giovedì 16 novembre 2017

Review party: La corte dei leoni

Oggi facciamo le valige e andiamo in una città che su di me ha un fascino incredibile: Granada, grazie al review party dedicato a La corte dei leoni di Jane Johnson edito da Newton Compton.
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La vita è fatta di questo, di complicazioni. Senza non ci sono gli arabeschi, solo linee rette e colori neutri

La corte dei leoni
di Jane Johnson
Newton Compton


Trama
Kate Fordham, in fuga dal suo passato, ha trovato riparo sotto falso nome nella bellissima città di Granada, l'antica e soleggiata città spagnola nella quale la dominazione araba ha lasciato evidenti tracce. Nel tentativo di ricostruire la sua vita, Kate lavora come cameriera in un bar all'interno dell'Alhambra, l'antica reggia del sultano. Un giorno, passeggiando in quei giardini meravigliosi, fa una scoperta insolita: nascosto in una crepa del muro di cinta c'è un rotolo di pergamena. È un manoscritto risalente a prima del 1492, l'anno della caduta di Granada, quando la città araba si arrese alla regina Isabella e al re Ferdinando d'Aragona. Sul rotolo compaiono strani simboli che riportano un messaggio proveniente da quell'epoca lontana di pericolo e disperazione. Ma è dall'amore che nasce il misterioso frammento, e la potenza di quel sentimento finirà per cambiare per sempre la vita di Kate.
La corte dei leoni di Jane Johnson in uscita con Newton Compton è un libro articolato in cui l’autrice mette in gioco tantissimi elementi: la storia della caduta di Granada, la storia del sultano e del suo amico più intimo, la storia di Kate fuggita da un uomo violento.

Una scelta difficile, quella di mettere insieme storie così diverse, ma che io definirei azzeccata perché il risultato finale è un romanzo ricco, impossibile da posare, che ci lascia senza fiato.




Jane Johnson affronta anche tante questioni di grande attualità e lo fa con grande attenzione. Prima fra tutte la violenza sulle donne, il lento e inesorabile trascinarsi di un rapporto pericoloso, la necessità di fuggire se si vuole sopravvivere. Poi parla di religione, cristiani, musulmani, sottolineando come generalizzare sia sbagliato in entrambi i sensi. Gli errori si commettono da entrambe le parti, sbagliato è giudicare tutti colpevoli. Questo è un grande messaggio di uguaglianza e tolleranza, e credo che ce ne sia profondo bisogno.
Parla anche d’amore, che però è solo una sfumatura all’interno della storia: a volte crea dolore, altre volte è l’appoggio a cui fare riferimento, altre è un barlume di speranza.
Quando sei innamorato il tempo è fatto da un susseguirsi di momenti: momenti di impazienza, momenti di speranza, momenti di dolcezza... e di dolore.

I piani temporali sono tre: la caduta di Granada alla fine del XV secolo, il passato della protagonista è il suo presente. A fare da sfondo una città magica, Granada, una città che quando l'ho visitata mi ha lasciato addosso un profondo senso di maestosità e bellezza. Un passaggio lo voglio dedicare anche al cibo: profumato e speziato, momento di grande condivisione e unione, conforto.

Il cibo è un abbraccio... 
è un modo per esprimere amore 

Lo stile dell’autrice è ricco: un tripudio di colori, odori, suoni, aggettivi. Il risultato è perfetto.
Buona lettura!

2 commenti:

  1. Granada è piaciuta tanto anche a me, sembrava davvero di esser lì!

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  2. L'ambientazione è una parte importante e l'autrice è riuscita a trasmettere tutta la bellezza dei luoghi.

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