrontare la malattia, non ha paura di chiudere una relazione, non ha paura di continuare a tenere viva la fiamma della speranza.
Fosca quella paura non la sa gestire, prova a trovare delle risposte, prova a raccontarsi delle storie pur di non ammettere la verità. Con Fosca l'empatia non è scattata. Siamo troppo diverse lei ed io.
Ma fra le due protagoniste di Uomini che restano la scintilla dell'amicizia si accende e diventa vivida e reale. Troveranno un po' di conforto una nell'altra, ma soprattutto Fosca avrà modi di imparare da Valeria. 

«La vita, quando arriva, crea un frastuono incredibile»

Uomini che restano è soprattutto un libro sul coraggio. Sul coraggio di rimanere accanto a chi ha il cuore spezzato, di rimanere vicini a una persona con la quale ormai resta poco da spartire, sul coraggio delle responsabilità. Se le donne di questa storia ci raccontano come si rinasce da un dolore accecante, gli uomini (alcuni almeno) splendono.
Uomini che restano, appunto, uomini che in tante forme diverse diverse sono capaci di rimanere accanto. 
Ale, l'amico e il medico, è la persona che tutti noi vorremmo avere vicini quando tutto è precipitato. Lorenzo che sfida una vita basata sulla menzogna e una famiglia rigida e chiusa per essere se stesso. Fabrizio che c'è e c'è inaspettatamente, nel momento più difficile che possa vivere una persona. 

«Ero ammirata. Ho dovuto abbassare la testa perché non vedesse la mia espressione.
"Cosa succede? Non stai bene?"
"No, no... è solo che non ci sono abituata"
"A cosa?"
"Agli uomini che restano. Sei così luminoso che faccio fatica a guardarti"»


Sara in Uomini che restano ci mostra il valore dell'amicizia, l'importanza di avere vicino persone che ti abbracciano e ti sostengono nei momenti più difficili, ma anche che la nostra forza è una fonte fondamentale dalla quale attingere.
Il tutto lo fa presentandoci anche una terza protagonista: Genova, una città affascinante che potrebbe essere abbastanza piccola da farti sentire tutti vicini, ma non abbastanza aperta per lasciare che i quartieri si mescolino. Una città che ti fa venir voglia di rimanere, con quel mare che è irrinunciabile per chi lo sente scorrere sotto la pelle. 
Uno stile narrativo privo di esitazioni, incalzante, capace di calamitare il lettore. La penna di Sara è speciale: racconta, svela a poco a poco, fa infatuare della storia. Non c'è nulla di troppo e non manca niente. 
Buona lettura!

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