mercoledì 12 febbraio 2014

Raven boys

"Ci sono due motivi per cui un non - veggente dovrebbe vedere uno spirito la vigilia di San Marco, Blue. O sei il suo grande amore, o lo hai ucciso".


Raven boys (fa part della quadrilogia The Raven Boys Cycle)
di Maggie Stiefvater
Rizzoli

C'è Blue che ucciderà il suo grande amore, c'è la sua famiglia allargata di sole donne che si occupa di predizioni, ci sono i raven boys, i ragazzi corvo, e c'è la magia. Ho letto il libro di Maggie Stiefvater cercando di assaporarne ogni singola parola, perché lei è una di quelle scrittrici che sembra pesarle con estrema attenzione. Il risultato è incredibile, perché non solo c'è una storia assolutamente non banale, ma dalla sua penna nascono personaggi difficili da dimenticare. Tutti loro, principali e secondari, hanno ottenuto lo stesso impegno dall'autrice che ne ha tratteggiato con attenzione il carattere, le caratteristiche fisiche, ma anche alcune manie. Una dovizia di particolari e un'impegno che ho trovato solo nella Rowling.
Tralasciando la bizzarra protagonista e la cerchia dei quattro ragazzi corvo (cinque personaggi fantastici), non  si può rimanere indifferenti difronte alle abitanti  - appartenenti esclusivamente al genere femminile - del numero 300 di Fox Way, ovvero la famiglia di Blu, fra carte, predizioni del futuro più o meno precise e un aspetto che non può passare inosservato. Sarà che in qualche modo mi hanno ricordato parte della mia famiglia, ma le ho veramente adorate e spero che nei prossimi libri l'autrice dedichi al trio Maura, Persephone e Calla, un po' più spazio.
Personaggi del libro, a mio parere, sono anche la magia e la natura, che spesso si mescolano fra di loro, creando scenari che difficilmente si possono dimenticare (foreste incantante, laghetti dai pesci speciali e alberi cavi che celano segreti oppure parlanti). Ma anche quando compaiono da sole (la lettura delle carte o il prato vicino alla casa di Adam) riescono a rimanere impresse nella mente del lettore.
E' uno di quei libri in cui ci si immerge e che, anche quando si è finito di leggere, capita di aver voglia di riaprire per fare un saluto ai personaggi.
Insomma non vedo l'ora di poter tornare ad Henrietta.

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