venerdì 16 marzo 2018

Parola all'editore #22 Il self-editing

Il self - editing è una buona pratica? Oppure vanifica il lavoro di uno scrittore? 
Ne parliamo nel appuntamento con Parola all'Editore #22. 


Parola all'editore #22 Il self-editing 

Ultimamente ho letto diversi libri sia di autori self che di autori editi (ma non editati). 
La domanda che mi porto dietro da un po’, ma a cui nessuno dà una risposta è “Perché avete così paura degli editor?”, seguita da “Perché avete così fretta di pubblicare?”. 

Devo ammettere che nella maggior parte dei casi, e soprattutto negli ultimi mesi, gli autori self stanno sviluppando una sorta di “coscienza del testo”, per cui, vista la possibilità di essere notati dalle big, si prendono la briga di affidarsi a un editor o a un correttore di bozze. 

Quello di cui proprio non mi capacito, invece, è di come gli autori editi accettino di veder pubblicata la loro opera senza alcun controllo (ortografico, sintattico, linguisti, logico, ecc.). 

Se proprio non volete spendere soldi in maniera lungimirante per far controllare il vostro libro da un editor (pensate ai soldi che invece spendete per delle sciocchezze…), almeno cercate di rileggere il vostro libro con occhio critico o di farlo leggere a qualcuno che possa davvero darvi consigli utili (no mamma, papà, fratelli, amici del cuore). 

Ne va del successo del libro e della vostra reputazione! 

Citandovi alcuni passaggi degli articoli precedenti: 
“Non siate rigidi e gelosi delle vostre pagine, perché ciò che per voi è un capolavoro, per il resto del mondo potrebbe non esserlo” (#11-L’editing); 

“La scrittura è fatta sì di grande ispirazione, ma soprattutto di buona scrittura” (#15-Leggere per scrivere). 

Editatevi, ragazzi, editatevi!

- Annalisa - 

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