venerdì 30 giugno 2017

La parola all'editore: #12 Corso di scrittura sì, corso di scrittura no



#12 Corso di scrittura sì, corso di scrittura no


Ogni scrittore almeno una volta nella sua carriera si è posto questa domanda: “Mi serve davvero frequentare un corso di scrittura creativa?”

Probabilmente sì, e vi spiego perché.

Recensione: Caffè senza zucchero

Insomma, sono una freelance. Molto free, direi. Infatti ho un sacco di tempo libero. Ma, come dicevo, ho in mente di cercarmi qualcosa di un po’ più remunerativo, ecco. Prima però vorrei finire di ingranare con la mia nuova casa e le mie nuove mansioni (proprio nuove di pacca, direi, tipo mettere qualcosa sui fornelli, fare la lavatrice, stendere i panni, togliere la polvere, riempire il frigorifero). Dopotutto, mica mi corre dietro nessuno, no? Posso anche prendermela comoda.

Caffè senza zucchero
di Chiara Rolandelli
goWare

Trama
Violante è felice: ha sposato l’uomo dei sogni, dolce, affidabile e ottimo cuoco. Tutto sembra andare a gonfie vele tra tè con le amiche e un po’ di sano shopping, ma le brutte sorprese sono sempre lì pronte. La mancanza di lavoro e qualche delusione personale danno il via a una serie di eventi che stravolgono l’equilibrio, anche quello del suo matrimonio perfetto. L’importante è affrontare gli imprevisti nel migliore dei modi, si dice Violante. Certo, ma come?

Blogtour: Il regno della terra - Intervista all'autrice


Oggi ci addentriamo di più alla scoperta della saga Le Cronistorie degli Elementi, grazie al blogtour dedicato al quarto libro: Il regno della terra. Ci facciamo quattro chiacchiere con Laura Rocca?


«Azione e volontà sono strettamente collegate: discerni sempre ciò che vuoi, la via per la meta troverà te.»


Le cronistorie degli elementi - Il Regno della Terra
di Laura Rocca
Selfpublishing

Trama
È difficile fingere di non provare niente per qualcuno che ami disperatamente, ma è ancora più complesso manifestare un amore che non esiste. Celine sarà costretta a fare entrambe le cose. Il Prescelto si è risvegliato e la Regina è attraversata da sensazioni contrastanti: vorrebbe stare con Aidan, ma il senso di colpa la divora. Tamnais è buono, gentile e la ama, mentre lei dissimula e cerca un modo per svincolarsi dal loro legame.
La forzata segretezza su ciò che sente davvero la obbliga a mentire a tutti, ammantando ogni suo rapporto di finzione, costringendola ad allontanarsi da tutti gli affetti, lasciandola sola.
La speranza di trovare qualche indizio sul dono che lega lei e Aidan le dà la forza di prepararsi alla spedizione nel Regno della Terra. Nuovi problemi preoccupano Celine. Bethia, la figlia dei Sovrintendenti, afflitta da mesi da una strana malattia che l’ha resa un vegetale, si rianima improvvisamente rivelando qualcosa che sconvolge tutti.
La Regina è costretta a prendere decisioni difficili che minano qualsiasi certezza abbia mai avuto, persino l’unica sulla quale avrebbe scommesso: l’amore che Aidan nutre per lei.
Mentre Aidan è lontano, in giro per le Divisioni del Regno, alla ricerca delle informazioni di cui necessitano, Celine si pone nuove domande e si accorge che i suoi poteri si indeboliscono giorno dopo giorno, lasciandola sfiancata e incapace di avere il minimo contatto con gli Spiriti.
Solo il coraggio di usare la forza interiore che l’ha sempre animata potrà condurla di nuovo alla vittoria. Riuscirà Celine a trovare il coraggio necessario, nonostante creda di aver perso tutto, anche la persona che per lei conta di più al mondo?




Quando è nata (e come) nella tua testa la saga Le Cronistorie degli elementi?
Quando ho pensato “Le Cronistorie degli Elementi” sapevo già che sarebbe stato un viaggio molto lungo.
La creazione di un mondo richiede tempo, fatica e ricerche, ma soprattutto coerenza.
È nato tutto da alcuni personaggi che mi ronzavano in testa, avevano bisogno di una “casa”, soprattutto Aidan. Ho creato una storyline generale, molto in bozza.
Da quella piccola base sono nati tutti i personaggi, i loro caratteri, nomi e aspetto. Poi ho deciso in quanti libri sarebbe stato necessario raccontare le loro vicende e mi è subito stato chiaro che sarebbero stati sei. A quel punto ho scritto i riassunti di tutti i capitoli di ogni volume. Ho voluto essere conscia sin da principio di qualsiasi intreccio.
“Il mondo che non vedi” è uscito nel 2015, quando ho iniziato a scrivere era la fine del 2012. C’è voluto tanto tempo per mettere tutto in piedi e sono felice di averlo fatto, di essere già consapevole che non avrò dubbi sullo scorrere delle vicende. Era per me la cosa più importante e immagino lo sia anche per chi vorrà conoscermi e leggere i miei libri.

Quali sono i tuoi tre personaggi del cuore?

Aidan, (ovviamente), Celine e Buonia. (Al posto di Buonia ne avrei detto un altro, ma potrebbe essere fonte di spoiler per dei fatti che si devono ancora verificare e che vedranno i lettori in dubbio, quindi ho scelto Buonia come personaggio sostitutivo).

Questa volta andremo nel regno della Terra, ci fai un piccolo micro spoiler?
C’è qualcuno che si allontanerà dalle vicende in via definitiva;
C’è qualcuno che rivelerà un lato di sé che nessuno si aspetterebbe;
Ho voluto portare l’accento su un particolare in diverse questioni: niente è come sembra.

Dobbiamo soffrire ancora molto prima di scoprire la verità su Aidan?
Alla fine di questo libro scoprirete molto su Aidan, davvero molto. A questo proposito vi invito nuovamente a leggere i ringraziamenti nei quali ho chiarito il mio amore per il personaggio. (Ovviamente dopo la lettura del libro onde evitare pesanti spoiler).

Quanto hai impiegato a scrivere questo libro?
L’ho scritto tra fine gennaio e aprile, poco meno di tre mesi.

Come strutturi il lavoro di scrittura e come lo concili con il tuo lavoro e la vita privata?
Tutti i libri sono già stesi dal punto di vista della trama, anche quelli ancora a venire. Sono divisi per riassunti di tutti i capitoli. Quando scrivo il libro vado ad ampliare le vicende dandogli corpo. Lavoro in modo molto schematico, scrivo d’impulso senza fermarmi e spesso cambio delle piccole cose o mi vengono delle idee, ma l’idea di fondo è comunque guidata sin da principio.
Scrivo in ogni attimo libero. Ho un portatile che mi porto dietro a lavorare, lo utilizzo durante la pausa pranzo per andare avanti, tra le tante cose.
Ormai al bar sono famosa come “la scrittrice”, a volte i clienti comprano i libri e mi chiedono l’autografo, giuro!
Dicono che quando diverrò famosa si vanteranno che scrivevo lì.
Per il resto scrivo di sera, nei fine settimana e, quando il giorno dopo non devo lavorare, la notte.

La citazione preferita tratta da questo volume?
«Quando i nostri corpi non erano ancora congiunti, quando di me e di te non esisteva niente, io già ti amavo. Non lo sapevo e ti amavo, mi sentivo sola, inaridita, incapace di provare sentimenti, ma era una bugia. Aspettavo te per vivere, per accendermi e brillare. È stato come fare entrare nella vita il sole, senza di te è sempre notte».
Ritieni che l’editing abbia cambiato il tuo modo di approcciarti alla scrittura? In cosa?

Assolutamente sì. Non ha toccato il mio stile, quello penso sia immutato, ma lo ha sicuramente perfezionato. Mi ha aiutato a comprendere quali sono i passaggi inutili, come integrare una spiegazione rendendola interessante e non uno “spiegone”, come arricchire maggiormente le descrizioni alleggerendole al contempo. C’è davvero ancora tanto da imparare e migliorare, come sempre, ma sono molto felice di aver iniziato a farmi affiancare da una persona esperta in questo senso.

Ultima domanda: hai in progetto altre storie?
Quando la stesura delle Cronistorie sarà conclusa darò corpo ad altre storie che ho tenuto nel cassetto e premono per uscire. Non usciranno Spin-off sulla saga nell’immediato, sento il bisogno di dare una voce a quei personaggi da troppo accantonati. Per rispetto nei confronti dei miei lettori e della saga ho atteso. Non me la sono sentita di scrivere due saghe insieme, temevo di non riuscire a tenere il giusto distacco tra l’una e l’altra e di “mischiare” i caratteri dei personaggi che, invece, devono essere ben differenziati.
Ho in programma un’altra saga fantasy, ma stavolta mi sposterò su un terreno intrigante: la protagonista sarà una cattiva. La storia parlerà di Lilin, una demone e il titolo del primo libro è già deciso: “Forte come la morte”. I riassunti di questi libri sono già stati scritti.
Ho inoltre in programma un romanzo rosa ambientato ai giorni nostri, anche di questo è già stato scritto il riassunto, sarà autoconclusivo e il titolo è: “La riscoperta del vero Amore”. Arrivati a fine libro il titolo avrà un grande significato.
Allora, cosa dite? Non sono stata bravissima con tutte queste anticipazioni?

Laura è stata veramente brava a fornirci tutte queste spiegazioni, ma ora fremiamo per leggere il libro!
Vi ricordo il prezzo: E-book 3.99 euro ed è disponibile anche per gli iscritti al programma Kindle Unlimited.
Cartaceo: prossimamente.

E ricordatevi di seguire tutte le tappe per provare a portare a casa un buono amazon del valore di 20 euro.



Se volete scoprire la mia opinione in merito ai libri precedenti, ecco tutte le recensioni (in ogni pagina troverete anche il link diretto ad Amazon): 
2) Aidan





Blogtour La Partita Vincente: presentazione del libro, estratto e givaaway


Buongiorno oggi parliamo del primo libro pubblicato dalla casa editrice Always Publishing che sarà disponibile dal 3 luglio, si tratta de La partita vincente della pluripremiata autrice bestseller NYT e USA Today Kristen Callihan  che debutta in Italia con una storia d’amore fresca e sexy che vi catapulterà nel mondo del football americano. Ora scopriamo il libro.

La partita vincente 
di Kristen Callihan
Always publishing

Trama
Anna Jones è determinata a finire il college per scrollarsi di dosso le insicurezze dell’adolescenza e riuscire, finalmente, a trovare la sua strada nella vita. Nessuna distrazione, tanto impegno e un solo proposito: tenere alla larga il quarterback superstar del college che continua a lanciarle sguardi infuocati a la attrae disperatamente.
Drew Baylor ha un luminoso futuro davanti a sé: quarterback di talento per un college prestigioso, è pronto al grande salto verso l’NFL. La notorietà, dentro e fuori dal campus, è parte di lui, anche se l'affascinante QB non sembra darci troppo peso. Ma non avrebbe mai pensato di incontrare, o peggio, di perdere la testa, per l'unica persona che sembra infastidita e intollerante alla sua fama.
Una stella del football come Drew Baylor certamente sa come vincere una partita, ma riuscirà, a colpi di incontri bollenti, tanta dolcezza e perseveranza, a segnare il punto della vittoria nel cuore della sua irriverente Jones?
PRESENTAZIONE BLOGTOUR

Grazie a questo blogtour che prende il via oggi e ci accompagnerà fino al 14 luglio scopriremo meglio questo libro che fa parte di una serie ed è ambientato nel mondo sportivo. Ma siete curiose di leggere il prologo?


La partita vincente di Kristen Callihan 
PROLOGO 



ANNA

Sono in ritardo ed è il primo giorno di lezione. Mi piacerebbe poter dare la colpa a qualcosa, tipo dei problemi all’auto o che non sono riuscita a trovare la strada per l’aula, oppure che sono stata attaccata da uno sciame di api mentre attraversavo il cortile interno. Qualsiasi cosa. Ma guido uno scooter. Sono all’ultimo anno, quindi so perfettamente dove sto andando. E le api sono rimaste sui fiori.
La verità è che mi sono fermata a trangugiare una Diet Coke e un pacchetto di anacardi prima di andare in classe. Perché ero affamata e certe cose non possono aspettare. In ogni caso, odio essere in ritardo. Stabilisce un cattivo precedente.
Dolorosamente consapevole dello sguardo della mia professoressa, mi rimprovero da sola mentre mi precipito lungo uno dei corridoi tra le file di banchi. Scivolo in un posto in fondo proprio mentre un ragazzo si fionda per il corridoio con la mia stessa andatura frettolosa e si siede nel posto accanto al mio. A testa bassa, tiro fuori il mio bloc-notes e provo a sembrare organizzata e pronta per la lezione. Non credo di imbrogliare la professoressa ma lei non mi dice niente, mentre comincia a fare l’appello introduttivo.
Il mio turno arriva presto. Sto dicendo il mio nome e il mio anno quando, alla mia destra, sento un respiro brusco.
Quel suono sbigottito mi fa voltare.
È allora che lo vedo.
Nell’istante in cui i nostri sguardi si incontrano, un fremito bollente mi attraversa mozzandomi il respiro e indurendomi i capezzoli. La sensazione è così inquietante che posso solo starmene seduta lì, a farmi aria con la mano al petto, da dove il mio cuore sta cercando di fuggire.
Incomprensibilmente, il ragazzo mi restituisce lo sguardo a bocca aperta, come se anche lui sentisse quella strana energia. Devo sbagliarmi, nessun ragazzo mi ha mai fissata a bocca aperta.
Probabilmente sono io che lo sto squadrando.
Solo che anche lui mi fissa e non distoglie lo sguardo.
E cosa ancor più strana, mi sembra di conoscerlo, di conoscerlo da anni. Il che è ridicolo. Anche se ha un aspetto curiosamente familiare, mi ricorderei se l’avessi incontrato in precedenza. È difficile dimenticare un ragazzo così bello.
Non so perché sento questa connessione, ma non mi piace. Né mi piace che una piccola parte dentro di me stia dando un urletto di felicità, come se con la mente me ne fossi andata a fare shopping di uomini e avessi appena trovato quello perfetto.
Con gli occhi ancora fissi su di me, all’improvviso comincia a parlare. Sono davvero frastornata, mi ci vuole un secondo per rendermi conto di cosa sta dicendo alla professoressa Lambert. «Drew Baylor. Senior». La sua voce assomiglia a della cioccolata fondente in una calda notte estiva.
E provoca un trambusto. Tutti si scrollano di dosso il torpore mattutino, si girano, lo fissano e cominciano a bisbigliare tra loro. Lui li ignora, guarda solo me. Questa cosa mi scombussola. Drew Baylor. Il suo nome è un mormorio che attraversa tutta l’aula. E poi lo riconosco. Il quarterback. Non ho mai prestato molta attenzione ai membri della nostra leggendaria squadra di football, per cui lo conosco solamente in maniera vaga, come si sa che esiste lo Studentato o che la biblioteca, la domenica, chiude alle sette di sera.
La delusione arriva rapida e tagliente. Non ho alcun interesse nel conoscere meglio il quarterback superstar. Con una morsa nel petto, mi volto e cerco di ignorarlo. Più facile a dirsi che a farsi.
Non appena la lezione termina, provo a scappar via. E invece quasi vado a sbattere contro un torace muscoloso simile a un solido muro. Non ho bisogno di alzare lo sguardo per sapere di chi si tratta. Restiamo lì, uno di fronte all’altra, in silenzio, io che fisso il suo petto mentre il suo sguardo mi trapana la testa. Infastidita, raddrizzo le spalle e mi costringo ad apparire disinteressata. Merda, come si fa ad apparire “disinteressata”? Non importa, perché i nostri occhi si incontrano di nuovo. Errore.
Credo che le mie ginocchia si siano sciolte. Non ne sono sicura, perché il cervello mi si è bloccato di botto.
Santo cielo, ha un effetto potente. Ondate di calore e vitalità fuoriescono da lui. Penso persino di barcollare un pochino. È abbastanza vicino da poter notare il velo di barba non rasata sul suo mento deciso e le scintille dorate nei suoi capelli castani. Li porta corti, con folte ciocche disordinate e alzate sulla fronte e sulla sommità della testa. Sono leggermente appiattiti su un lato, come se fosse appena rotolato fuori dal letto e si fosse scordato di pettinarli. Ma dubito sia questo il caso, visto che profuma in modo fantastico, qualcosa di simile alle pere cotte e all’aria frizzante. Sto quasi per sporgermi e annusarlo meglio, ma riesco a controllarmi.
Il silenzio tra noi inizia a farsi imbarazzante, finché non riesco più a impedirmi di alzare lo sguardo, appena in tempo per coglierlo mentre arretra, come se anche lui mi avesse annusato in segreto. Improbabile. Sta mettendo le mani nelle tasche dei jeans, con un atteggiamento rilassato e un sorriso disinvolto, che rivela una piccola fossetta nella sua guancia sinistra.
Sto per sorridere e cominciare a ricredermi sulla mia precedente decisione di evitarlo. Poi, lui apre la bocca e rovina tutto.
La calda cadenza della sua voce mi travolge, prima di cogliere con esattezza il senso delle sue parole. «Ciao, Mega Rossa».
Il mio mondo si ferma con una brusca, rumorosa inchiodata. Mega Rossa? Ma che beneamatissimo cazzo?
Lo fisso a bocca spalancata, troppo scioccata persino per fargli un’occhiataccia come si deve. E lui mi guarda di sbieco, con quel sorriso insulso ancora al suo posto, come se si aspettasse una risposta. Ma la mia mente è bloccata su una cosa.
Mi ha chiamata Mega Rossa. Mega Rossa del cazzo.
Il suo commento è un pugno allo stomaco. Anche se non del tutto fuori luogo. Ho i capelli rossi. Essere chiamata “Rossa” è scontato. E non è quella parte che mi dà fastidio. È la parola Mega. Sono ancora sensibile sull’argomento, dopo esser stata cicciottella per la maggior parte della mia adolescenza. Non importa che ora io abbia più curve che grasso, che mi piaccia il mio corpo. Una stupida parola detta da questo ragazzo e provo di nuovo tutto quel dolore, dannazione. In qualche modo, ritrovo la voce.
«Come mi hai appena chiamata?»
Stringe gli occhi in una smorfia che dev’essere di imbarazzo. «Aaah… se dico “in nessun modo”, possiamo passare oltre e fingere che non sia mai successo?»
Mi viene quasi da sorridere, cosa che mi irrita ancora di più. «No».
Lui sposta il peso da un piede all’altro. «Calma, stavo solo cercando…».
Gli punto un dito contro. «Non dirmi di stare calma quando mi hai appena insultata, amico».
«Amico?» Fa una specie di risatina soffocata.
«Io non sono “Mega”» sbotto. Nella mia voce c’è più dolore di quanto vorrei. E odio anche questo.
La sua testa scatta all’indietro come se l’avessi sorpreso. È un movimento lieve, che cerca di nascondere abbassando le mani sui fianchi stretti. «Non stavo cercando di insultarti. Credimi, per me era un complimento». I suoi occhi color caramello scivolano in basso e vagabondano sul mio petto. Subito mi sento il seno esposto, pesante e teso. E, come se volessero umiliarmi ulteriormente, i miei capezzoli si irrigidiscono. Mentre mi fissa, anche lui li nota e inspira seccamente.
Vaffanculo. «Su gli occhi, deficiente».
Sussulta di nuovo e fa scattare gli occhi sul mio viso. «Scusa», dice, senza essere minimamente imbarazzato. «Vorrei dirti che non succederà più, ma in tutta onestà, Rossa, non posso prometterlo».
«Gesù, sei incredibile».
Si gratta dietro il collo, strizzando gli occhi come se fossi diventata una vista dolorosa. «Senti, possiamo cominciare da capo?». Mi porge una mano enorme, attaccata a un avambraccio avvolto da muscoli definiti. «Ciao, sono Drew».
Non gli prendo la mano, così è costretto ad abbassarla.
«So chi sei».
Sorride di nuovo. Questa volta è un sorriso sin troppo soddisfatto.
«Hai detto il tuo nome meno di un’ora fa», gli ricordo.
Il suo atteggiamento sicuro traballa, ma ci riprova, gliene do atto. «Beh, almeno te lo ricordi. Anche io ricordo il tuo, Anna Jones».
Ignoro il rossore che la sorpresa mi provoca e incrocio le braccia davanti a me. «E non c’è bisogno di cominciare da capo. Non ho alcun interesse a parlare con una testa di rapa egoista che mi adocchia il seno e mi chiama con nomignoli idioti».
Dovrei andarmene, ma ormai sono troppo arrabbiata. «Voglio dire: Rossa? Seriamente?». 
Lui mi guarda e basta. Questa volta è perplesso, come se non riuscisse a credere che una tizia fuori di testa gli stia gridando contro.
«Perché non essere originale?» proseguo come se non fossi pazza. «Perché non chiamarmi Biondina?»
I suoi denti bianchi appaiono in un rapido sorriso. «Ah, come i Blondie? Un approccio esoterico? Potrebbe funzionare. Anche se, per i miei gusti, tende un po’ troppo verso il sarcasmo».
Sbatto gli occhi. La sua risposta mi procura un brivido. Un bel faccino è una cosa. Ma una mente sveglia è quasi irresistibile per me. Specialmente se va in coppia con quel sorriso che sfoggia. Un sorriso senza rabbia o trionfo, si sta semplicemente divertendo, aspettando il prossimo scambio di battute.
La cosa strana è che mi diverte. Lotto con me stessa per mantenere uno sguardo annoiato mentre rispondo. «Non so se qualcuno te l’abbia mai detto, Baylor, ma esiste questa cosa chiamata nome». Mi ritrovo ad avvicinarmi e, come se fosse un segnale, lo fa anche lui. Il suo profumo e il suo calore mi circondano, indebolendomi le ginocchia mentre concludo. «Dovresti provare ad usarlo».
Piccole linee bianche si aprono a ventaglio agli angoli dei suoi occhi, frutto di mesi trascorsi sotto il sole. Queste linee si fanno più profonde quando abbassa la voce fino ad un mormorio. «Quindi è un no se ti chiamo Rossa Fuoco?». È evidente che sta cercando di non ridere.
Digrigno i denti. «Ora mi stai solo prendendo per il culo».
La. Cosa. Sbagliata. Da. Dire.
Le sue narici si allargano in un respiro profondo e il suo sguardo sembra liquefarsi, tanto è bollente. «Non ancora, Jones».
Due a zero per Baylor, perché è riuscito ad innervosirmi e a darmi un soprannome in un colpo solo. E in qualche modo sono cascata dritta nella sua trappola. Il rossore mi sale sulle guance mentre resto lì a fissarlo. Come un’idiota. Ma vengo salvata da ulteriori commenti quando un professore fa il suo ingresso per cominciare la lezione successiva.
Il giorno dopo, c’è una confezione di Red Hots sul mio banco.
Baylor non dice una parola e non mi guarda, ma quando mi alzo per buttarla nel cestino, abbassa la testa e studia i suoi appunti. Lo vedo lo stesso, che aggrotta la fronte. Bene. Ci siamo capiti.
Solo che, più tardi, sono io a rovinare tutto quando nella privacy della mia stanza, apro il sacchetto di Red Hots che ho comprato e ne mangio una manciata. Il dolce sapore delle caramelle si scioglie sulla lingua e, anche se ho gli occhi chiusi, tutto quello che riesco a vedere dietro le mie palpebre chiuse è Drew Baylor che scruta lentamente il mio corpo. Mi surriscaldo a tal punto che il desiderio diventa doloroso e gemo nel cuscino. Non dormo per il resto della notte.


DREW


Una volta mia madre mi disse che il momento più importante della mia vita non sarebbe stato quando avrei vinto il Campionato Nazionale o persino il Super Bowl. Sarebbe stato quando mi sarei innamorato.
La vita, insisteva, è bella per come la vivi e con chi la dividi, non per quello che fai per vivere. Considerato il fatto che mi disse queste cose quando avevo sedici anni, in sostanza alzai gli occhi al cielo e continuai ad allenarmi nelle finte.
Ma mia madre era insistente.
«Vedrai, Drew. Un giorno, l’amore si avvicinerà furtivo e ti colpirà dritto in testa. Allora capirai».
È andata a finire che mia mamma aveva torto su una cosa. L’amore, quando era arrivato al mio cospetto, non era stato furtivo. No, aveva camminato verso di me dritto e fiero, solo nel caso che non fossi attento. Quel che è certo, è che mi aveva colpito dritto in testa.
Sarei felice di dire a mamma che aveva ragione su questa cosa, ma è morta. Un fatto che fa male ancora di più, adesso che sono stato colpito. O meglio, abbattuto. Segato alle ginocchia. Completamente fottuto.
In qualunque modo si voglia chiamarlo, è un disastro. Perché l’oggetto del mio affetto mi odia.
Sono abbastanza uomo da ammettere che, se la mia attuale vita amorosa è una montagna di merda, è tutta colpa mia. Non ero pronto per Anna Jones.
Ancora rabbrividisco al ricordo della prima volta che posai gli occhi su di lei all’inizio del semestre. Ero in ritardo per la lezione, così mi precipitai verso un posto in ultima fila, cercando di non farmi notare. Non posso andare da nessuna parte del campus senza attirare l’attenzione. E anche se sembra una cosa strepitosa, diventa stancante.
Quando l’appello arrivò all’ultima fila, una voce morbida, ricca e densa come lo sciroppo d’acero mi scivolò addosso.
«Anna Jones».
Solo il suo nome. È tutto quello che disse. Fu come come se un dito bollente mi avesse accarezzato la colonna vertebrale. Alzai la testa di scatto. Ed eccola lì, così dannatamente carina che non riuscivo a fare un pensiero sensato. Come se mi avessero placcato dietro la linea.
Riuscivo solo a fissarla, senza respirare e con la testa che mi ronzava. Non dico che sia stato amore a prima vista. No, è stato più qualcosa del tipo “oh, cavolo sì, per favore, prendo quella”. Con un contorno di “proprio ora, cazzo”.
Fissavo Anna Jones e cercavo di dare un senso alla mia reazione spropositata, forse ero troppo stanco e avevo semplicemente reagito in modo esagerato a qualcosa che non c’era davvero.
Come se avvertisse il mio sguardo, si girò e cazzo… i suoi occhi erano enormi, da gatta, con gli angoli appena inclinati verso l’alto. All’inizio mi sembrarono marroni, invece erano verde bottiglia. Così limpidi. E incazzati. Mi gelò con lo sguardo, ma non mi importava. Una parola mi stava girando in testa in loop: mia.
Non mi ricordo il resto della lezione. Guardavo Anna Jones come un condannato a morte osserva il suo ultimo tramonto. Questo mentre lei cercava di ignorarmi. In modo ammirevole.
Non appena la lezione finì, saltai in piedi e così fece lei.
Quasi ci scontrammo al centro del corridoio. E poi tutto andò a farsi fottere. Perché in quel momento, mi trasformai in un fesso.
Non ero mai stato nervoso con le ragazze, prima. In tutta onestà, la mia vita è stata piuttosto agevolata.
Il football e la fama che ne deriva mi hanno avvolto nelle loro braccia amorevoli e mi hanno dato qualsiasi cosa abbia voluto, comprese le donne. Sfortunatamente, è diventato chiaro come il sole che, se parliamo del mio sport, Anna non è tra le adepte. Peccato.
In ogni caso, ero mal preparato a gestire il suo sguardo ostile, con un delicato sopracciglio imperiosamente arcuato come a dirmi “che cazzo vuoi?”.
Lì in piedi, ero imbarazzato di me stesso, un grosso babbeo che torreggiava sopra di lei, con la lingua pesante in bocca e un folle tic nervoso alla guancia. Pregavo Dio che non notasse quel tic. Così mi lasciai scappare la cosa più stupida che avessi mai pronunciato in vita mia, «Ciao, Mega Rossa».
Già. Sparatemi ora. Che diavolo avevo fatto? E poi che cazzo significa “Mega Rossa”? Il mio cervello mi urlava “Fai qualcosa, idiota! Scusati! Ritratta!”. Giuro che potevo praticamente sentire un allarme che risuonava, col segnale di alzare gli scudi e armare i siluri fotonici.
Ma no, rimasi lì e forzai un ghigno, mentre la faccia mi andava a fuoco e il sudore mi scorreva lungo la schiena. Sì. Ero un figo a questi livelli.
I suoi occhi verde scuro brillavano di sdegno.
E poi cominciò a urlarmi contro.
Inutile dire che uscii dallo scontro sconfitto ed entrai ufficialmente nel club degli stupidi. Essere respinti fa schifo. Fa così schifo che, da allora, non le ho più rivolto la parola. Invece, me ne sto seduto accanto a lei a ogni lezione, desiderandola in silenzio. Patetico.
Devo fare qualcosa a riguardo. E in fretta. Perché sto impazzendo.

Materiale coperto da Copyright 
©Always Publishing 2017 ©KristenCallihan2014


Intrigante, vero?
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Le regole di partecipazione sono semplicissime
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La prossima tappa sarà il 3 luglio con la recensione in anteprima e i 10 Motivi per leggere il libro sul blog Tuttacolpadeilibri. I blog che ospiteranno le tappe verranno svelati di volta in volta sulle tappe e sulla pagina facebook di Always Publishing


giovedì 29 giugno 2017

Libri & cucina con Francesca

Leggero, sfizioso e fresco: sono le caratteristiche di questo piatto che vi consiglio per l'estate. È una versione rivisitata del riso cantonese molto light, dato che tutto è cotto al vapore, e anche veloce dato che tutto si cuoce insieme nel Bimby o nella vostra vaporiera, se permette le cotture a strati. Lo abbiniamo a un grande classico: L'amante di Marguerite Duras

Buona lettura e buon appetito!

L'amante
di Marguerite Duras
Feltrinelli

Trama
La storia d'amore di una francese quindicenne con un giovane miliardario cinese, sullo sfondo di un ritratto di famiglia, nell'Indocina degli anni trenta. Racconto di lucidità struggente, di terribile e dolce bellezza, "L'amante" trasfigura e risolve integralmente in una scrittura spoglia e intensa, il complice gioco che la memoria e l'oblio ricalcano sulla trama della vita.


Ingredienti

2 uova
50 grammi di olio di arachidi
un cucchiaino di sale più q.b.
1000 grammi di acqua
180 grammi di riso
120 grammi di piselli surgelati
20 grammi di salsa di soia
un cucchiaino di aceto di vino bianco 100 grammi di prosciutto cotto a cubetti

Con il Bimby:
mettere nel boccale le uova, 30 grammi di olio di arachidi e un pizzico di sale, amalgamare 30 secondi a velocità 4. Bagnare e strizzare un foglio di carta da forno, rivestire il vassoio del Varoma stando attenti a non coprire le aperture frontali e versarvi il composto. Nel boccale pulito, mettere l'acqua e un cucchiaino di sale, posizionare il cestello, sistemare al suo interno il riso e chiudere il boccale. Posizionare il recipiente del Varoma, disporre al suo interno i piselli, posizionare il vassoio con le uova, chiudere con il coperchio e cuocere per il tempo indicato sulla confezione del riso a temperatura varoma e velocità 4. Togliere il cestello con l'aiuto della spatola, scolare il riso e sistemarlo in una ciotola capiente. Svuotare il boccale. Mettere nel boccale, senza lavarlo, 20 grammi di olio di arachidi, la salsa di soia, l'aceto di vino bianco e il prosciutto cotto, insaporire 5 minuti a 100 gradi, velocità spatola antiorario. Nel frattempo tagliare la frittata a pezzi piccoli. Versare il condimento nella ciotola con il riso, aggiungere i piselli, la frittata e mescolare.

Reviewparty: Ps I Like You




«Stavo benissimo da sola. A volte lo preferivo davvero»


Ps I Like You
di Kasie West
Newton Compton

Trama
Il sogno di Lily è comporre canzoni. Scrive versi ovunque le capiti. Anche durante le lezioni che proprio non riesce a digerire, per esempio quelle di chimica. Almeno fino al giorno in cui l’insegnante, esasperato dalla sua disattenzione, fa sparire dal suo banco qualsiasi oggetto possa distrarla: tutto tranne un foglio e una penna per prendere appunti. Ma la passione è più forte di tutto. E così Lily inizia ad appuntare versi sul banco, sperando che nessuno se ne accorga. Qualcuno però la scopre. Qualcuno che legge e aggiunge parole alle sue, sul banco. A ogni lezione di chimica. Tre volte a settimana. Quella che nasce tra Lily e il suo misterioso interlocutore è una vera e propria corrispondenza, che la entusiasma, le dà energia e la spinge a trasformare quelle frasi in testi di canzoni. Quanto può durare la magia?

Review Party: L'ultima notte al mondo


«C'è troppo passato dietro a una sola persona. Troppo di me stesso. Che potrei dire di lei, a chi non c'era? Come potrei spiegare la mia non-storia del liceo con la ragazza di un altro? Io per primo non ho mai capito da dove venisse tutto quello che sentivo nei suoi confronti»

L'ultima notte al mondo
di Bianca Marconero
Newton Compton

Trama
Quante volte ci si può innamorare della stessa persona?
Marco Bertani ha ventitré anni, alle spalle un’adolescenza tutt’altro che semplice e davanti a sé un futuro nel quale potrà contare solo su se stesso. Un giorno inaspettatamente si imbatte in Marianna Visconti, ex compagna del liceo e amore non corrisposto della sua vita. I loro mondi non potrebbero essere più lontani: Marianna, dopo aver studiato negli Stati Uniti, sta facendo pratica legale presso il prestigioso studio di un amico di famiglia, mentre Marco sbarca il lunario lavorando come operatore per una rete televisiva locale. Quando però le viene prospettata l’occasione di condurre un programma ideato proprio da lui, Marianna decide di accettare la sfida, convinta che così potrà dimostrare a Luca, il fidanzato con cui è in crisi, di cosa è capace: lei e Marco si troveranno quindi a lavorare gomito a gomito e scopriranno di non essere poi così diversi come credevano…

mercoledì 28 giugno 2017

Recensione: L'anima della frontiera

Ci sono paesi che sanno di sventura. Si riconoscono respirando la loro aria torbida, magra e vinta come tutto ciò che è fallito. Anche Nevada era così.

L’anima della frontiera
di Matteo Righetto
Mondadori

Trama
Nevada. Sembra il nome di un deserto, e invece è il luogo in cui vive la famiglia De Boer, in alta val Brenta. Una terra circondata da boschi aspri, dove le case si inerpicano su pendii vertiginosi. Sono gli ultimi anni dell'Ottocento e i De Boer, che lavorano nei campi di tabacco, vivono consapevoli che solo nella muta e rispettosa alleanza tra uomini e natura selvaggia esiste una possibilità di sopravvivenza. Augusto è il capofamiglia, un uomo taciturno, lavoratore instancabile, capace di ascoltare la voce dei boschi e il fischio del vento. Jole, la figlia maggiore, ha la stessa natura selvatica del padre e una sfrenata passione per i cavalli. I proventi del tabacco però non sono sufficienti a far campare la famiglia con dignità. Ecco perché Augusto un giorno decide di tentare il viaggio oltre la frontiera austriaca per contrabbandare l'eccedenza del raccolto. Jole ha quindici anni quando suo padre stabilisce che è giunto il momento di portarla con sé. Non passerà molto tempo prima che la ragazza si trovi a dover compiere il viaggio da sola.

L'ultima Frontiera di Matteo Righetto edito da Mondadori è un romanzo che ha il sapore della speranza, ci mostra la forza della natura e l'importanza di una famiglia alle spalle. 
Un bel libro, vi spiego il perché.

Ci troviamo in un casolare sperduto sulle montagne venete, dove non c’è altra vita che il lavoro nei campi. Una famiglia unita che, nonostante la coltivazione di tabacco per la Regia Tabacchi, è in balia delle carestie che vanno e vengono..
Augusto, uomo forte, temprato dalla terra e di poche parole, vorrebbe offrire sempre di più alla moglie e ai tre figli. Per questo decide di provare la strada del contrabbando, rischiando la sua vita e il futuro della sua famiglia.

Augusto non era un uomo alto e nemmeno corpulento, ma era dotato di una forza sorprendente e inesauribile.

Jole è solo una ragazzina quando il padre decide di portarla con sé oltre la frontiera. Di animo forte come il padre e ricca di quell’intelligenza che solo la natura sa imprimere nel cuore e nella testa delle persone.

Attraverso il contatto con la natura le sembrò di diventare una ninfa, si sentiva un tutt’uno con il bosco. […] Il canto degli uccelli la faceva stare bene, così come il contatto con gli alberi. Ogni tanto la Jole ne abbracciava uno e lo stringeva forte, attaccandosi più che poteva alla sua corteccia dura. Ne riceveva forza. E serenità.

E poi ci sono Agnese, donna provata sia nel corpo che nell’animo, ma sempre dedita amorevolmente alla casa e alla famiglia, e i piccoli di casa, Antonia e Sergio, che con la loro esistenza danno forza a Jole e ad Augusto per affrontare i pericolosi viaggi verso l’Austria.

I finanzieri regi da una parte e le guardie della Zollwache dall’altra avevano rafforzato i controlli e attraversare la frontiera era diventato sempre più arduo e avventuroso.

Il viaggio che Augusto prima e Jole poi affrontano per andare a contrabbandare tabacco in cambio di argento e rame diventa metafora del viaggio che ognuno di noi fa nella vita; un viaggio che può essere fisico, per trovare fortuna altrove, o interiore. E ognuno di questi è ricco di salite difficili e di discese ingannatrici, di spalle su cui appoggiarsi per andare avanti e di bastoni che, invece di fare da supporto, si rivelano essere beffardi.

“In realtà io me la sentivo che saresti ripassata di qua…”
“Perché?” bisbigliò appena la ragazza.
“Perché ti stavo aspettando.”

Una frontiera, quella geografica e quella umana, a rappresentare il luogo in cui ognuno di noi può scegliere se essere nel bene o nel male, se condividere o dividere.

Là dove, soprattutto, lei aveva imparato a conoscere il senso profondo della frontiera […]. Ma aveva imparato a conoscere soprattutto la frontiera più profonda e intima, quella frontiera sottile che separa il bene dal male, quelle invisibile linea di demarcazione tra ragione e follia che si cela in ogni animo umano.

Matteo Righetto riesce a farci sentire i profumi e gli odori delle sue montagne, la freschezza dell’acqua in cui “la” Jole si immerge per sciacquarsi. Un romanzo che, nonostante tutte le avversità, porta speranza e riconcilia il lettore con la grandezza della natura e con la forza che la famiglia può infondere in ogni suo singolo componente.


E così continuò a fare la Jole, imitando quella natura che tanto amava, sperando intimamente che un giorno nessuno avrebbe più dovuto sentirsi straniero, a modo suo. Né sulle sue montagne, né in questo mondo.

Buona lettura!

- Annalisa - 

Release Party Maria Callas


Oggi parliamo di un libro magico, magico perché con illustrazioni e parole ci racconta di una donna straordinaria, dal talento innegabile e la cui vita è stata piena di passione per la sua arte: Maria Callas!
Scopriamo insieme il Picture book che le ha dedicato la Hop edizioni e che è arricchito dalle splendide illustrazioni di Amalia Mora.



Se un episodio può essere individuato come quello che ha segnato il destino di Maria, bisogna pensare a quella sera di maggio in cui, a dieci anni, suona e canta La paloma. Le finestre sono aperte e tantissima gente si accalca in strada per ascoltarla e quindi applaudirla.


La Callas
di Amalia Mora
Hop Edizioni
Link Amazon




Potenza espressiva della voce, drammaticità interpretativa, un fuoco dentro che divampava fino a consumarla: Maria Callas è stata la più grande cantante lirica, il modello inarrivabile con cui ogni nuova stella dell'opera ha dovuto e deve ancora oggi confrontarsi. Non cantava, interpretava, anzi creava e per questo tutti i ruoli da lei portati sul palco sono ancora oggi suoi. Puntando sempre al cuore, ha rivoluzionato l'opera, ha infuso la vita nella musica e portato ogni spettatore a misurarsi con le proprie emozioni. Logorata dalle contraddizioni, ha oscillato tra la fierezza in pubblico e il tormento privato per una perfezione a suo parere mai raggiunta, ha servito l'arte seguendo una passione che la spingeva avanti senza tregua: ogni performance per lei doveva essere migliorata. 



La sua splendida e sfolgorante carriera è stata però punteggiata da momenti drammatici, rifiuti clamorosi, interpretazioni lasciate a metà, ritiri e ritorni. La sua vita privata è stata ugualmente degna del vissuto delle eroine da lei interpretate. Peregrina tra la Grecia, l'America, l'Italia e la Francia, ha amato e allontanato emotivamente una madre che l'aveva rifiutata alla nascita risarcendola dell'affetto solo quando il successo era arrivato, ha faticato per far apprezzare la sua voce, così diversa da quelle più accreditate nel "bel canto", è stata moglie rispettosa e devota del suo più grande sostenitore e impresario Titta Meneghini e poi amante appassionata dell'armatore Onassis,  per cui lasciò musica e matrimonio per ritrovarsi sola quando il greco miliardario le preferì Jackie Kennedy. Sperimentatrice con Luchino Visconti di un nuovo modo di intendere l'opera, in senso più attoriale, e poi anche attrice del film di Pier Paolo Pasolini, Medea, la Callas ha suscitato ostilità con la stessa facilità con cui ha conquistato le platee di tutto il mondo. Ha vissuto la propria vita a metà tra la fiaba e la tragedia, morendo sola a Parigi, lasciandosi andare dopo aver sentito di non avere più nulla da dare, lei che alla lirica ha regalato il talento più grande di ogni tempo. 



Amalia Mora interpreta Maria Callas con immagini intense e vertiginose, realizzate con una tecnica mista che unisce sfondi digitali a figure umane realizzate con pennello brush e finiture a china. Gioca mescolando scorci prospettici e ritratti potenti che ammantano la Divina dell'alone romantico che ne accompagna la storia.


Vivere è lottare senza scampo, è così per tutti. Cambiano solo le nostre armi e quelle usate a nostro danno 







martedì 27 giugno 2017

Recensione: Matrimonio di convenienza

                                                                                             


Matrimonio di convenienza
di Felicia Kingsley
Newton Compton

Trama
Jemma fa la truccatrice teatrale, vive in un seminterrato a Londra e colleziona insuccessi in amore. Un giorno però riceve una telefonata dal suo avvocato che potrebbe cambiarle la vita: la nonna Catriona, la stessa che ha diseredato sua madre per aver sposato un uomo qualunque e senza titolo nobiliare, ha lasciato a lei un’enorme ricchezza. Ma a una condizione: che sposi un uomo di nobili natali. Il caso vuole che l’avvocato di Jemma segua un cliente che non naviga proprio in acque tranquille: Ashford, il dodicesimo duca di Burlingham, è infatti al verde e rischia di perdere, insieme ai beni di famiglia, anche il titolo. Ashford è un duca, Jemma ha molti soldi. Ashford ha bisogno di liquidi, Jemma di un blasone… Ma cosa può avere in comune la figlia di una simpatica coppia hippy, che ama girare per casa nuda, con un compassato lord inglese? Apparentemente nulla… Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a entrambi di ottenere ciò che vogliono. Ma Jemma non immagina cosa l’aspetta, una volta arrivata nella lussuosa residenza dei Burlingham: galateo, formalità, inviti, ricevimenti e un’odiosa suocera aristocratica. E a quel punto sarà guerra aperta…

«Quando la vedo mi sembra di vedere un quadro di Picasso: tutto scomposto, spigoloso, distorto. Solo che nel caso di Picasso si tratta di un linguaggio artistico, per Jemma credo che sia accidentale»


Divertente, pieno di ironia e con due protagonisti spassosissimi: Matrimonio di convenienza di Felicia Kingsley mi ha tenuto compagnia e si è fatto leggere in pochissimo tempo. La più grande qualità di questo libro è la capacità di intrattenere il lettore e di portarlo in quel mondo glamour e pieno di manie che è l'aristocrazia inglese.

«Sono in preda alla confusione più totale. 
Quella confusione che parte dalla testa e arriva alla pancia.
Avete presente quella sensazione di vuoto che si prova quando si precipita in caduta libera?»

Prendete una persona eccentrica, sopra le righe e mettetela in un salotto dell'alta società: sarà come se in quella stanza fosse entrato un elefante. È quello che succede alla protagonista del divertente libro edito da Newton Compton: Jemma. Una donna che riesce a portare grande scompiglio in un mondo dove l'etichetta la fa da padrona e che, suo malgrado, deve fare i conti con Ashford il duca di  Burligham.
I battibecchi fra i due, ma anche le situazioni imbarazzanti in cui si troveranno, rendono Matrimonio di convenienza una lettura da fare sotto l'ombrellone. Una lettura perfetta per trascorere delle ore piacevoli, sorridere molto e sognare un po', cosa che non guasta mai.

«Fidarsi di qualcun altro è sempre un salto nel vuoto»
«Ma io salto con te»

C'è solo un unico problema in questo libro, il fatto che letto in pubblico potrebbe strapparvi qualche risata e la cosa potrebbe risultare imbarazzante, leggetelo solo se siete certi di riuscire a trattenervi, o di essere nel posto giusto per farvi una sana risata. A parte gli scherzi, è veramente un libro che mescola con sapienza ironia, romanticismo, tiare e gioielli... perché chi non vorrebbe essere duchessa almeno per un giorno?
Felicia ci mostra ci racconta la storia attraverso il pov di entrambi i protagonisti e racconta direttamente ai lettori quello che accade, questo stile fa sempre molta presa su di me, perché mi fa sentire maggiormente coinvolta nella narrazione.
Che aspettate?

Buona lettura

Team Challenge di Paper Princess: #TeamTwins le strategie per conquistarli

Sono due, sono bellissimi, hanno addominali utili per un sacco di attività diverse e sono Royals: di chi sto parlando? Che domande dei gemelli più fighi del panorama libroso: Sebastian e Sawyer  Royal. Li potete incontrare nella serie The Royals di cui è già uscito il primo libro (Paper Princess) e di cui da oggi sarà disponibile il secondo (Paper Prince).
Il teamTwins di cui faccio parte con grande onore, appoggia questi due giovani ragazzi, che sono sì i più piccoli del gruppo, ma sono anche quelli che concludono un sacco.
Non voglio entrare nei dettagli per non togliervi il piacere di scoprire questi fantastici twins da soli, però visto che di Royal stiamo parlando dobbiamo avere chiare le strategie per conquistarli!

Ripassone generale del perché dovete votare #teamTwins alle 19 di oggi?

Si lo so, sono bellissimi!

Quindi cerchiamo di non togliere il sorriso ai nostri gemelli e votate con l'emoticon wow a partire della 19 di oggi a questo link.

Ora che abbiamo appreso con gli occhi perché du is megl che uan, facciamo una lista delle strategie per entrare nelle loro grazie.



1) Essere brave cuoche, o almeno saper cucinare una pastasciutta. Ebbene sì, ragazze, anche la perfezione ha dei limiti. E quindi lo dobbiamo ammettere, i nostri twins sono un disastro in cucina. Ma questo ci facilita se li vogliamo conquistare: basta una bella pastasciutta...
Vi giureranno amore eterno.

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2) Non essere fisionomiste, o comunque non fare troppo caso ai dettagli. I ragazzi sono impegnati, hanno lo sport, la scuola e a volte si divertono a confondere un "pochino" le idee, ma se non ci fate caso, dopo, sarà tutto come prima...
3) Aver voglia di divertirsi, essere allegre e disinibite: nel caso in cui voi siate una parente stretta di Jessica Fletcher allora i nostri dolcissimi gemellini potrebbero non farla franca. Ma se siete in cerca di divertimento, siete disinibite e vi piace prendere tutto con una risata, allora fate al caso loro. 

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4) Amare gli sport ed essere tifose: secondo voi quei six - pack da dove escono? Da tanta fatica e allenamento, vi ci vedete con le maniglie dell'amore insieme ai twins? Forza tutte a fare ginnastica


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5) Essere pazienti: la pazienza ci vuole un po' con tutti i Royals, ma poi ne vale la pena...

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La regole più importante, però, è quella di votarli questa sera a partire dalle 19 sulla pagina di Paper Princess Italia... Non mancate!


Ricordatevi anche che oggi esce il secondo volume della serie The Royals: Paper Prince.

Paper Prince - The Royals 2
di Erin Watt
Sperling & Kupfer

Trama
Ella non sa dire se la sua vita fosse migliore o peggiore prima che Callum Royal la trovasse. Ma una cosa è certa: da quando è piombata in casa Royal come un tornado, per lei è cambiato tutto. Scuola privata, feste e vestiti costosi. Con la sua grinta e la sua schiettezza, è riuscita persino a vincere l'ostilità dei fratelli Royal, a conquistare il loro rispetto e il loro cuore - in particolare quello di Reed. Il più imperscrutabile dei cinque. Bello, ricco e popolare, Reed ha tutto. Le ragazze fanno la fila per uscire con lui e i ragazzi lo rispettano. Eppure, nulla e nessuno sembra importargli. Perché i Royal sono così: non sono facili ai sentimenti, piuttosto li seppelliscono, fingendo che niente li sfiori. Con Ella, però, per la prima volta dopo la morte della madre, Reed ha permesso a se stesso di lasciarsi andare alle emozioni. Ma il suo mondo crolla quando, dopo una discussione, Ella scompare. Con il cuore a pezzi, e senza lasciare traccia. D'altronde è abituata a scappare e rifarsi una vita ripartendo ogni volta da zero. Tutti incolpano Reed per quella fuga, i suoi fratelli lo odiano e, se possibile, lui odia se stesso ancora di più. Ed è disposto a fare qualsiasi cosa pur di ritrovarla. Ma, se anche ci riuscisse, sarebbe in grado di riconquistare il suo cuore?



lunedì 26 giugno 2017

Blogtour: Non avrai segreti - Alla scoperta di Penelope Ward


Apriamo il blogtour dedicato all'uscita di Non avrai segreti di Penelope Ward e lo facciamo scoprendo un po' questa talentuosa autrice americana. Ma prima ecco tutti i dati di Non avrai più segreti, in uscita il 29 giugno per Tre60.

Non avrai segreti
di Penelope Ward
Tre60

Trama
Sin dal loro primo incontro, l’attrazione tra Elec e Greta è irresistibile. Ma se lei è dolce e gentile, lui si comporta in modo stranamente scontroso e aggressivo. Greta però non riesce a smettere di cercarlo: è sicura che sotto quella corazza di tatuaggi e muscoli lui nasconda un cuore tenero e che, dietro il suo sguardo glaciale, ci sia un desiderio feroce, capace di portarla all’estasi. Quando finalmente Greta riesce a conquistarlo, provando sensazioni a lei sconosciute sino a quel momento, una questione famigliare costringe Elec a tornare in California… Dopo sette anni, Elec e Greta s’incontrano ancora. Lei si è ricostruita una vita, mettendo da parte i sentimenti che l’hanno tenuta a lungo legata a lui. Lui ha una nuova compagna di cui sembra essere sinceramente innamorato. Ma è davvero tutto cambiato? Quando un brivido le percorre la schiena, Greta ha un cattivo presentimento: il suo cuore sta per spezzarsi ancora…

ALLA SCOPERTA DI PENELOPE WARD 

Penelope Ward è un'autrice americana molto amata, è un bestselling autore del New York Times, di Usa Today e del Wall Street Journal. I suoi libri rientrano nel genere del Romance contemporaneo e New adult. Scopriamoli assieme, a partire da quelli pubblicati in Italia.




La Ward ha venduto più di un milione di libri venduti. 
Molti dei suoi libri sono stati tradotti in lingue straniere e possono essere trovati in librerie in tutto il mondo. Penelope prima lavorava in televisione dove diceva le notizie, poi ha deciso di passare a una carriera più familiare. È cresciuta a Boston con cinque fratelli maggiori. 
Vive per leggere libri new adult, caffè, messaggi con il suo compagno e, talvolta, co-autore, Vi Keeland, nonché trascorrere tempo con i suoi amici e la famiglia nei fine settimana. È la fiera madre di una bella ragazza di 12 anni con autismo (l'ispirazione per il personaggio Callie in Gemini) e un ragazzo di dieci anni, entrambi i quali sono le luci della sua vita. Penelope, suo marito e figli risiedono in Rhode Island.

Per scoprire tutti i libri dell'autrice cliccate a QUESTO LINK
Tutti i dati sono tratti dal sito di Penelope Ward.

Continuate a seguire i l blogtour di Non avrai segreti, ecco le prossime tappe. Domani appuntamento su Leggere Romanticamente: Quotes con playlist.