lunedì 8 maggio 2017

Recensione: La linea del destino

«Non c'è violenza più grande dell'essere dimenticati»

La linea del destino
di Daniela Tresconi
Panesi Edizioni

Trama
Arcola è un tipico borgo arroccato che si affaccia sulla Vallata del Magra. Il suo Castello e la sua Torre Pentagonale da millenni osservano silenziosi le vicende delle genti che lo abitano. Valentina arriva in paese alla ricerca della tranquillità, ma ben presto tutte le sue scientifiche certezze verranno scosse da inquietanti e quanto mai misteriose sensazioni. Tre donne, tre epoche e tre mondi completamente diversi, eppure legati da un unico indissolubile destino e dal mistero di un atroce delitto. Quanto tempo per scoprire che non si può sfuggire a se stessi e che la fine spesso è solo un altro inizio?


Una storia che si snoda fra passato e presente, una storia di donne, che ne racconta la forza e il potere: La linea del destino di Daniela Tresconi (edito da Panesi edizioni) è molto di più di un libro che mescola mistery e paranormal, perché è un romanzo che parla di giustizia, di solidarietà e di un paese mostrandolo ai lettori per quello che è: ricco di fascino, mistero e storia.

Daniela Tresconi, Vanessa Pullo e la sottoscritta

Ho fatto una bella chiacchierata con Daniela al Festival della Parola di Chiavari e siamo partite proprio da Arcola, il suo paese, che è anche quello dove ha ambientato la storia che racconta in "La linea del destino".
Un paese di cui si percepisce l'anima e la bellezza e che, nonostante sia a due passi da casa, non ho mai visto, ma che adesso ho voglia di visitare.
Arcola potrebbe essere definito il quarto protagonista dell'opera, con le sue viuzze strette, il castello, la torre, le case antiche che se potessero parlare chissà quante storie narrerebbero ai passanti. 

«Non avrebbe mai veramente accettato la sua esistenza senza poterla chiamare per nome, senza trovare riscontri a quello che le raccontava, senza collocarla nello spazio e nel tempo»

Le altre sono donne, tre per l'esattezza, Valentina, Vanda e Amalia, figlie di epoche diverse e che conosciamo in periodi differenti della loro vita. Tre donne che combattono per fare luce su un omicidio rimasto senza colpevoli. Tre donne che trasmettono una grande forza d'animo e che mostrano come l'unione possa fare la differenza. La passione per la verità che fanno emergere è quella che vorrei spingesse ogni giorno le persone nell'affrontare la loro quotidianità.

E fra ricerche, fatti misteriosi e corse contro il tempo si svelerà piano piano il mistero. 
Una narrazione asciutta, veloce, ricca di momenti di tensione e con un narratore onnisciente che fa capolino qua e la, fanno del romanzo di Daniela Tresconi una storia da leggere in fretta, magari in una notte di pioggia per creare un po' di ambientazione. 
La linea del destino è un libro che si legge in fretta, con la voglia di vedere cosa accadrà, ma anche con un pizzico di inquietudine. E alla fine si reclama un secondo volume.

Buona lettura



2 commenti: