lunedì 24 ottobre 2016

Dollhouse

«Forse abitiamo in un luogo fintanto che abbiamo una missione da compiere. Poi, nel bene o nel male, una volta finito il nostro incarico andiamo via»


Dollhouse - Riverside #2
Bianca Rita Cataldi

Trama
Riverside, Regno Unito. Dopo il traumatico risveglio in una realtà parallela che non le appartiene, Amabel riesce suo malgrado ad ambientarsi, trovandosi finalmente a suo agio tra i suoi allievi della Lucretius Grammar School, l’amabile collega Rachel e l’impertinente Damian, un suo giovane alunno che è anche il suo unico contatto con la realtà dalla quale proviene. Benché si stia ormai abituando all’insolita situazione, Amabel è comunque costretta a continuare le sue ricerche al fine di comprendere i motivi di ciò che le è accaduto e trovare un modo per tornare a casa. Intanto, l’incubo della bambola dai capelli rosa torna a visitarla dopo sei anni di silenzio. Come Amabel scoprirà ben presto, il segreto dei suoi incubi affonda le sue radici in un’antica favola slava della quale dovrà conoscere ogni aspetto per capire la complessità della sua situazione. Tuttavia, qualcosa trama nell’ombra e Amabel dovrà stare all’erta: è sufficiente un solo errore per spezzare per sempre l’equilibrio e far precipitare Riverside nella rovina.

Quando ho terminato Riverside (QUI la mia recensione) avevo il fiato sospeso e la voglia di leggere il secondo capito della saga. 
Ho finito di leggere Riverside e sto letteralmente facendo il conto alla rovescia, perché la bella notizia è che il capitolo conclusivo sarà disponibile a breve. Segnatevi questa data: il 2 novembre potremo tutti leggere Rewind il capitolo conclusivo. A dicembre, invece, sarà la volta di "Last Christmas" (Riverside #1.5, Nel 2017 ci aspettano Starlight (Riverside #0.5) e lo spin-off Damian… quindi gran belle notizie.

Sono così contenta, di poter tornare nella affascinante storia nata dalla penna di Bianca Rita Cataldi, per svariati motivi. 

Intanto perché la trama da lei creata è abbastanza complessa e contorta, ma l'autrice riesce -  con maestria - a mostrarci e raccontarci tutto con grande semplicità

Non voglio dilungarmi su questo aspetto perché il rischio di fare  spoiler è dietro l'angolo, però sappiate che Bianca vi incanterà con una storia che gioca con le prospettive, da quelle dettate dal tempo a quelle legate alle convenzioni. E con chiarezza dipanerà alcuni dei dubbi che erano nati leggendo il primo volume.

«Forse il tempo è come un fiume: scorre ed è contemporaneamente dappertutto. Forse noi siamo nello stesso tempo giovani e vecchi, felici e tristi. Il passato è presente ed è anche futuro, tutto mescolato in un unico calderone»

La dimensione onirica è predominate e il lettore, si ritrova trascinato nella storia, un po' come accade alla stessa protagonista. Che sia una casa di bambola, una scuola "congelata", un cantina dove suona un piano, resta costante il senso dell'attesa e di qualcosa che non torna. 

«Anabel scivolò nel sonno senza neppure renderseno conto e subito, come da un altro mondo, e forse davvero era così, l'incubo l'afferrò per le caviglie e la portò giù con se»

La scrittura è raffinata ed elegante, la prosa è magnifica e studiata. Il risultato è un libro incredibilmente scorrevole che vi troverete a leggere in pochissimo tempo.

Buona lettura



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