martedì 17 ottobre 2017

Recensione: L'anno che è passato

«Immagino che molte tragedie della vita abbiano luogo alle tre di  un pomeriggio infrasettimanale, quando nessuno se lo aspetta. Passi l'intera esistenza ad attenderti il peggio... E proprio allora, in una giornata apparentemente innocua come tante altre, quando tutto ciò che pensavi di conoscere e di cui credevi di poterti fidare ti viene strappato via senza preavviso»

L'anno che è passato
Amanda Reynolds
Corbaccio


Trama
Quando Jo si risveglia in fondo alle scale di casa e vede suo marito chino su di lei, non ha memoria di quel che è successo. Per fortuna non si è fatta nulla di grave, ma la caduta le ha provocato un'amnesia che copre gli ultimi dodici mesi. Jo comincia con fatica a mettere insieme i tasselli della propria vita, ma i ricordi sono confusi e il marito e i figli non sono di aiuto. Tutti sembrano volerle nascondere qualcosa. E in effetti, a mano a mano che Jo si riappropria di brandelli del suo passato recente, quel che vede la sorprende, la inquieta, la disturba, perché non collima con l'immagine serena di una donna appagata dalla vita famigliare, con un marito affettuoso, due figli ormai grandi e responsabili, una bella villa in campagna. Cosa è successo durante l'ultimo anno? Perché dai recessi della sua memoria emergono volti sconosciuti, situazioni inconsuete, sensazioni di pericolo incombente? Perché si sente così sospettosa di tutti, degli amici, dei figli, del marito... persino di se stessa?


Immaginatevi di soffrire di amnesia, di aver completamente dimenticato l'ultimo anno di vita a causa di una caduta dalle scale. Quello che vi resta sono sensazioni.
Ad esempio come mai provate un profondo fastidio nei confronti di vostro marito dopo che state insieme da 24 anni? 
Oppure perché avete la netta sensazione che i vostri figli vi stiano nascondendo qualcosa? 
Come mai, poi, non trovate tracce del vostro passato da nessuna parte?



Questo è quello che accade a Jo la protagonista di L'anno che è passato un romanzo scritto da Amanda Reynolds ed edito da Corbaccio, un thriller che aggancia il lettore e lo porta piano piano a scoprire cosa è accaduto nell'anno dimenticato.
Un romanzo congegnato molto bene, perché svela a poco a poco senza alcuna fretta e ci tiene incollati fino all'ultima pagina, gettando non poco fumo negli occhi di noi lettori.
«È proprio questo il punto Jo. Le ferite sbiadiscono sino a diventare invisibili agli occhi di tutti tranne i nostri»

L'anno che è passato ci mostra che nulla è come sembra, che è facile sbagliare se non si hanno tutti gli elementi per giudicare. È un romanzo claustrofobico, dove spesso a fare da scenografia agli eventi è anche un rustico freddo e arrampicato sulle colline: la casa della protagonista dove tutto sembra estraneo, dove la solitudine e la noia possono pesare come un macigno.
Tutto questo emerge dalle parole dell'autrice, che riesce ad essere un perfetto regista di eventi e personaggi.
Lo stile della Reynolds aiuta il lettore a immedesimarsi nella protagonista a sentirsi, come lei, persa in frammenti di ricordi che arrivano a disturbarla in sogno che le mostrano cose che non avrebbe pensato di poter fare, che la fanno sentire braccata dai suoi stessi ricordi.
Un libro che non riuscirete a posare fino all'ultima pagina.
Buona lettura!

1 commento:

  1. In effetti a volte mi è capitato di chiedermi come potrebbe essere la mia vita dopo un'amnesia. Che rapporto avrei con le persone che mi sono vicine. Dev'essere una bella lettura (mi spaventa un po' il "claustrofobico" ma sono sicura che sia una lettura avvincente).

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