mercoledì 13 maggio 2015

Il sorriso triste di Bertrand

"La vita ti insegna tante cose. A volte si scopre che si può morire anche continuando a vivere"


Il sorriso triste di Bertrand
di Francesco Cassanelli Stami
Watson edizioni

Trama
Antonio sta per sposarsi e, quando gli amici lo invitano al bar per la colazione, non sospetta neppure che quell’incontro possa avere un secondo fine. Così, quasi senza rendersene conto, con la testa occupata da mille pensieri dovuti al matrimonio, si ritrova a partire per un viaggio che gli amici hanno organizzato per lui. Un viaggio che solo apparentemente servirà per andare a ritirare le fedi in una gioielleria, e che non affronterà da solo, perché con lui partirà Alice, una ragazza con cui Antonio ha avuto una relazione svariati anni prima. E quello che Antonio si troverà ad affrontare è un viaggio nel suo passato, nei suoi ricordi, nelle sue scelte, in vista di un futuro che incombe con imponenza.

***
Per immergersi alla perfezione in questo libro dobbiamo pensare al nostro passato e a tutte le cose che abbiamo lasciato in sospeso. Lo avete fatto? Crado che tutti noi ne abbiamo un paio, che siano persone, eventi, scelte. 
Antonio si ritrova a fare i conti con quello che si è lasciato alle spalle a pochi giorni dal suo matrimonio. A spingerlo i suoi amici che (a mio parere piuttosto sadici) lo fanno partire per andare a ritirare il regalo di nozze nientepopodimeno che con la sua ex ragazza
State pensando anche voi che non sono stati molto carini vero?
Qua per evitarvi uno spoiler allucinante mi fermo con la descrizione di quello che accade per non togliervi il piacere della lettura. 
Parliamo quindi del nostro protagonista. L'ho trovato credibile, ma non il mio tipo: vaga nella nebbia dei sentimenti, mente… però è vero e questo è quello che conta per il lettore, per riuscire ad entrare in empatia con lo svolgersi degli eventi. 
E a me questo è successo: fremevo per arrivare alla pagina dopo per scoprire cosa sarebbe accaduto.
Bella la costruzione della storia, il suo evolversi, i flashback e soprattutto il finale che un po' ti lascia triste, un po' ti alimenta dei dubbi.
Mi è decisamente piaciuto anche  che il titolo del libro sia un omaggio al film "L'uomo che amava le donne" di Francois Truffaut e al suo protagonista Bertrand


Un ultimo commento in merito alla copertina che mi ha colpita veramente molto e che credo si adatti alla perfezione alla storia raccontata nel libro.
Lo consiglio a chi ha paura di pensare al passato come a un vaso di Pandora: pensate se vi fossero capitati degli amici così!



4 commenti:

  1. In genere non amo molto pensare al passato, preferisco concentrarmi sul presente (ed eventualmente sul futuro!). Se avessi avuto degli amici così li avrei uccisi! :-)

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    1. La pensiamo esattamente alla stesso modo... li avrei uccisi anch'io :)
      Bacioni

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  2. Che bravi amici..se fossi stata nei panni della quasi-moglie li avrei appesi al muro XD

    Mi hai incuriosita con la tua recensione, mi piacciono le storie di riflessione, capita a tutti di ripensare a quello che ci siamo lasciati dietro... l'importante però è andare avanti, sempre e comunque!
    Un bacio :)

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    1. Ripensarci é normale, la cosa importante è non farsi soggiogare dal passato :) Il libro mi ha fatto riflettere, soprattutto sul fatto che è sempre bene andare avanti e non avere rimpianti
      Baci anche a te :)

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