martedì 5 gennaio 2016

Te lo dico sottovoce

"Era entrato nella mia vita senza chiedere il permesso, come se quella porta fosse sempre stata aperta solo per lui. Entrambi sapevamo che, una volta varcata, non potevamo tornare al punto di partenza"

Te lo dico sottovoce
di Lucrezia Scali
Newton Compton

Trama
Mia ha trent’anni, un passato che preferisce non ricordare e una famiglia da cui cerca di tenersi alla larga. Meglio stare lontano dalle frecciate della sorella e da una madre invadente che le organizza appuntamenti al buio… Di notte sogna il principe azzurro, ma la mattina si sveglia accanto a Bubu, un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo morbido. La sua passione sono gli animali e infatti, oltre a gestire una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino, Mia sta per realizzare un progetto a cui tiene moltissimo: restituire il sorriso ai bambini in ospedale attraverso la pet therapy. Il grande amore romantico, però, non sembra proprio voler arrivare. O almeno, così pensa Mia, prima di conoscere Alberto, un medico affascinante, e Diego, un ragazzo sfuggente che si è appena trasferito a Torino dalla Puglia.

***
Partiamo subito da un presupposto: se mi parlate di animali e io dico già sì in partenza. Perché li adoro e in più ho una grande predilezione per i cani, per cui quando ho capito che la protagonista di "Te lo dico sottovoce" di Lucrezia Scali è una veterinaria ho già dato un punto in più al libro.
Grande successo nel mondo del self publishing, è uscito proprio ieri per Newton Compton, grazie alla casa editrice che mi ha dato la possibilità di poterlo leggere in anteprima, mi ha accompagnata nelle giornate di festa.
Parliamo innanzitutto della trama che non è banale: ci sono elementi, che si scoprirono nel corso della lettura, che mi hanno fatto capire che la scelta dell'autrice è stata quella di non affidarsi a dei facili cliché. Non voglio entrare nel merito per non rovinare la lettura, posso però dire che c'è molta più profondità e complessità di quanto si possa immaginare e che sarebbe carino usare epiteti poco edificanti per un certo personaggio, ma non lo farò perché sono una signora.
Devo ammettere che non ho perso la testa per nessuno dei due maschietti presenti nel romanzo: troppo costruito Alberto, troppo eccessivo Diego. Ma ho apprezzato Mia, soprattutto per il bagaglio emotivo che si trascina dietro e chi mi conosce e ha letto il libro sa che sono estremamente sensibile rispetto ad alcuni argomenti.
Pollice alzassimo per quanto riguarda i personaggi pelosi del libro, che ho trovato effervescenti, reali e coccolosi. La menzione d'onore va in particolare a Bubu perché mi sembrava di rivedere in lui la mia cagnolini Lulù e a Casper perché è la tenerezza fatta cane. Molto emozionante anche tutta la parte relativa alla pet therapy, al legame che si instaura fra un animale e un bambino e a quanto sia dura vederli soffrire.
Lo stile di scrittura è leggero, ma ritmato.
Consigliato a chi ha voglia di una storia d'amore che abbia anche le fattezze di un batuffolo peloso tutto da coccolare.
Buona lettura

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