lunedì 20 luglio 2015

Nichi arriva con il buio

"Poteva accadere davvero di tutto - a quindici anni si è naufraghi dell'esistenza - tutto ciò che sapevo di me lo scoprivo dalle canzoni, fondi sabbiosi di giorni dissolti, e quella strana forma di malinconia che mi affliggeva…  - la noia era la cosa peggiore che potesse capitare"


Nichi arriva con il buio
di Sara Zelda Mazzini

Trama
A dieci anni dalla morte del suo ex fidanzato una donna ne racconta la storia alla sorella adolescente di lui, che non ha avuto il tempo di conoscerlo davvero. Greta ha quattordici anni quando conosce Nicola in occasione di una vacanza al mare, i due si incontrano ogni estate nella medesima località di villeggiatura portandosi appresso nuovi bagagli di vita reale: Greta ha i genitori separati e presto arriva anche una sorellina, la stessa cosa accade in seguito a Nicola; due esistenze speculari a trecento chilometri di distanza unite da un filo fragilissimo di fiducia e speranza. La storia di Greta e Nicola è contrastata di volta in volta da personaggi gelosi, orgogliosi, insicuri e disperati, ma soprattutto da loro stessi. Tra concorsi di bellezza e quiz televisivi la vicenda è l’occasione per ricostruire un decennio di storia italiana dal punto di vista di una generazione, a favore di chi quella generazione non l’ha mai vissuta.

***
"Nichi arriva con il buio" è un libro che parla di me, che racconta di tutti noi.
Possono cambiare i dettagli, ma la sostanza resta la stessa: il primo grande amore. Tutti noi ne abbiamo avuto uno, perché da qualche parte si deve pur iniziare.
E Nichi è stato quello di Greta. E la loro storia è una di quelle che riescono a far emozionare, perché tira fuori ricordi sopiti, sensazioni dimenticate.
E Sara Zelda Mazzini, ormai ho capito, è bravissima a scavare nell'animo umano, a dare voce al nostro inconscio.

Qualche giorno fa ho ospitato una tappa del Blog Tour, per cui alcune cose le tralascerò, però se volete rinfrescarvi le idee oppure non avete letto la tappa date un'occhiata QUI.
Quindi dimentichiamoci per un attimo dei "monocolore" e stupendi anni Novanta e della cultura di quel decennio, per focalizzarci sui personaggi.
Greta potrei veramente essere io: mi sono immedesimata in lei in tantissimi passaggi del libro. Ma penso che ogni ragazza, in un certo momento della vita, sia stata Greta: forte, debole, bellissima, combattiva, rassegnata... Come tutti noi nel corso del passaggio da bambini ad adulti, Greta riesce ad attraversare ogni fase, a sperimentare mille modi di essere.
Ma c'è sempre una costante. Nichi.
Nichi non è sempre bello, non è sempre intelligente, ma ha quel qualcosa che ti entra dentro, striscia sotto pelle e lì resta. Quel qualcosa che è tipico del primo grande amore e che non sfiorisce.
"Vorrei riuscire a ricrearlo così com'era al tempo in cui mi è parso la cosa più bella che avessi mai visto, così come mi sembra di intuirlo qualche volta in prima fila ai concerti, là dove c'è sempre un ragazzo dai lunghi capelli sudati che sente il bisogno di urlare più forte degli altri…"

Loro sono i personaggi di questa storia, intorno a cui vorticano mille esempi diversi di umanità, belli o brutti non importa, perché i protagonisti sono loro seppur ci siano momenti in cui pallide controfigure ne vogliano premere il posto. Ma attenzione, non si tratta di personaggi di poco spessore, semplicemente sono solo lo sfondo di una grande storia d'amore. Tranne lei, quella che appare solo perché a lei è indirizzato tutto ciò che viene scritto nel libro, Ecaterina: la sorella di Nichi. Presenza silenziosa a cui Greta racconta di loro, dopo che ormai è successo l'irreparabile.

Questo non è un libro che si legge a cuor leggero. Scorre, scivola velocissimo verso la fine, ma è pregno di significato. Ed è bellissimo, davvero, un piccolo tesoro pieno di parole perfette.
Mi sono emozionata molto leggendo "Nichi arriva con il buio" perché mi sono ritrovata. Ho rivisto la me dei 14 anni, poi quella dei 18 ed, infine, quella dei 20 anni. Ho letto frasi che nel corso della mia vita ho solo pensato, ho provato emozioni che credevo sopite. È stato un bel salto indietro nel tempo, all'età della giovinezza.
"Cercavo il volto cieco della notte pensando a tutti i luoghi che avevo visitato per ritrovare lui e ai giovani uomini che avevo amato mentre avevo continuato ad amare solo lui, e adesso sapevo che in realtà non ci eravamo mai lasciati. E, se fosse finita così, sarebbe stata davvero una bella storia"

La scrittura di Sara è come il componimento di un musicista: ti calma, lentamente ti fa salire le emozioni, in un continuo cambio di ritmo che risulta piacevolissimo e molto coinvolgente.
 Di suo avevo già letto, amato e recensito "I dissidenti", questo è altrettanto bello, ma completamente diverso: una dimostrazione tangibile del suo talento come scrittrice.
Bravissima Sara e grazie.
Vi ricordo che potete ancora partecipare al blog tour che vi darà la possibilità di vincere una copia digitale di questo libro meraviglioso. Ecco il LINK dell'evento, seguite le istruzioni e… buona fortuna!

Buona lettura!

2 commenti:

  1. Sembra splendido!
    Unica cosa, temo che piangerei dall'inizio alla fine per la morte di Nichi (mi conosco, so che queste storie mi riducono a un ammasso lacrimoso sul divano!).
    Però ne parli troppo bene per ignorarlo quindi va dritto in wishlist!
    Baci <3

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    Risposte
    1. È splendido, davvero, gli darei 100 stelline se si potesse! Un po' fa piangere, certo, ti ritrovi a sperare che cambi qualcosa all'ultimo, però ne vale la pena... Per la storia è per come è scritta <3
      Baci

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