mercoledì 31 gennaio 2018

Recensione: Il vero gentiluomo

«Anche Nita è ostinata. Mi piace questo di lei. Giunge alle sue conclusioni e non permette a cose insignificanti  come le convenzioni, le opinioni altrui o le strane idee del conte di influenzarla»
Il vero gentiluomo
di Grace Burrowes
Leggereditore


Trama
Tremaine St Michael è un facoltoso commerciante di lana, completamente dedito al lavoro. Sempre in giro per il mondo alla ricerca dei migliori affari, raramente soggiorna a lungo nello stesso posto, finché nel Kent, ospite nella tenuta di un caro amico, il conte di Bellefonte, le cose sembrano prendere una piega inaspettata... L'incontro con l'affascinante e riservata lady Nita Haddonfield non lo lascia indifferente, e per una volta Tremaine spera di poter finalmente conciliare gli affari con il piacere. Le cose, tuttavia, non vanno secondo i suoi piani: anche se in età da marito, infatti, la giovane donna non vuole sentir parlare di matrimonio, preferendo di gran lunga dedicare le proprie energie ad aiutare le persone bisognose della contea. Ma, si sa, al cuore non si comanda, e suo malgrado Nita inizia a provare interesse nei confronti del sensuale commerciante, un sentimento destinato a crescere e che, a lungo andare, le sarà impossibile nascondere. Anche perché Tremaine non è certo un uomo che si arrenda facilmente, e farà di tutto pur di scalfire le ritrosie della dolce Nita...


Il vero gentiluomo è il primo volume della True Gentlemen series ed è un romanzo storico molto particolare, perché l'autrice Grace Burrowes ha voluto presentarci due personaggi che potrebbero benissimo vivere nell'epoca attuale. Ma non solo. Anche le tematiche affrontate sono prese dalla modernità: emancipazione, medicina, sostegno di chi è in difficoltà. Anzi, a volerla dire bene, è un romanzo che potrebbe benissimo essere ambientato nel passato come oggi, perché affronta temi senza tempo e trasversali.
Siamo in Inghilterra, nel Kent, lì arriva per fare affari il commerciante di lana Tremaine St Micheal: un uomo affascinante, ma molto diverso dal classico belloccio inglese. È ricco, non ha paura di "sporcarsi le mani" e ha una mentalità moderna. Si ritrova nella tenuta del conte di Bellefonte in mezzo a una famiglia numerosa e molto variegata: due fratelli (uno sposato), quattro sorelle e il chiodo fisso di vederle tutte sistemate.
A colpirlo, fra tutti, sarà Nita indipendente, moderna, donna d'azione. Se ci sono dei problemi di salute da qualche parte lei non si tira indietro, anche se i suoi familiari si preoccupano per lei e per la sua salute.



I due formano una coppia passionale e perfetta: due individui diversi dal comune, spinti dalla passione per ciò che fanno, poco inclini alle relazioni. Eppure...
Ho trovato Nita di una modernità disarmante. Il suo altruismo, la sua passione per la medicina e anche i suoi dubbi fanno di lei una donna dei giorni nostri che per sbaglio si è trovata in un'epoca sbagliata. Una donna pratica e anche un po' spaventata da quella passione che la infiamma da quando ha conosciuto Tremaine. Dal canto suo il commerciante ha tanti pregi e il difetto di pensare di poter cambiare l'indole di una persona.
A fare da sfondo una famiglia decisamente chiassosa e ficcanaso, qualche segreto, alcune situazioni da sistemare.
Lo stile linguistico usato dall'autrice si adatta alla perfezione all'epoca in cui è ambientato il romanzo e al tempo stesso è capace di tenere il lettore incollato alla storia.
Il vero gentiluomo è un libro che ci induce a seguire la nostra indole e a non avere paura dei sentimenti il tutto in un'epoca passata capace di farci sognare. E con un pizzico di passione che non guasta!
Il romanzo di Grace Burrowes fa parte di una serie, ma può essere letto come uno stand alone!
Buona lettura!

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