giovedì 10 marzo 2016

Le recensioni della signorina Eleonora: Lo strano caso dell'apprendista libraia


Lo strano caso dell'apprendista libraia

di Deborah Meyler
Garzanti Editore
1^ edizione ITA 2014



Trama
Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell’Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d’inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del "Vecchio e il mare" di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina della libreria vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l’occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l’ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l’attore. Poi c’è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitarra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: "Il Mago di Oz" può salvare una giornata storta, "Il giovane Holden" fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio. Il suo più grande desiderio sta per realizzarsi, ma non è più la ragazza spaventata di un tempo e non sa più se è quello che vuole davvero. Perché a volte basta la pagina di un libro, una melodia sussurrata, una chiacchierata a cuore aperto con un nuovo amico per capire chi si è veramente. Perché Esme non è più un’apprendista libraia, ora è una libraia per scelta. 

***
Lo strano caso dell’apprendista libraia è il romanzo più amato dalle librerie indipendenti americane. Grazie a loro è partito un passaparola tra i lettori che ne sono rimasti incantati. Deborah Meyler è convinta che l’esperienza più bella della sua vita sia stata lavorare in un negozio di libri e ha deciso di descriverla. Un romanzo che ricorda a tutti noi come il fascino delle librerie sia intramontabile. E che spesso quei luoghi pieni di scaffali polverosi nascondono sorprese inaspettate.
Che dire leggendo tutto ciò? 
Trama interessante e entusiasmo negli Stati Uniti mi hanno portato a pensare che il romanzo avesse del potenziale.
Non so bene cosa mi aspettassi, forse più trasporto verso i libri e le librerie? Quel magico mondo che mi rapisce tanto ogni volta che ne varco la soglia: edizioni rare, copertine scolorite, pagine mancanti, libri per ogni umore, personalità e carattere. 
Mi sono invece ritrovata a leggere una storia differente, molto moderna, fatta di situazioni e sentimenti metropolitani, una "Grande Mela di Biancaneve" questa New York che seduce e abbandona la protagonista, ennesima vittima del bello e ricco (e aggiungerei spocchioso, antipatico, "porco" e disgustoso come la sua famiglia) che nella sua amata libreria trova conforto, amicizia e compagnia. 
Sono proprio le pagine che la scrittrice utilizza per descrivere questo luogo le uniche ad essere di rifugio per la protagonista e il lettore.

Se volete scoprire di più su Eleonora vi segnalo il suo Blog… passate

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