lunedì 24 agosto 2015

Ventiquattro Ore

"Si capisce di essere arrivati, o perlomeno di essere nelle vicinanze del distretto finale, quando si può annusare il suo odore di diesel mischiato all'oceano, quando la campagna scompare improvvisamente precipitando nella scogliera bagnata dalle acque fredde e nere, quando ti viene l'impulso di oltrepassare quel mare di infinita libertà e tristezza. Ma perché partire se poi ti viene il nostalgico desiderio di tornare?"
Ventiquattro ore
di Stefano Rossi
Carmignani editrice

Trama
Una misteriosa valigetta si aprirà scadute ventiquattro ore: tutti la vogliono ma nessuno sa cosa contenga davvero, perchè il meccanismo per aprirla è sconosciuto. Sei mosche da bar disposte a qualsiasi cosa pur di possederla si muovono in un macabro gioco dell’oca sullo sfondo di questa storia on the road in bilico tra il pulp e il noir, l’ironia demenziale e lo splatterpunk, incrociando personaggi indimenticabili come il Divoratore, i Fratelli Cobra, il vecchio Ernest Cooter e molti altri ancora. Un libro che è come un film, vissuto sul filo della tensione e dell’imprevedibilità. “Ventiquattro ore è un’opera prima. Nonostante il titolo, ne impiegherete molte di meno a leggerlo. Perché Ventiquattro ore è una corsa, è una corsa sfrenata al massacro che non ha un attimo di respiro. Il mondo in cui si ambienta, la Never City immaginata da Stefano Rossi, è una specie di Las Vegas della follia umana, dove cannibali, assassini, poppute donne uscite da un film di Russ Meyer, zombie e fast food di piedi umani vivono nell’anarchia incontrollata delle loro vite borderline” (dalla prefazione di Raffaele Picchio).

***
Vi dico in da subito che questo libro mi é piaciuto molto, l'ho letto in pochissimo tempo e sin dalle prime pagine mi ha catapultata in una realtà dai toni fortemente noir e pulp, ma con delle vigorose spennellate umoristiche. Per la precisione a Never City: una città con alle spalle il deserto e davanti il mare."Ventiquattro ore" di Stefano Rossi  è un libro che si potrebbe definire noir, ma come termine è riduttivo perché dentro ci sono un sacco di citazioni tarantiniane e in alcuni momenti sembra anche di trovarsi in un fumetto (durante la lettura incapperete in bellissime illustrazioni di Bianca Baldesseroni, tra le altre cose).
Il linguaggio usato dall'autore è diretto, spesso cruento, molto scenografico. Volete un esempio? Come si poteva chiamare un deserto se non Hot Pussy? La storia è semplice e  ha una morale che si intuisce sia da subito, ma diventa chiarissima alla fine. Non ve la dico, naturalmente, perché è bene che vi facciate da soli un'idea.
I personaggi, nonostante le poche pagine di cui è composto il libro, sono ben delineati e caratterizzati. Li conosciamo subito grazie a un dettaglio rivelatore, ovvero il drink che stanno bevendo mentre sono nel solito locale. Un pretesto che fa entrare immediatamente nella giusta ottica il lettore e che li fa inquadrare alla perfezione.
Sullo sfondo di questo gruppo così disparato di clienti del Lione Pub, ci sono personaggi realmente inquietanti, che sembrano prestati dal mondo dei fumetti. Anche in questo caso vi faccio qualche nome così che possiate farvi un'idea: Fratelli Cobra e Divoratore. E credetemi che nessuno di loro è un individuo con cui vorrei trascorrere anche solo un minuto della mia esistenza.
"Ventiquattro ore" è un libro che si legge alla svelta, che ti trascina in un'avventura che parla di curiosità, avarizia, avidità, perversioni, ma anche amore. La scrittura è cinematografica, le descrizioni  sembrano essere riprese della telecamera. Confesso che come lettrice a volte avrei chiuso volentieri gli occhi, ma l'ho fatto (sbirciando tra le dita) anche mentre ho guardato Le Iene, Dal tramondo all'alba o Four Rooms, giusto per citare tre film di (o con) Tarantino che secondo me hanno ispirato Stefano Rossi.
Non è un libro per stomaci deboli, statene alla larga se odiate il genere pulp, le situazioni surreali, le città decadenti e i deserti che nascondono orrori. Per tutti gli altri, invece, è consigliato.
E se avete voglia di scoprire Never City, QUI trovate il posto giusto per voi
Buona lettura

6 commenti:

  1. Recensione impeccabile come al solito! Il libro non appartiene ad un genere che mi piace, ma da come ne hai parlato tu sembra davvero interessante! Baci :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una lettura veramente interessane e particolare!!! Grazie di essere passata, un bacione

      Elimina
  2. Molto bella questa recensione, sa incuriosire!!

    RispondiElimina
  3. Non ho mai letto niente di pulp ma questo pezzo mi ha folgorato... mi è nato come un colpo di fulmine... hai presente quei colpi di fulmine che a volte nascono per un libro..? :) Devo leggerlo :) Tra l'altro molto affascinante la citazione iniziale... Lo condivido sulla mia pagina come libro che leggerò presto.. Grazie di averlo segnalato :) Buona giornata! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Conosco molto bene il colpo di fulmine letterario ;) mi fa piacere che ti sia piaciuta la recensione, spero di saper presto cosa ne pensi del libro :)

      Elimina