venerdì 12 maggio 2017

Parola all'editore: le virgolette

#9 Le virgolette

Torniamo a parlare di grammatica italiana, e lo facciamo andando a vedere quale sia l’uso corretto delle virgolette.
Innanzitutto distinguiamo tre tipi di virgolette:




  • basse, chiamate caporali o all’italiana: « »;
  • alte doppie, dette all’inglese: “”;
  • alte singole, o apici: ‘’;
È bene dire che non esiste una regola precisa per il loro utilizzo, ma ogni casa editrice (italiana o estera) ne specifica l’uso all’interno delle proprie norme redazionali. L’importante, ad ogni modo, è usarle coerentemente.
Le virgolette possono avere la funzione di:
  • aprire un discorso diretto;
  • riportare una citazione o un pensiero;
  • porre enfasi su una o più parole;
  • racchiudere il nome di riviste, quotidiani o il nome proprio di mezzi di trasporto, titoli di libri o programmi (questi ultimi due si trovano spesso in corsivo, senza virgolette);

Solitamente i caporali vengono usati per racchiudere i dialoghi e i titoli delle testate giornalistiche. Suggerimento: i tasti « e » sulla tastiera non esistono, ma si possono riprodurre: o seguendo il comando Inserisci simbolo dal Menù, oppure utilizzando i comandi Alt+0171 e Alt+0187 rispettivamente. Non usate le frecce << >>, please!
Le virgolette alte doppie vengono usate anch’esse per i dialoghi, per dare enfasi ad una frase o a una parola o, in caso di uso dei caporali, se si ha necessità di virgolettare qualcosa all’interno di essi.
Le virgolette alte singole si usano all’interno di quelle doppie, in caso di bisogno. 
Come detto, l’importante è usarle coerentemente e seguendone la gerarchia, in questo ordine: caporali, alte doppie, alte singole.
L’adattamento alle norme redazionali della casa editrice sarà un passo successivo di cui, al momento della stesura, non dovete preoccuparvi.

A presto!

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