venerdì 2 dicembre 2016

Segnalazione: Lost in the desk

Oggi vi segnalo anche questa uscita Panesi Edizioni "Lost in the desk" della scrittrice laziale Giacinta Caruso, nota per i suoi gialli storici di successo
A questo link potete trovare un breve articolo di presentazione: http://panesiedizioni.it/lost-the-desk-avvincente-romanzo-giacinta-caruso/
Lost in the desk
Giacinta Caruso
Panesi Edizioni 

Trama
Estate 1994. La giovane Agata Salina, orfana cresciuta a Roccalago, comune immaginario dell’hinterland romano dominato da clan mafiosi e lobby politiche senza scrupoli, fa ritorno a casa per il funerale del nonno, un professore in pensione che si è preso cura di lei dopo la morte di entrambi i genitori. Agata ha intenzione di rimanere per tutta l’estate nel casale della sua infanzia perché un quotidiano romano ha accettato la sua richiesta di fare uno stage, il cui inizio coincide con l’arrivo di David, il suo fidanzato. La vacanza spensierata che i due giovani speravano di trascorrere in Italia si trasforma presto in un incubo a causa delle molestie dei vicini di casa, una coppia di mezz’età che gestisce due noti locali per conto di un’organizzazione criminale. Aiutata da Milena, la domestica albanese del nonno, Agata tenta di resistere alle violenze dei vicini e intanto si barcamena nel difficile mondo della redazione grazie all’appoggio di un giovane cronista, che le insegna come destreggiarsi fra le mille insidie che incontra sul suo cammino, soprattutto dopo che il quotidiano viene coinvolto in una storia di tangenti e rischia la chiusura. Sempre più esacerbata e spinta dalla vendetta, alla fine decide di dare ascolto a Milena e di farsi giustizia da sola.


Estratto
Agata Salina era tesa. Aveva la sensazione che qualcuno la stesse osservando, ma il corridoio era deserto. Si sistemò la giacca di lino blu, fece un bel respiro ed entrò nella stanza, scoprendo che era vuota. Smarrita, si guardò intorno. Il suo arrivo era stato appena annunciato dal portiere. Passò qualche istante e non comparve nessuno. Il suo nervosismo aumentò. Il giorno e l’ora erano quelli giusti, decisi dal capocronista in persona e confermati due giorni prima per telefono dalla segreteria di redazione del Progresso Democratico. Non era certo un buon inizio, pensò confusa facendo vagare lo sguardo per il vasto locale. Era il suo primo giorno in Cronaca e si era figurata tutta un’altra scena. Non che ambisse al tappeto rosso, ma lo squallore di muri scrostati e mobili che sembravano usciti da un robivecchi la sconcertava.
In quell’istante avvertì delle voci in corridoio e si affacciò per dare un’occhiata: un ragazzo magro con gli occhiali e una gran massa di ricci castani ne stava trascinando per gioco un altro, alto e ben piantato con sottili capelli biondi pettinati all’indietro.

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