mercoledì 29 giugno 2016

Libri & cucina: grandi classici sugli scaffali e in cucina

Ci sono libri che sono capolavori incontrastati della letteratura e autori che ne hanno fatto la storia: oggi nella rubrica Libri& Cucina parliamo di uno di loro. Fate le valige che andiamo in Sud America.

Cent'anni di solitudine
di Gabriel Garcìa Màrquez
Mondadori

Trama
È la storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitorio tracciato nelle pergamene di un indovino, Melquiades, si compie il destino della città dal momento della sua fondazione alla sua momentanea e disordinata fortuna, quando i nordamericani vi impiantarono una piantagione di banane, fino alla sua rovina e definitiva decadenza. La parabola della famiglia segue la parabola di solitudine e di sconfitta che sta scritta nel destino di Macondo, facendo perno sulle 23 guerre civili promosse e tutte perdute dal colonnello Aureliano, padre di 17 figli illeggittimi e descrivendo in una successione paradossale le vicende e le morti dei vari Buendia.

***
Cent'anni di solitudine è un capolavoro e Gabriel Garcìa Màrquez un genio. Potrei concludere qui, perché di parole per questo libro ne sono state spese a profusione e sicuramente da critici  e letterati di alto livello, però non lo farò. Il perché è semplice: questo è uno dei romanzi che compongono la mia playlist del cuore (QUI trovate alcuni degli altri) e ho avuto il piacere di leggerlo nel corso di una vacanza molto speciale: il mio viaggio di nozze, resterà quindi per sempre impresso come una lettura speciale.
Sin da subito ci si rende conto che Màrquez ha inserito nel suo libro alcuni degli elementi cari, e inconfondibili, della letteratura sudamericana: le saghe familiari e la magia. E quando parlo di magia, intendo una sorta di spiritualità che si fonda sui legami, sui sentimenti.
È un libro che scorre veloce, ma al tempo stesso è pregno di significati e di messaggi sulla vita, l'amore, la morte. 
All'inizio entrare in sintonia con i personaggi, con la moltitudine di nomi, non è stato semplice, ma poi, quando il libro e la storia ti hanno ormai catturato, andare avanti, rapiti dalla penna di Marquez, è una necessità più che uno svago. Un libro da leggere, dandogli tempo, lasciando che le parole facciano le radici nel profondo.
Màrquez è colombiano, per cui a questo libro meraviglio ho associato una ricetta tipica.
Ecco il dolce che vi presenta Francesca.


Arroz de Leche 

Questa settimana vi propongo il risolatte (arroz de leche), un dolce al cucchiaio probabilmente di eredità araba che oggi è considerato dessert nazionale in alcuni paesi dell'America Latina. Dal gusto semplice, è adatto anche ai bambini.

Ingredienti per 12 porzioni:
200 grammi di riso Carnaroli
La scorza di mezzo limone
La scorza di mezza arancia
Una stecca di cannella
Un litro e mezzo di latte intero
200 grammi di zucchero
Un cucchiaio di cannella in polvere

Con il Bimby: mettere nel boccale il riso, posizionare il cestello e disporre al suo interno la scorza di limone, la scorza di arancia, la stecca di cannella e il latte, cuocere 45 minuti a 90 gradi a velocità 1 antiorario. Con l'aiuto della spatola togliere il cestello con gli aromi. Unire lo zucchero e cuocere 10 minuti a 90 gradi velocità 1 antiorario. Trasferire il composto in 12 coppette monoporzione e lasciare raffreddare. Polverizzare con cannella in polvere e servire. Il dolce si può conservare coperto con pellicola trasparente tre o quattro giorni in frigorifero.

Senza il Bimby: bollire il riso in una pentola con latte, scorza di limone arancia e la stecca di cannella per circa 45 minuti a fuoco molto basso. Al termine dei 45 minuti aggiungere lo zucchero, mescolare e cuocere ancora per 10 minuti. Procedere come sopra e servire. Buon appetito!


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