giovedì 9 febbraio 2017

Release Party: "Le due metà del mondo" Intervista e recensione


Ci sono libri indimenticabili, "Le due metà del mondo" di Marta Morotti  - in uscita oggi in versione cartacea per HarperCollins -  è uno di quelli. Proprio per questo abbiamo deciso di festeggiare l'uscita con un'intervista a tappe e con la recensione.
Ma prima scopriamo il libro

«Anche a me sarebbe piaciuto fare così. Attaccare un cartello sulla mia vita a Torino e scriverciChiuso per necessità. Sparire. Andare lontano e portare con me solo i pensieri positivi e i ricordi del tempo che non c'era più».

Le due metà del mondo
di Marta Morotti
HarperCollins

Trama
Maria ha diciannove anni, vive a Torino e ha appena finito gli esami di maturità. Vorrebbe fare la psicologa ma è destinata invece, alla fine dell'estate, a entrare in fabbrica, come suo padre. Maria si è costruita un mondo tutto suo, curato in ogni minimo particolare, un mondo che le garantisce un'apparente sicurezza, che di fatto non possiede. Una parte della sua vita è come chiusa in una scatola e ciò che le serve veramente è una chiave che le permetta di aprire quella scatola e di far uscire ciò che la sua mente e il suo cuore rifiutano di accettare. Arriva un momento infatti, in cui, costretta a lasciare l'ambiente protetto in cui è cresciuta, comincia sentirsi attratta da un'esistenza fatta di cose normali, concrete, che le offre la possibilità di sciogliere le catene alle quali ormai è abituata da troppo tempo. Ma come lasciarsi andare a una nuova vita e smettere di combattere? L'ombra di un fratello ingombrante e di un padre assente continuano a trattenerla in una prigione in apparenza dorata, fino a quando, inaspettatamente, Maria dovrà fare i conti con sentimenti nuovi che cambieranno la sua vita per sempre.

Credetemi se vi dico che Le due metà del mondo mi ha toccata sul piano personale, perché  è successo proprio così, in particolare nelle prime pagine. Ho rivisto qualcosa della mia vita, mi sono immedesimata e quindi sono entrata nel mondo di Maria, proiettata da sentimenti profondamente personali.  
Questo ha certamente acuito le emozioni nel corso della lettura, ma sono certa che lo farà anche con chi si ritroverà meno nelle pagine scritte da Marta Morotti
Perché? Perché prendete una storia di vita, di una famiglia ai margini, in una Torino che a tratti sembra una città difficile. Prendete una bambina che si trova ad affrontare qualcosa di molto più grande di lei, che ha contatti solo con il più caro amico, che diventa una donna con problemi relazionali. Prendete tutto questo e affezionatevi ai personaggi. Ecco, ci siete dentro tanto quanto me.

Marta ha una capacità grandissima di indagare nella mente dei suoi personaggi, li conosce a menadito e li tratteggia con tale maestria da renderli reali. Maria esce della pagine, così come Lucia. Il lettore le percepisce vivide e vibranti. Ed è anche per questo che la loro storia arriva a toccare corde così profonde, perché sembra così incredibilmente reale.

E la scrittura è realismo. Quello che Marta Morotti decide di mostrarci lo tocchiamo con mano. È Torino, la casa di un operaio, un quartiere povero, sono le strade. È un amore che potrebbe nascere, è la prima volta che Maria fa qualcosa per se stessa, è Salvatore. 
E lo fa in un punta di penna, nutrendo un profondo rispetto nei confronti di quei personaggi che ha regalato a noi lettori.

«Quella smorfia, così insignificante per gli altri, per me rappresentava un punto 
di unione. Era un punto debole. 
Lo avvicinava a me, piena di debolezze e smorfie interiori»

Lo consiglio a chi ha bisogno di aprire gli occhi, a chi deve imparare che non conta mai il primo  giudizio, a chi vuole ricordarsi che le parole hanno un peso specifico enorme e a chi tutte queste cose già le sa, ma vuole leggere una storia sorprendente.

Un libro da cinque stelline.
Buona lettura


Scegli il personaggio del libro che ti piace di più e spiegaci perché!


Lucia. Per la sua forza, per il suo coraggio. Per il suo essere pienamente donna: così consapevole, così segnata nel suo spirito, eppure così dignitosa. E’ un personaggio che ho amato scrivere. Che ho amato vivere. Sono profondamente femminista e penso che lei incarni un ideale di femminismo; non molla mai, nemmeno quando la vita vuole annientarla. A testa alta, continua nel suo cammino, con consapevolezza, con dolcezza, a testa alta, anche quando vacilla. 


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