mercoledì 20 luglio 2016

La dolce morte

"Se saremo fortunati le nostre passioni più vive, resistendo agli anni, ci accompagneranno fino alla fine. Come fedeli amici, ci daranno un valido conforto, restituendoci la dignità divorata dagli anni che passano"

La dolce morte
Alessandra Alioto e Rosalba Repaci
Fratelli Frilli Editori

Trama
Villa Graziosa è una casa di riposo come ce ne sono tante a Genova. In questa comunità la morte ha una cadenza quasi quotidiana che spesso passa inosservata. Ma non per Franca, bollita nell'acqua a 50 gradi, in una vasca da bagno. Una negligenza inaccettabile dell'infermiera Angela, oppure un omicidio? Massimo De Scalzi, il Maresciallo dei Carabinieri incaricato delle indagini, ha il compito di risolvere questo mistero. Pur essendo un uomo concreto, tutto d'un pezzo, fedele alla propria coscienza e all'Arma, rigorosamente in quest'ordine, scopre che Villa Graziosa gli provoca un profondo imbarazzo, mettendolo di fronte alle proprie fragilità. In quella casa di riposo molti ospiti convivono con il loro "non senso" e sopravvivono in un limbo di inconsapevolezza. Con la guida di Gilda, la caposala con la quale De Scalzi ha instaurato un rapporto di fiducia reciproca, il Maresciallo esplora una realtà che non conosce affatto.

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Un libro che fa innamorare di Genova, ma non solo. "La dolce morte" di Alessandra Alioto e Rosalba Repaci è un giallo che tiene sulle spine e fa riflettere sulla terza età.
Sono tantissimi gli spunti che mi ha suscitato questo romanzo. Innanzitutto su come alcuni giovani percepiscano l'anzianità, come se vecchio dovesse andare a braccetto con minori capacità o emozioni. Invece, io, quando penso ai capelli bianchi e alle rughe, immagino saggezza, storie da raccontare e un'età della vita che sa ancora regalare emozioni.
Il romanzo mi ha trasmesso rabbia, per come alcune persone trattano quelle più indifese, con disprezzo e cattiveria. Mi ha trasmesso amore, perché pur essendo un libro giallo è pregno di sentimenti: dall'amore filiale, a quello passionale, alla gelosia. Le due autrici toccano quai tutti gli spettri delle emozioni umane, riuscendo al tempo stesso ad orchestrare un buon giallo, che ha ritmo, un pizzico di suspance è una scenografia divina. Un romanzo breve, che però ha il pregio di trascinare immediatamente il lettore nella storia e di tenercelo incollato fino all'ultima riga.
Una piccola parentesi su Genova che ne esce come una regina indiscussa: i parchi di Nervi, le scogliere al tramonto su cui far nascere amori e ungersi le dita di focaccia, le strade piene di negozi, via XX con i suoi portici, la maestosità di piazza De Ferrari, un accenno di vicoli… meraviglia!
Lo stile è ritmato, ma anche descrittivo: i due aspetti sono ben amalgamati. Mi è piaciuta la scelta di far narrare la storia da più voci, oltre al quella dell'enigmatico Maresciallo De Scalzi. Spero di leggere ancora di Gilda, Paolo, Evelina, perché in breve sono diventate come vecchie conoscenze di cui mi piacerebbe seguire l'evoluzione.
Brave ragazze del noir
Leggetelo!

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